LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO…
CON QUESTI NANI POLITICI IN CIRCOLAZIONE, ANGELA MERKEL SEMBRA UN GIGANTE - AL MUSEO "BODE" DI BERLINO, GLI INGRESSI SONO QUINTUPLICATI DOPO CHE E' STATO ESPOSTO IL RITRATTO DELL'EX CANCELLIERA TEDESCA - IL CUSTODE DELLA GALLERIA: "MI VIENE CHIESTO CENTINAIA DI VOLTE AL GIORNO DOV’È L'OPERA" - I VISITATORI RICORDANO L'ERA MERKEL (CHE REGALO' IL MERCATO ENERGETICO ALLA RUSSIA): "CERTO, HA LASCIATO CORRERE MOLTO... E CI RITROVIAMO AFD"
Estratto dell'articolo di Irene Soave per il “Corriere della Sera”
ANGELA MERKEL E IL SUO RITRATTO
Un’ora sulla panchina della stanza 257 dell’altrimenti sonnolento Bode Museum, a Berlino, fa un effetto macchina del tempo: è l’inizio del secolo, in Ucraina non c’è una guerra, il gas costa meno, la democrazia è in salute.
«Non ho mai votato Cdu, ma la ammiro tanto» è il commento più frequente di fronte al ritratto ufficiale di Angela Merkel, completato quest’anno, esposto da luglio e fino al 4 ottobre, e oggetto di un pellegrinaggio che ha moltiplicato i visitatori del museo. Fino a giugno venivano per la collezione di numismatica, arte bizantina e italiana (c’è anche una Madonna di Donatello) circa 200 persone al giorno; oggi, dichiara il museo, pagano l’intero da 14 euro tra le 500 e le 1.000.
«Mi viene chiesto centinaia di volte al giorno dov’è la Merkel», sospira il custode Gabriel. Poi consiglia «di non perdersi la sala sulla congiura dei Pazzi...». Ma quasi tutti salgono dritti al piano secondo, superano il bar, le monete, un’ Allegoria del tempo che sembra lì a monito e girano a sinistra, per ritrovarsi al cospetto dell’ex cancelliera.
Blazer blu, collana, sfondo oro come un’icona; «ha l’aria un po’ tesa e stanca», dice una signora, «e il pittore non l’ha ringiovanita. Ma è anche saggia e regale». Statistica artigianale: il 90% di chi visita la sala 257 è composto da donne.
ANGELA MERKEL E IL SUO RITRATTO
«Mio padre era un pastore, come il suo», dice una pensionata di Francoforte, «e di lei ci mancano equilibrio e altruismo. Certo, ha lasciato correre molto... e ci ritroviamo AfD». Il dado che il pittore francese Jérémie Queyras, classe 1997, ha inserito nel quadro è stato per anni sulla scrivania della cancelliera. Vi è inciso il più merkeliano dei motti: Im Ruhe liegt die Kraft , nella quiete c’è la forza. Quieta non movere. [...]
«Ci ha fatto un regalo», dice il portavoce del museo alla stampa: forse Merkel ha scelto il Bode Museum perché da casa sua lì vicino, in Kupfergraben, può vederne l’ingresso. Il ritratto, da ottobre, sarà appeso in cancelleria federale, tra quelli degli altri ex cancellieri e accanto all’arcinemico Schröder.
bono vox, angela merkel e justin trudeau
Ma Merkel ha fatto sapere di averlo pagato di tasca sua, e non coi soldi dei contribuenti come si usa: vuole poterselo sempre portare via dalla cancelleria «in casi estremi». Cioè, traducono gli esperti del Merkel-pensiero, se un cancelliere di estrema destra ci entrerà.
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