"C'ERA GENTE ALLA MIA PORTA, ANCHE CON I BASTONI IN MANO. È STATA UNA CACCIA AL NERO" - PARLA NAUDY CARBONE, 39ENNE GUINEANO CHE, A NIZZA MONFERRATO, STAVA PER ESSERE LINCIATO DOPO ESSERE STATO ACCUSATO, INGIUSTAMENTE, DI AVER UCCISO LA 17ENNE ZOE TRINCHERO - AD ACCUSARLO ERA STATO ALEX MANNA, CHE HA POI CONFESSATO L'OMICIDIO, PER SVIARE LE INDAGINI - NAUDY CARBONE E' STATO ADOTTATO 36 ANNI FA E, IN PASSATO, È STATO ACCUSATO DI MOLESTIE: "MI SONO BARRICATO E LORO DA FUORI URLAVANO 'ESCI NERO DI MERDA'. LA COSA PEGGIORE È CHE NESSUNO HA AVUTO DUBBI SULLA MIA COLPEVOLEZZA" - LA CONFESSIONE DEL 19ENNE ALEX MANNA (SOPRANNOMINATO "BILLONE"): "ALL’IMPROVVISO, NON SO PER QUALE MOTIVO, LE HO SFERRATO UN PUGNO. AVEVO BEVUTO UNA SOLA BIRRA, FORSE DENTRO MI HANNO MESSO QUALCOSA CON EFFETTI STUPEFACENTI"

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NAUDY CARBONE - «C'ERA GENTE ALLA MIA PORTA, ANCHE CON I BASTONI IN MANO. È STATA UNA CACCIA AL NERO»

Estratto dell'articolo di Massimo Massenzio per il "Corriere della sera"

 

zoe trinchero

Naudy Carbone ha origini guineane, ha 39 anni e da 36 è stato adottato da una famiglia di Nizza Monferrato. È un musicista, diplomato al conservatorio di Genova, suona la batteria e il pianoforte e ha collaborato con jazzisti famosi. In passato è stato accusato di molestie ed è stato obbligato a frequentare il Centro di salute mentale.

 

Nella notte fra venerdì e sabato ha rischiato di essere linciato da un commando di una cinquantina di improvvisati «giustizieri». Dopo il ritrovamento del cadavere di Zoe, Alex Manna lo ha indicato come il possibile assassino e un gruppo di ragazzi, accompagnati da un paio di adulti, ha cercato di raggiungerlo nella sua casa al quinto piano di una palazzina popolare.

 

Che cosa ha pensato in quel momento?

«Era l’una e mezza, stavo dormendo e sono stato svegliato dai rumori che arrivavano dalle scale. Qualcuno era sul pianerottolo altri in strada, armati di bastoni. Non capivo cosa stesse succedendo, ma ho chiamato il 112 e dopo pochi minuti è arrivata una pattuglia dei carabinieri. Mi sono barricato e loro da fuori urlavano “esci nero di m...a” ».

 

Lei non sapeva ancora cosa fosse successo.

naudy carbone 1

«L’ho scoperto dopo. Non conosco quella povera ragazzina e nemmeno la persona che mi ha accusato. Mi hanno portato in caserma, dove ho chiarito la mia posizione. Sono stato tutta la sera a casa, ho lavorato sull’iPad e ho ordinato una pizza a domicilio. Ho lo scontrino».

 

Si è fatto un’idea del motivo per il quale l’hanno incolpata ingiustamente?

«Sembra tutta una manovra orchestrata. La cosa peggiore è che nessuno ha avuto dubbi sulla mia colpevolezza». [...]

 

Non ha ancora sporto querela. Adesso vuole delle scuse dalla città?

alex manna

«Le scuse sarebbero opportune, ma di sicuro un confronto sarebbe più produttivo. Vorrei spiegare a chi mi accusa di essere pericoloso chi sono veramente. Ma non so se ne avrò la possibilità».

 

«DOPO IL PUGNO L’HO LASCIATA CADERE» LE VERSIONI E LE BUGIE DEL KILLER DI ZOE

Estratto dell'articolo di M.Mas per il "Corriere della Sera"

 

«La discussione tra noi stava andando bene e stavamo chiarendo gli episodi che ci hanno fatto allontanare. All’improvviso, non so per quale motivo, le ho sferrato un pugno». Comincia così la drammatica — e contraddittoria — confessione di Alex Giuseppe Manna, il 19enne di Montegrosso d’Asti che venerdì sera, a Nizza Monferrato, ha ucciso Zoe Trinchero, 17 anni. Il movente del femminicidio, apparentemente, non esiste.

 

naudy carbone 3

Non riesce a spiegarlo neppure Alex, soprannominato «Billone», che ha smesso di studiare dopo la terza media, non lavora, ma possiede 5 moto da cross. Di fronte al pm della procura di Alessandria Giacomo Ferrando, il 19enne ha raccontato una storia confusionaria, ha ammesso il lucido tentativo di depistaggio e ipotizzato di essere stato drogato a sua insaputa: «Avevo bevuto una sola birra, forse dentro mi hanno messo qualcosa con effetti stupefacenti».

 

È solo la prima ipotesi fantasiosa di un racconto strampalato che comincia alle 20.40, quando Alex esce da casa della fidanzata e va a una festa organizzata nel garage di un amico: «Abbiamo bevuto, poi siamo andati a comprare da mangiare. A un certo punto io e Zoe ci siamo allontanati perché dovevamo chiarirci. Due o tre anni fa avevamo avuto una relazione, io l’avevo tradita e volevo chiarire per non perderla».

 

I due ragazzi si staccano dal gruppo, vanno sulla balconata che si affaccia sul rio Nizza, un canale dove Alex l’aggredisce: «L’ho colpita con la mano destra, in faccia — ammette —. È stato un pugno forte, facevo boxe e lei si è accasciata e respirava male. Tremava e da lì non ci ho più visto». L’assassino sostiene di essere stato preso dal panico: «L’ho presa dalla schiena e tirata dentro il letto del fiume. Anche io mi sono chiesto perché non ho chiamato i soccorsi».

naudy carbone 4

 

Un interrogativo che rimane senza risposta e adesso sarà l’autopsia a stabilire se Zoe fosse ancora viva e potesse essere salvata da un intervento tempestivo. Un pensiero che non attraversa la mente di Alex: «Sono andato verso i miei amici al garage, mi chiedevano dove fosse Zoe, io ho fatto scena muta e un signore ci ha detto che c’era un corpo nel fiume.

 

Sono andato nel panico, siamo scesi, Zoe non respirava e non aveva battito». Gli amici hanno spostato il corpo dall’acqua e chiamato i soccorsi, mentre Alex comincia a costruire il suo depistaggio: «Ho detto che era stato un ragazzo di colore ad aggredirla, cercando di scamparmela e sono andato a casa a posare la giacca. L’ho lanciata in soffitta quando ho sentito le sirene». Poi cambia ancora versione, come se stesse parlando di un videogioco: «Non le ho dato solo un pugno, ma è stata una raffica veloce, solo con il destro». [...]

DOVE E STATA TROVATA Zoe Trinchero

Zoe Trincheronaudy carbone 2