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L'ITALIA, UN PAESE AL CONTRARIO - LA PARADOSSALE VICENDA CHE COINVOLGE MARIATERESA CIUFFREDA, INDAGATA PERCHÉ TENTÒ DI SALVARE LA VITA ALLA MAMMA 78ENNE, ANTONIA NOTARANGELO: LO SCORSO 31 AGOSTO, A VIESTE, CIUFFREDA CHIAMO' IL 118 PERCHÉ SUA MADRE SI ERA SENTITA MALE. TUTTE LE AMBULANZE ERANO IMPEGNATE E, SU INDICAZIONE DEL PERSONALE SANITARIO, LA DONNA ACCOMPAGNÒ IN MACCHINA LA MADRE AL PRONTO SOCCORSO DELLA CITTADINA PUGLIESE - LÌ, SECONDO QUANTO RACCONTATO DAI FAMILIARI, NON C'ERA ALCUN MEDICO E, DOPO OLTRE UN’ORA DI ATTESA, LA FIGLIA DECISE DI PORTARE LA 78ENNE ALL’OSPEDALE DI SAN GIOVANNI ROTONDO, MA LA DONNA MORI' DURANTE IL VIAGGIO...
Estratto dell'articolo di Luca Pernice per il "Corriere della Sera"
Non c’erano ambulanze per trasportare la madre dal pronto soccorso di Vieste all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Così decise di caricarla sulla sua auto, ma l’anziana signora morì durante il tragitto.
Vicenda del 31 agosto scorso, giorno in cui perse la vita a 78 anni Antonia Notarangelo. A distanza di oltre sei mesi, la Procura di Foggia ha disposto la riesumazione della salma che sarà sottoposta ad autopsia. E la stessa Procura ha iscritto nel registro degli indagati anche la figlia della donna, Mariateresa Ciuffreda, che cercò di soccorrere la madre in una situazione di emergenza.
Oltre a lei risultano indagati, con l’ipotesi di concorso in omicidio colposo, tre operatori sanitari. L’autopsia, fissata per il 17 marzo, dovrà stabilire la causa della morte dell’anziana e se vi siano state violazioni di cautele o regole di condotta nell’approccio diagnostico e terapeutico, oltre che nell’assistenza prestata alla paziente nelle ore precedenti al decesso. Mariateresa Ciuffreda, del caso, preferisce non parlare.
Quella notte di fine agosto la donna contattò il 118 dopo che la madre si era sentita male. Le fu però comunicato che tutte le ambulanze di Vieste erano impegnate e che l’unico mezzo disponibile sarebbe arrivato da Peschici, distante 23 chilometri. Su indicazione del personale sanitario, la donna accompagnò comunque la madre al pronto soccorso di Vieste.
Qui, secondo quanto raccontato dai familiari, non sarebbe stato presente alcun medico e la gravità dell’anziana non sarebbe stata immediatamente riconosciuta. Dopo oltre un’ora di attesa, la figlia decise quindi di trasportare la madre con la propria automobile all’ospedale di San Giovanni Rotondo.
Durante il tragitto, però, le condizioni della 78enne peggiorarono fino al peggiore epilogo: la donna morì lungo la strada prima di arrivare in ospedale. La decisione dei pm di riesumare la salma non è stata accolta bene dai familiari di Antonia Notarangelo, creando tensioni che hanno portato il legale della figlia, l’avvocato Michele Sodrio, a rimettere il mandato. […]
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