IL DESTINO BRUCIA SEMPRE DUE VOLTE: MORTO IL PILOTA SEAN EDWARDS, IL PAPA’ SALVO’ NIKI LAUDA DAL ROGO DEL NÜRBURGRING

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Stefano Mancini per "la Stampa"

Nella realtà, Guy Edwards fu uno dei quattro piloti a salvare Niki Lauda dal rogo del Nürburgring. Nella finzione (il film «Rush» appena uscito un mese fa nelle sale), è suo figlio Sean a strappare alle fiamme il pilota austriaco interpretato da Daniel Bruehl. Nella realtà, anche Sean era un pilota: è morto ieri in pista avvolto dalle fiamme. Un cinico incrocio di destini, tra fiction e vita vera.

Sean Edwards aveva 26 anni, era inglese e guidava nella Porsche Supercup. Era primo in classifica a due gare dalla fine, 18 punti di vantaggio e il titolo a un passo. Ieri si trovava in Australia, sul Queensland Raceway di Willowbank, vicino a Brisbane. Faceva l'istruttore e sedeva a fianco di un allievo impegnato in una sessione di prove private.

L'auto, una Porsche 996, è uscita di pista a forte velocità, si è schiantata contro le barriere di protezione e ha preso fuoco. Stavolta non c'è stato un Edwards a tirar fuori il pilota rischiando a sua volta di andare a fuoco.

O un Merzario, un Ertl, un Lunger, gli altri piloti che soccorsero Lauda. Forse non sarebbe servito comunque, perché l'impatto è stato violentissimo. Alla guida c'era un ragazzo di vent'anni australiano, estratto dalle lamiere dopo tre ore e adesso ricoverato in ospedale in condizioni gravissime con ustioni e traumi in tutto il corpo.

Papà Guy Edwards, che oggi ha 70 anni, aveva collezionato undici presenze in Formula 1 tra il '74 e il '77: non ottenne neanche un punto, ma è il protagonista di un pezzo di storia dei motori: è lui il primo a transitare evitando l'impatto, e poi a fermarsi dopo l'incidente di Lauda nel Gran premio di Germania del '76. Lo si vede nei filmati d'epoca, lo si rivede nella fedele ricostruzione cinematografica.

Sean aveva seguito la carriera del padre, però piuttosto che tentare la strada difficile della F1 aveva preferito le corse con vetture a ruote coperte. E aveva avuto successo: oltre a essere a un passo dalla Porsche Supercup, quest'anno aveva vinto la 24 Ore di Dubai e la 24 Ore del Nürburgring, che al contrario della F1 si corre ancora sulla storica Nordschleife.
Il regista Ron Howard l'aveva voluto nel film «Rush», la storia del duello tra James Hunt e Niki Lauda: una breve apparizione nella sequenza del rogo nei panni di papà.

Una particina che in Italia ha scatenato la protesta dei fans di Arturo Merzario, ritenuto il protagonista principale (e più coraggioso) del salvataggio, e per nulla valorizzato nel film.
Prima del test fatale, Sean Edwards aveva twittato così: «Dovrebbe essere divertente, speriamo solo che non ci siano canguri in pista». E su twitter lo ricorda ora Nico Rosberg, pilota della Mercedes: «È un periodo molto triste. Prima Maria De Villota, adesso Sean. Eravamo stati a scuola insieme».

 

 

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