morti sul lavoro

ECCO COME L’IDEOLOGIA ORIENTA LA REALTA’ – IN ITALIA NEL 2025 CI SONO STATI 286 FEMMINICIDI E, CON BUONA DOSE DI CONFORMISMO, UNA CERTA STAMPA, LE ATTIVISTE FEMMINISTAIOLE E PERSINO MATTARELLA HANNO EVOCATO “UN’EMERGENZA SOCIALE” – NELLO STESSO ANNO, IN ITALIA, CI SONO STATI 1.189 MORTI SUL LAVORO E NESSUNO FIATA: LA POLITICA NON SE NE OCCUPA, ZERO SPAZIO NEI TALK, POCHI EDITORIALI INDIGNATI SUI QUOTIDIANI E SUI SOCIAL NON SI SONO VISTE ATTRICI STRUCCATE E PIANGENTI IMPEGNARSI PER DENUNCIARE LE “MORTI BIANCHE” – STRANO, EPPURE I NUMERI DIMOSTRANO CHIARAMENTE DOVE SIA "L'EMERGENZA"...

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SICUREZZA: NEL 2025 IN DIMINUZIONE OMICIDI E FEMMINICIDI

Da https://www.interno.gov.it

 

FEMMINICIDIO

Nel corso del 2025 gli omicidi - tutti i casi di assassinio volontario indipendentemente dal genere della vittima - sono calati complessivamente del 15%, passando dai 335 del 2024 ai 286 dell’anno appena concluso, il numero più basso dell’ultimo decennio.

 

I dati indicano che la flessione riguarda in particolare la fattispecie specifica dei femminicidi, diminuiti del 18% nel 2025 rispetto al 2024. Sono state infatti 97 le donne assassinate lo scorso anno rispetto alle 118 del 2024, alle 120 nel 2023 e alle 130 del 2022. Tra le 97 vittime del 2025 si segnala che 85 sono state uccise per mano di un soggetto riconducibile all’ambito familiare-affettivo, una casistica che segna un -16% rispetto al 2024.

morti sul lavoro

 

INAIL, 1.189 MORTI SUL LAVORO NEL 2025, -3,02%

(ANSA) - ROMA, 22 SET - Nel 2025 le denunce di infortunio complessive sono state 600mila (+1,2%), delle quali 519mila denunce per lavoratori (+0,8% sul 2024) e 81mila per studenti (+3,4%). Lo rileva l'Inail nella Relazione annuale presentata oggi spiegando che i casi mortali denunciati sono stati 1.198, in calo del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024. In particolare, si registrano 1.189 decessi tra i lavoratori (37 in meno) con una riduzione del 3,02% e nove tra gli studenti (quattro in meno) con una flessione del 30,77%.

 

morti sul lavoro

A fronte di un lieve aumento delle denunce di infortuni in occasione di lavoro (+0,5%, pari a 414.917 casi), quelle per incidenti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro, sono state 104.417, in crescita del 2,4% rispetto all'anno precedente, superando anche il dato del 2019 (103.492). Per i casi mortali, la diminuzione dei 37 casi tra i lavoratori si traduce in un decremento dei decessi avvenuti in occasione di lavoro (-4,1%) e in una sostanziale stabilità di quelli in itinere (da 298 a 299), rimasti al di sotto del dato del 2019 (335).      

 

Rapportando le denunce di infortuni avvenuti nello svolgimento dell'attività lavorativa al numero degli occupati Istat, nel 2025 ci sono stati 1.720,4 incidenti sul lavoro ogni 100mila occupati con un calo dello 0,3% sull'anno e del 13,4% rispetto al valore rilevato nel 2019 (1.986,7). In calo anche il valore dei casi mortali, che si attesta a 3,69 decessi ogni 100mila occupati, con una riduzione del 4,9% rispetto al 2024 (3,88) e del 5,4% sul 2019 (3,90).     

 

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Per quanto riguarda le malattie professionali, le denunce nel 2025 sono state 98.312, in forte aumento rispetto alle 88.338 del 2024 (+11,3%). Il dato del 2025 è il più alto degli ultimi 26 anni e quadruplica i valori registrati nel 2000. Questa crescita costante, favorita dall'azione dei patronati e dei medici certificatori, spiega l'Inail, "non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma evidenzia l'emersione del sommerso".

 

Le denunce si riferiscono alle patologie e non ai soggetti ammalati, che sono stati 63.136 (+8,8% sul 2024), con una media di 1,6 denunce per ciascun lavoratore, effetto delle cosiddette denunce "plurime", tipiche in particolare delle patologie muscolo-scheletriche (70mila casi, ormai tre denunce su quattro). A fronte di un'unica segnalazione da parte di un lavoratore, infatti, possono essere aperte più pratiche per tracciare le singole patologie riscontrate.    

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L'89,7% delle denunce in occasione di lavoro registrate nel 2025 riguarda la gestione Industria e servizi, il 5,8% l'Agricoltura e il 4,5% il conto Stato. Il lieve incremento complessivo rispetto al 2024 (+0,5%) è sintesi di aumenti registrati nell'Industria e servizi (+0,6%) e nel conto Stato (+0,9%), a fronte della contrazione del 2,1% rilevata in Agricoltura.

 

Per i casi mortali avvenuti in occasione di lavoro, l'Industria e servizi raccoglie l'85,2% delle denunce, seguita dall'Agricoltura (13,5%) e dal conto Stato (1,3%). La riduzione di 38 decessi a livello nazionale (-4,1%) è riconducibile interamente alla gestione Industria e servizi, che registra 43 casi in meno rispetto al 2024. I settori con il maggior numero di decessi in occasione di lavoro si confermano le Costruzioni con 175 denunce (19 in meno rispetto al 2024), il Comparto manifatturiero con 129 (+8) e il Trasporto e magazzinaggio con 126 decessi (-20).    

 

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In ottica di genere, nel 2025 quasi un terzo (32,1%) degli infortuni in occasione di lavoro denunciati ha riguardato le lavoratrici. La quota delle donne sul totale dei decessi in occasione di lavoro nel 2025 è pari al 6,1% (circa un caso su 16).  La quota maggiore di denunce in occasione di lavoro ricade sui lavoratori tra 50 e 64 anni (35,5%), seguita dagli under 35 (30,7%) e dalla fascia 35-49 anni (30,6%), mentre gli over 64 rappresentano il 3,2% (in crescita rispetto al 2,9% del 2024 e al 2,4% del 2021). Per i casi mortali, due vittime su tre hanno più di 50 anni.

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