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MAESTRI CON L’ELMETTO – A MILANO LA MAMMA E LO ZIO DI UN BAMBINO PRENDONO A PUGNI UN MAESTRO DURANTE IL COLLOQUIO A SCUOLA, POI SCAPPANO – LO STUDENTE ERA STATO “TRATTATO MALE”, LORO AVEVANO CHIESTO DI PARLARE CON L’INSEGNANTE E SONO ANDATI SU TUTTE LE FURIE QUANDO…
Marianna Vazzana per “il Giorno”
Un maestro è stato aggredito a scuola, un' elementare del quartiere Comasina, ieri poco prima delle 17.30. Sarebbe stato preso a pugni e schiaffi dallo zio 28 enne di un alunno, spalleggiato dalla sorella di 25, mamma del piccolo. L' insegnante, di 46 anni, è stato soccorso dal 118 e poi accompagnato in codice verde al Niguarda: aveva il naso gonfio ma non è stato ancora accertato se ci siano fratture, mentre sul posto è intervenuta la polizia.
Gli aggressori nel frattempo si erano già dileguati ma sono stati poi rintracciati. La loro posizione ora è da chiarire. Ancora da capire pure il perché del pestaggio. Quel che è certo è che la mamma si sarebbe presentata a scuola insieme al fratello per un colloquio, dopo l' uscita delle classi, a quanto pare fuori di sé perché il figlioletto sarebbe stato «trattato male» dal maestro.
Questo avrebbe detto, secondo la testimonianza di alcuni genitori. Apprendiamo che al preside e allo stesso insegnante, finora, non erano mai arrivate lamentele. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, poco prima delle 17.30 ci sarebbe stato il diverbio: dissapori tra l' insegnante e la mamma durante un colloquio. Con lei c' era il fratello di 28 anni che avrebbe colpito il maestro con pugni e schiaffi. A chiamare aiuto sarebbe stato lo stesso insegnante: a scuola è intervenuta una Volante della polizia ma all' arrivo degli agenti gli aggressori erano già spariti.
La donna è stata rintracciata poco dopo e rischia ora una denuncia per lesioni. La posizione del fratello della 25enne, colui che avrebbe materialmente colpito l' insegnante al volto, è attualmente al vaglio: l' accusa potrà cambiare anche in base alla prognosi emessa dall' ospedale. Non è il primo caso: lo scorso maggio, in una scuola sempre della periferia Nord, una mamma di 40 anni aveva voluto «vendicare» suo figlio aggredendo una maestra.
Era riuscita a raggiungere l' aula, al mattino, dicendo a una commessa di avere un colloquio. Perché l' aggressione? «Quella maestra che per un' ora ha fatto supplenza nella classe di mio figlio - la giustificazione -, lo ha stretto per un braccio e lo ha graffiato». La signora aveva sporto denuncia ai carabinieri per «i graffi» e l' insegnante aveva poi presentato a sua volta denuncia contro la mamma per l' aggressione.
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