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LAVORARE TROPPO UCCIDE - IL TITOLARE DI UNA DITTA DI TRASPORTI E IL RESPONSABILE DEL MAGAZZINO DI RIVALTA, IN PROVINCIA DI TORINO, SONO INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO DOPO IL SUICIDIO DI UN CAMIONISTA 63ENNE, CHE NEL 2023 SI È GETTATO DALLA FINESTRA: DA TEMPO L’UOMO AVEVA CHIESTO DI POTER AVERE TURNI PIÙ SOSTENIBILI, MA DAVANTI ALL’ENNESIMA RICHIESTA, IL SUO DATORE DI LAVORO LO AVREBBE PRESO A SCHIAFFI DAVANTI AI COLLEGHI - L'AUTOTRASPORTATORE ERA COSTRETTO A STARE IN STRADA ANCHE 14 ORE AL GIORNO

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Estratto dell’articolo di Ludovica Lopetti per www.corriere.it

 

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L’autotrasportatore sessantenne che a marzo 2023 si è tolto la vita gettandosi dalla finestra del proprio alloggio lo avrebbe fatto per un cumulo di stress lavoro-correlato, dopo che i suoi superiori avevano ripetutamente ignorato le sue richieste di avere turni più sostenibili. Lo hanno messo nero su bianco i consulenti in una perizia psicologica depositata agli atti dell’inchiesta avviata dalla Procura di Torino dopo l’esposto dei familiari (assistiti da Mariagrazia Pellerino).

 

Il pm Rossella Salvati ora contesta l’omicidio colposo a due persone: il titolare della Af Logistics, azienda che si avvaleva del driver per consegnare merce agli ipermercati, e il preposto del magazzino di Rivalta (Torino). Per loro si avvicina la richiesta di rinvio a giudizio, con la fissazione dell’udienza preliminare. […]

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Gli investigatori hanno appurato che il ritmo di lavoro imposto alla vittima sfiorava le 14 ore di guida al giorno, in barba agli accordi collettivi e alle norme che impongono un tetto giornaliero di 9 ore alla guida di autoarticolati. […]

 

L’autista, anche per arrotondare lo stipendio base, avrebbe inanellato moltissimi straordinari e tra gennaio e dicembre 2022 avrebbe saltato per 58 volte il riposo intermedio tra un turno di guida e l’altro. Alla richiesta di alleggerire i turni, il datore di lavoro lo avrebbe preso a schiaffi davanti ai colleghi. […]

 

Non è la prima volta che la Af logistics finisce nel mirino dei pm. Nell’autunno 2024 è stata raggiunta da un maxisequestro da 22 milioni per somministrazione illecita di manodopera e reati tributari nell’ambito di un’inchiesta della procura di Milano.

 

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In quel caso gli inquirenti coordinati dal pm Paolo Storari hanno puntato il faro sui cosiddetti «serbatoi di manodopera», ovvero cooperative e società filtro che avrebbero consentito di eludere gli obblighi previdenziali ed evadere il fisco grazie alla formula del contratto d’appalto.

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