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NEL CASO DEL BIMBO MORTO DOPO IL TRAPIANTO DI UN CUORE DANNEGGIATO RESTA UN INTERROGATIVO: CHI HA VERSATO IL GHIACCIO SECCO NEL CONTENITORE IN CUI È STATO TRASPORTATO L'ORGANO DA BOLZANO A NAPOLI? - I MEDICI DEI DUE OSPEDALI SI RIMPALLANO LE RESPONSABILITÀ, MA È FONDAMENTALE CAPIRE CHI ABBIA MESSO IL GHIACCIO SECCO NEL BOX, DATO CHE E' STATA LA SOSTANZA A "BRUCIARE" IL CUORE, RENDENDOLO INUTILIZZABILE - L’ASSESSORE ALLA SALUTE DELLA PROVINCIA DI BOLZANO, HUBERT MESSNER, TENTA DI SVIARE: "IL GHIACCIO È STATO CHIESTO DAL TEAM DI NAPOLI. CHI L’HA FORNITO NON HA NESSUNA IMPORTANZA" - LA CATENA DI ERRORI: IL CHIRURGO DEL "MONALDI" HA ESPIANTATO IL CUORE 12 MINUTI PRIMA CHE L'ORGANO NUOVO ARRIVASSE IN SALA OPERATORIA - IL COLLOQUIO TRA IL MEDICO E LA MAMMA DEL PICCOLO...

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"SIGNORA, IERI LE HO DETTO CHE DOMENICO ERA TRAPIANTABILE, MA NON LO ERA. L'HO DETTO PER DISPERAZIONE" - LO HA AFFERMATO, IL 18 FEBBRAIO SCORSO, IL DOTTOR GUIDO OPPIDO DURANTE UN COLLOQUIO CON PATRIZIA MERCOLINO, MAMMA DEL BIMBO DI DUE ANNI MORTO AL "MONALDI" DI NAPOLI DOPO CHE GLI È STATO IMPIANTATO UN CUORE DANNEGGIATO. È STATO OPPIDO A OPERARE IL PICCOLO IL 23 DICEMBRE 2025 - L'AUDIO DELLA CONVERSAZIONE, AVVENUTA DOPO IL CONSULTO CON UN TEAM DI ESPERTI, E' STATO REGISTRATO DALLA DONNA ED È STATO DEPOSITATO IN PROCURA 

 

https://www.dagospia.com/cronache/mamma-domenico-in-procura-per-depositare-l-audio-sua-conversazione-con-465322

DOMENICO - IL BAMBINO DI DUE ANNI A CUI E' STATO TRAPIANTATO UN CUORE BRUCIATO

 

1 - LA MADRE DEL BIMBO DAI PM CON L’AUDIO DEL CHIRURGO AL VAGLIO LE CHAT DEI 7 INDAGATI

Estratto dell'articolo di Dario Sautto per il “Corriere della Sera”

 

Da un audio depositato da Patrizia Mercolino, madre di Domenico, emergerebbe la «disperazione» del chirurgo che aveva operato il piccolo e che si era offerto di eseguire un secondo trapianto «solo per rassicurarla».

 

La donna si è presentata in Procura a Napoli con il suo avvocato Francesco Petruzzi e ha consegnato al pm Giuseppe Tittaferrante una pen-drive contenente appunto la registrazione tra lei stessa, mamma del bambino deceduto sabato mattina all’ospedale Monaldi per le conseguenze di un trapianto di un cuore lesionato, e il chirurgo Guido Oppido, uno degli indagati. «Se mi fermo — ha detto Patrizia — resto lì a piangere e Domenico non vuole questo. C’è il desiderio di chiarezza, il desiderio che venga fatta giustizia».

 

guido oppido 4

Il colloquio contenuto nella chiavetta sarebbe avvenuto il 18 febbraio: il chirurgo spiegava alla mamma del bambino di averla rassicurata, il giorno prima, parlandole della possibilità di un nuovo trapianto «solo per disperazione». Possibilità che, come si è poi scoperto, non c’era.

 

«Il dottor Oppido — sostiene l’avvocato Petruzzi — ha detto “signora ieri sera quando le ho detto che Domenico era trapiantabile non lo era, l’ho fatto per disperazione”. Questo fa pensare che Oppido avrebbe in un certo qual modo orientato le decisioni, solo dopo è stato rimosso da medico di Domenico». Su questi aspetti, la difesa del medico preferisce non commentare, in attesa degli accertamenti successivi degli inquirenti.

 

COME SI TRASPORTA UN CUORE PER UN TRAPIANTO

[...] I nodi principali restano quelli legati all’utilizzo di ghiaccio secco e alle violazioni delle linee guida in materia di conservazione e trasporto degli organi destinati al trapianto e le buone pratiche clinico-assistenziali e chirurgiche, causando la morte del piccolo Domenico.

