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"MI HA PORTATA A CENA IN UN RISTORANTE, POI MI HA COSTRETTA A SEGUIRLO IN UNA BARACCA E MI HA VIOLENTATA" - LA STRANA VICENDA RACCONTATA DA UNA 30ENNE COLOMBIANA, ARRIVATA A ROMA DA POCHI GIORNI: LA DONNA NON SI RICORDA IL NOME E LE FATTEZZE L'AGGRESSORE, L'UNICA COSA CHE SA E' CHE ERA ANDATA A CENA CON UNA SUA AMICA, MA NON SI RICORDA COME SI CHIAMA - LA VIOLENZA SESSUALE E' STATA CERTIFICATA DA UN REFERTO MEDICO DEL POLICLINICO CASILINO, DOVE E' STATA PORTATA DOPO CHE UN PASSANTE L'HA VISTA SU UN MARCIAPIEDE ALLA PERIFERIA DI ROMA...

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Estratto dell'articolo di Luca Monaco per www.repubblica.it

 

VIOLENZA SESSUALE SU UNA RAGAZZA

“Mi ha portata a cena in un ristorante, poi mi ha costretta a seguirlo in una baracca e mi ha violentata”. Non è solo da queste parole, quanto da un referto medico inequivocabile, che prende le mosse l’indagine per violenza sessuale coordinata dai pm del dipartimento fasce deboli della procura e e affidata alla squadra Mobile.

 

Una brutta storia che per gli investigatori della IV sezione della Mobile, diretti da Roberto Giuseppe Pititto, è iniziata prima dell’alba di martedì. La vittima è una donna colombiana di 30 anni, che a ridosso delle due del mattino è stata notata da un automobilista sul ciglio di un marciapiede in via di Tor Cervara. Piangeva, era scossa. Inghiottita dal buio.

 

VIOLENZA SESSUALE

L’automobilista l’ha soccorsa, l’ha accompagnata al policlinico Casilino. I medici hanno attivato il percorso rosa per le donne vittime di violenza. E dopo averla visitata hanno chiamato subito la polizia.

 

La vittima aveva diverse ecchimosi sul corpo e i segni della violenza sessuale: ha provato a difendersi, ma non ci è riuscita. L’indagine che sono chiamati a sviluppare adesso gli investigatori della Mobile è complessa. Perché il referto medico non lascia spazio a interpretazioni: la donna ha subito una violenza sessuale.

 

violenze sessuali

Eppure lei non ricorda quasi nulla. Gli agenti hanno provato a sentirla due giorni fa e dovranno riparlarci. I ricordi sono annebbiati. Forse per un meccanismo inconscio di rimozione. […]

 

La vittima non sa indicare il profilo dell’aggressore. Dai primi accertamenti risulta che sia arrivata in Italia da pochi giorni. Dalla Colombia, passando per la Spagna. Dice di aver preso alloggio in un hotel della capitale, ma non ricorda quale. Racconta di essere andata a cena con la persona che l’ha violentata, insieme a un’amica, della quale non ricorda il nome.  Non sa indicare il luogo dove è stata abusata. […]

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