FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA…
"NON SAI COSA TI FACCIO SE NON FAI COME DICO IO" – A COSENZA IL PADRE DI UN'ALUNNA DI UN LICEO È ENTRATO NELL’UFFICIO DEL PRESIDE E L'HA PRESO A SCHIAFFI - IL MOTIVO DELLA LITE: IL GENITORE VOLEVA CHE LA FIGLIA FOSSE INSERITA IN UN "PERCORSO SCUOLA LAVORO" DIVERSO DA QUELLO CUI ERA STATA DESTINATA - DOPO L'AGGRESSIONE IL PAPA' È SCAPPATO E, LA SERA, SI È PRESENTATO IN QUESTURA - L'UOMO È INDAGATO PER LESIONI
Estratto dell’articolo di Carlo Macrì www.corriere.it
Dopo medici, infermieri, sindaci, preti, in Calabria le aggressioni coinvolgono anche i presidi. È successo a Cosenza, martedì, all’interno del Liceo scientifico Scorza. Il dirigente scolastico, Aldo Trecroci, è stato schiaffeggiato dal genitore di una alunna.
L’uomo, F.C., sorvegliato speciale, si è introdotto nella stanza del dirigente, approfittando di un momento di trambusto. Ha prima minacciato il preside: «Non sai cosa ti faccio se non fai come dico io», poi quando il dirigente l’ha avvertito che avrebbe chiamato la polizia, si è avventato contro e, l’ha colpito con uno schiaffo che ha messo ko Trecroci, finito a terra.
Il dirigente è stato medicato all’ospedale di Cosenza e poi si è recato in questura per denunciare l’accaduto. «È successo tutto per un motivo banale – dice il preside – . L’aggressore voleva che la figlia fosse inserita nel percorso scuola lavoro diverso da quello cui era stata destinata. Il padre pretendeva che la figlia fosse inclusa all’ospedale di Cosenza, e non dirottata alla facoltà di farmacia». […]
«Me lo sono visto entrare con fare minaccioso e ho cercato di mantenere la calma» — prosegue Trecroci —. Ha sbattuto la porta che si apre solo dall’interno e questo mi ha fatto pensare che potesse essere armato. Quando ha bussato la segretaria e le ho aperto, ho tentato di farle capire che quell’uomo era pericoloso, ma lei non ha capito ed ha chiuso nuovamente la porta». A quel punto il preside ha cercato di spiegare al genitore le difficoltà d’inserimento della figlia nel progetto dell’ospedale. «Lui insisteva, avvicinandosi sempre più a me.
Ho cercato di raggiungere la porta per uscire, ma lui si è messo davanti, bloccandomi e nello stesso momento mi ha dato uno schiaffo». L’uomo è poi andato via rendendosi irreperibile, sino a tarda sera quando si è presentato in Questura. È stato interrogato e gli è stato contestato il reato di lesioni aggravate.
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