 

Il collegio di consulenti che sarà nominato nelle prossime ore valuterà se le operazioni di prelievo chirurgico, trasporto e conservazione del cuore, prelevato dall’équipe di espianto guidata dalla dottoressa Gabriella Farina a Bolzano il 23 dicembre e trasportato a Napoli, siano avvenute in conformità alle linee guida in materia di trapianti.

 

Domani mattina sarà conferito l’incarico ai tecnici informatici che analizzeranno il contenuto dei cellulari sequestrati ai sette indagati per omicidio colposo. La Procura vuole approfondire il contenuto delle chat e i registri delle chiamate.

 

guido oppido 1

L’obiettivo è recuperare conversazioni in chat, messaggi vocali, scritti per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto il 23 dicembre in relazione al fallito trapianto di cuore al piccolo Domenico. Si cercano in particolare frasi in corrispondenza degli orari precisi del trapianto.

 

Secondo la cartella clinica, alle 14.18 sarebbe stato effettuato il clampaggio dell’aorta, quindi la cardiectomia, mentre il nuovo cuore – poi risultato congelato e ormai lesionato – sarebbe arrivato in sala operatoria solo alle 14.30.

 

trapianto di cuore

Dunque, il cuoricino malato di Domenico sarebbe stato espiantato 12 minuti prima di scoprire che il nuovo organo era di fatto inutilizzabile. Una catena di errori che corre sul filo dei minuti e sulla quale servono approfondimenti precisi che sono in corso di ricostruzione, anche grazie all’ascolto di testimoni, che prosegue giorno dopo giorno. [...]

 

2 - IL MONALDI: DECISIVO CHI INSERÌ IL GHIACCIO SECCO SCONTRO CON L’ASSESSORE ALTOATESINO MESSNER

Estratto dell'articolo di Dario Sautto per il “Corriere della Sera”

 

guido oppido 3

Il ghiaccio secco inserito nel contenitore isotermico causò il congelamento del cuore durante il trasporto da Bolzano a Napoli prima del trapianto sul piccolo Domenico, poi deceduto sabato mattina dopo sessanta giorni in coma farmacologico. Adesso, però, è scambio di accuse tra Napoli e Bolzano.

 

Dopo i primi sette indagati nell’equipe dell’ospedale Monaldi, le indagini coordinate dalla Procura di Napoli si concentrano su chi ha materialmente versato il materiale refrigerante «sbagliato» che in una sala operatoria non è previsto.

 

La polemica è stata innescata anche dalle parole dell’assessore alla Salute della Provincia autonoma di Bolzano, Hubert Messner, che al Corriere dell’Alto Adige aveva detto: «Il ghiaccio è stato richiesto dal team di Napoli; chi alla fine l’ha fornito non ha nessuna importanza. Lo stabiliranno gli ispettori».

 

TRAPIANTO DI CUORE

Il Monaldi ritiene invece l’utilizzo del ghiaccio secco un «elemento determinante nella causazione del danno e al quale sono ascrivibili le conseguenze successive» ed ha citato quanto emerge dall’Audit:

 

«Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l’equipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione».

 

Uno scontro a distanza che vede da un lato chi avrebbe fornito il ghiaccio «sbagliato», dall’altro chi non avrebbe controllato. Il tutto avviene nel corso delle indagini sul comportamenti del personale sanitario in riferimento alle linee guida dettate dal Centro Nazionale Trapianti. [...]

 

guido oppido 2

Già nei giorni scorsi, il fascicolo raccolto dalla Procura di Bolzano con l’identificazione di tutti i presenti all’interno della sala operatoria del San Maurizio il 23 dicembre scorso è stato trasmesso al pm Giuseppe Tittaferrante e all’aggiunto Antonio Ricci, che coordinano le indagini per omicidio colposo.

 

Nel mirino ci sono anche l’equipe di Innsbruck e il personale del reparto di Anestesia e Rianimazione del San Maurizio, che si sarebbe occupato della gestione del ghiaccio, con l’attenzione in particolare verso un’operatrice altoatesina. Al momento, però, i 7 indagati sono tutti napoletani, anche se potrebbe esserci qualche novità in vista dell’autopsia. [...]

 

Da quella relazione inviata il 18 febbraio dal dipartimento Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute, emergono alcuni dettagli che andranno riscontrati. Nei 59 minuti di intervento, tra le 11:25 e le 12:24 del 23 dicembre scorso, sarebbero state riscontrate diverse criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli.

GUIDO OPPIDO

 

Secondo il documento, l’equipe partenopea era giunta a Bolzano con «una dotazione tecnica incompleta», senza «sacche e contenitori forniti dal team di Innsbruck e dalla sala operatoria di Bolzano» (anche se al momento è emerso che il box, seppur di vecchia generazione, era stato portato da Napoli) e «insufficiente materiale refrigerante». [...]

ospedale monaldi di napoli