
DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ…
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1. MAIL
Scusa, Dago, ma qua nessuno lo scrive: Pino Daniele muore il 4 gennaio, lo espongono al pubblico, celebrano i funerali a Roma, poi fanno fare alla salma 225 chilometri per portarla a Napoli, quindi altri 225 per riportarla a Roma, totale 550. E ieri, a quattro giorni dal decesso e a decomposizione già avanzata, gli fanno l’autopsia? Mai sentito nulla del genere in medicina legale.
Ciao
S.
2. IL PINO DELLA DISCORDIA: L’EX MOGLIE ACCUSA LA NUOVA COMPAGNA: SOCCORSI E CONSIGLI INADEGATI
Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”
la seconda moglie di pino daniele, fabiola sciabbarrasi, dietro di lei, amanda bonini
Non poteva essere l’autopsia a dare una risposta alle domande sulla scomparsa di Pino Daniele, che — come appurato dall’esame effettuato ieri — è morto per insufficienza cardiaca (e dietro l’asciutta formula ci sono i vent’anni di gravissimi e ben noti problemi al cuore del cantautore, anche questi confermati dai medici incaricati dalla procura).
Di altro tipo sono i dubbi rilanciati anche ieri dalla seconda moglie dell’artista, Fabiola Sciabbarrasi: «Qualcosa è andato storto, Pino stava molto male e la scelta di portarlo in auto in un ospedale lontano oltre 150 chilometri non me la spiego». Il dolore delle parole non fa sconti alla rivale in amore e ultima compagna del bluesman, Amanda Bonini, di avergli quanto meno prestato soccorsi (e consigli) inadeguati.
«Pino era svenuto non avrebbe potuto decidere lui di andare a Roma», accusa la prima. «Era lucido, ha detto lui di metterci in auto», replica la seconda. Una doppia verità che segna una distanza tra le due famiglie marcata già dalle divisioni sui funerali, replicati a Napoli poche ore dopo Roma.
Se quel viaggio si potesse e dovesse evitare resta una valutazione soggettiva, in mancanza di una diagnosi medica diretta sul malore. L’unico consulto, che ha preceduto la chiamata, poi annullata, al 118, c’è stato al telefono con Achille Gaspardone, che in tutti questi anni lo ha avuto in cura, con successo: «Pino stava sufficientemente bene — racconta il cardiologo —. Mi ha detto che aveva un senso di malessere, ma non mi ha trasmesso l’ansia di una situazione grave».
Sintomi analoghi c’erano stati già in passato e in quei casi Daniele aveva preferito farsi visitare di persona dal medico di fiducia: «Ho parlato sia con lui che con la compagna — continua Gaspardone — e gli ho consigliato di chiamare l’ambulanza». Quindi, prosegue lo specialista, «credo abbia chiamato e poi disdetto perché stava sufficientemente bene, era piuttosto stabile e preferiva andare in un ambiente dove era conosciuto. Poi tutto è precipitato come può succedere nei casi di ischemia miocardica».
Daniele, 59 anni, è arrivato nella Capitale dopo oltre un’ora d’auto, quando era già morto. Si sarebbe potuto salvare con un intervento più tempestivo? «Sarebbe prematuro e senza alcuna oggettività dirlo adesso», sottolinea Vittorio Fineschi, uno dei medici incaricati dell’esame (presenti i periti nominati da Fabiola Sciabbarrasi). L’autopsia è durata tre ore e mezza e darà ulteriori risultati nei prossimi giorni con gli accertamenti in programma su campioni prelevati.
LA VILLA DI PINO DANIELE A MAGLIANO IN TOSCANA
Dopo la folla dei giorni scorsi, l’artista era solo nella camera mortuaria. Tanti invece gli amici e parenti di un 21enne ucciso la scorsa notte in una storia di camorra. La salma del cantante è tornata in serata a Roma, al cimitero di Prima Porta, per la cremazione. Acquisita all’inchiesta per omicidio colposo (a carico di ignoti) la documentazione medica pregressa.
E al ritorno nella villa in Maremma un’altra brutta notizia per la famiglia del cantautore. La serratura di una porta finestra sul retro scardinata ha aperto l’ex podere alla razzia dei ladri. Rubati contanti e due preziose chitarre.
LA VILLA DI PINO DANIELE A MAGLIANO IN TOSCANA
A dare l’allarme, ieri pomeriggio, è stata Amanda Bonini. La villa, in una zona isolata, con un ampio giardino attorno e le mura di cinta delimitate da cipressi, non è dotata di videosorveglianza ma di un sistema d’allarme che però sarebbe stato divelto dai ladri, entrati nella proprietà dopo aver scavalcato la recinzione. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri di Orbetello il furto sarebbe avvenuto la sera in cui centinaia di migliaia di persone piangevano l’artista scomparso.
LA VILLA DI PINO DANIELE A MAGLIANO IN TOSCANA
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