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URSO TENTA IL GIOCO DELLE TRE CARTE SULL’ACCIAO – IL MINISTRO DEL MADE IN ITALY LAVORA PER METTERE INSIEME UNA CORDATA ITALIANA PER RILEVARE L’EX ILVA, ORMAI SULL’ORLO DEL BARATRO. A CAPEGGIARE IL GRUPPO DOVREBBE ESSERE ARVEDI, LEADER ITALIANO NEL SETTORE, CHE PERÒ AVREBBE POSTO COME CONDIZIONE PER APRIRE IL PORTAFOGLI DI “AFFOSSARE” IL PIANO DELLA NUOVA ACCIAIERIA A PIOMBINO, CHE VEDE COINVOLTE L’UCRAINA METINVEST E L’ITALIANA DANIELI, CON UN INVESTIMENTO DA 2,5 MILIARDI E 1.100 DIPENDENTI A REGIME – PER SALVARE TARANTO IL GOVERNO POTREBBE FAR NAUFRAGARE UN PROGETTO SICURO…

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Estratto dell’articolo di Francesco Pacifico per “il Messaggero”

 

adolfo urso giorgia meloni - foto lapresse

Torna in campo prepotentemente il progetto di una cordata italiana per garantire un futuro all'ex Ilva. Un'ipotesi già lanciata sottotraccia dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, prima della chiusura dell'ultima asta per vendere il gruppo siderurgico e che da qualche settimana sta riprendendo forma su spinta del governo [...]

 

Proprio il ministro, nell'ultimo tavolo a Palazzo Chigi, aveva detto: «Si sta percependo un crescente interesse anche da parte di operatori del nostro Paese». [...]

 

Intanto rumors che stanno circolando insistentemente nelle ultime ore parlano di un incontro - non confermato - nei giorni scorsi a Palazzo Chigi tra esponenti del governo e manager della prima linea di Arvedi, il primo gruppo italiano del settore, che rispetto ad altri player del settore può produrre acciaio primario anche con preridotto di ferro (il cosiddetto Dri) e laminati più flessibili e profilati anche per settori come l'auto, proprio come nei prossimi anni farà l'ex Ilva a Taranto.

 

EX ILVA DI TARANTO - PROTESTE DEI LAVORATORI

E come Arvedi sarebbero stati sondati e incontrati in via riservata altri produttori primari e trasformatori italiani come il gruppo Marcegaglia.

 

Il governo, per salvare un'industria dove lavorano 10mila persone, sa che dovrà avere un ruolo anche in futuro nell'ex Ilva. [...] spinge per allargare quanto è più possibile la futura compagine societaria. Quindi, affiancando a un soggetto finanziario (come per esempio i fondi americani Bedrock e Flacks, che si appresta a presentare un'offerta a dicembre) player del settore. Meglio se italiani.

 

GRUPPO ARVEDI

Una risposta non è ancora arrivata dalle aziende siderurgiche del nostro Paese. Le quali, però, avrebbero messo sul piatto una serie di caveat e di criticità. In primo luogo relativamente al costo dell'investimento complessivo - tra i 7 e i 9 miliardi per costruire forni elettrici e impianti Dri a Taranto - con il governo che direttamente o indirettamente dovrebbe accollarsi una parte.

 

Ma nella loro lista di problematiche ci sono il nodo dell'energia, la mancanza di chiarezza da parte della Ue sulle regole del Cbam e sulle quote gratuite per gli Ets, il ruolo di Metinvest nel rilancio di Piombino che potrebbe fare loro concorrenza a condizioni migliori fino a un provvedimento ad hoc per garantire l'approvvigionamento di rottami per chi non fa acciaio primario.

 

ex ilva di taranto - acciaierie d italia

Va da sé che sono questioni che vanno ben oltre il dossier Ilva e che diventano merce di scambio in una trattativa ancora tutta in salita.

adolfo ursoaltoforno 1 - stabilimento ex ilva di tarantoadolfo urso giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse