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“LA FEDELTÀ SESSUALE È SOPRAVVALUTATA, CONTANO PIÙ L’AFFIDABILITÀ E LA PRESENZA” – UN LETTORE SCRIVE A GRAMELLINI RACCONTANDO CHE LA SUA RELAZIONE DECENNALE CON IL COMPAGNO ORMAI NON CONTEMPLA PIÙ IL SESSO: “SODDISFIAMO IL NOSTRO BISOGNO FUORI DALLA COPPIA, CONSAPEVOLMENTE E SENZA NASCONDERCI L’UNO ALL’ALTRO. OGGI, CON LA MIA RELAZIONE APERTA, SONO SERENO” – LA RISPOSTA DEL GIORNALISTA: “MI CONGRATULO CON VOI, MA NON SO SE SONO COSÌ EVOLUTO DA POTERVI IMITARE. È POSSIBILE ACCETTARE CHE IL PARTNER DI LUNGO CORSO FREQUENTI APERTAMENTE QUALCUN ALTRO, CONSENTENDO A VOI DI FARE ALTRETTANTO? QUESTA LIBERTÀ NON INCIDE NEL MODO DI GUARDARLO, DI PARLARGLI, DI CONDIVIDERE CON LUI (LEI) TUTTI GLI ALTRI ASPETTI DELLA VITA DI COPPIA?”
Da “7 di cuori”, la posta del cuore di Massimo Gramellini per “Sette – Corriere della Sera” - Estratti
Caro Gramellini,
ho appena finito di leggere la lettera di Marika (pubblicata nelle settimane scorse, ndr) che lamenta un matrimonio senza sesso. Io vivo con il mio compagno la stessa situazione. Ma noi, contrariamente a Marika, soddisfiamo il nostro bisogno fuori dalla coppia, consapevolmente e senza nasconderci l’uno all’altro.
[…] La nostra relazione è nata per il legame che il sesso aveva creato tra noi, ancor prima che arrivassero i sentimenti. Quelli, almeno per me, sono venuti molto dopo. Per mesi ho respinto il suo amore e quando - ormai anche io innamorato – gli ho chiesto il perché della sua determinazione, mi ha risposto «perché sentivo come facevamo l’amore».
Ecco, l’emozione di quel legame c’è ancora, come un’eco o un imprinting, anche se il sesso tra noi non esiste più. So che il sesso sarebbe uno straordinario strumento per rinnovare quell’intimità e mi chiedo come ci comporteremo se dovesse arrivare una crisi vera.
Ma, per quanto ti prepari, quelle arrivano comunque. Quindi viviamo la nostra relazione, ormai decennale, nella consapevolezza di un equilibrio certo precario ma che, sorprendentemente, sta funzionando. Ho sofferto anni per la mia incapacità di vivere una relazione monogama, con tradimenti e sensi di colpa, inseguendo un modello per me, evidentemente, irraggiungibile.
Oggi, con la mia relazione aperta, sono sereno. Non vivo più la dimensione sessuale, ma non ho dubbi sulla unicità di mio marito per me, proprio quella unicità che la coppia pretende. Manca il sesso, ma non l’intimità, il dialogo, il supporto, le emozioni.
La fedeltà sessuale è sopravvalutata, contano più l’affidabilità e la presenza. Siamo essere limitati e trovo violento pretendere che il nostro partner sia la risposta a tutti i nostri bisogni.
Gabriele
Risposta di Massimo Gramellini:
Caro Gabriele, questo è un dibattito che va avanti da millenni e sopravvive ai mutamenti delle ideologie, delle tecnologie e del costume. Appurato che, dopo qualche tempo, anche nella coppia più passionale subentrano un rallentamento e una progressiva riduzione degli stimoli erotici, come si può salvare una relazione che per il resto continua a funzionare?
Accettando di fare a meno del sesso? Andando a cercarlo altrove, ma senza dirlo al partner? O agendo alla luce del sole, come nel vostro caso? E un tradimento alla luce del sole è ancora classificabile come tradimento?
Ecco, ho spiattellato un buon numero di domande per nascondere la mia cronica incapacità di dare una risposta univoca. Tu e il tuo compagno riuscite ad andare a letto con altri senza nascondervelo e senza che l’amore che vi unisce – fatto di affetto, di interessi e di attenzioni reciproche – venga minimamente danneggiato dalla scomparsa dell’intimità fisica e dal dirottamento del sesso all’esterno della relazione.
Mi congratulo con voi, ma non so se sono così evoluto da potervi imitare. Lo chiedo anche a chi ci legge: riuscireste ad accettare che il vostro o la vostra partner di lungo corso frequentasse apertamente qualcun altro, ovviamente consentendo a voi di fare altrettanto? Questa libertà non inciderebbe nel vostro modo di guardarlo, di parlargli, di condividere con lui (lei) tutti gli altri aspetti della vita di coppia? Il vostro sentimento non sarebbe offuscato dal risentimento?
Hai ragione: una sola persona non esaurisce l’intera gamma dei nostri bisogni. Ma non tutti sono disposti ad ammetterlo e soprattutto a trarne le dovute conseguenze. Se si continua a
[…] L’ipocrisia, a volte, diventa una forma di difesa e di protezione: condannabile fin che si vuole, ma siamo pur sempre esseri umani, un impasto di pregiudizi e contraddizioni.
Come vedi, caro Gabriele, non riesco proprio a trovare una ricetta unica e universale. Forse perché l’amore non è un vestito disponibile in sole due o tre taglie (small, medium e large) che più o meno possono andar bene a tutti.
L’amore è un abito di sartoria, che va cucito con pazienza addosso a ogni singola relazione; è una danza che qualsiasi coppia può ballare come le pare, purché riesca a mantenersi in equilibrio. E a non pestarsi i piedi.
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