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POVERI LIBANESI, STRITOLATI DALL’ENNESIMA GUERRA TRA HEZBOLLAH E ISRAELE – LE TRUPPE DELL’IDF SONO ENTRATE NEL SUD DEL PAESE E GIA’ 83MILA PERSONE SONO IN FUGA, TRA CUI 16MILA MINORENNI -  DOPO IL RITIRO DEGLI ISRAELIANI NEL 2000, QUESTA È LA TERZA GUERRA. DALLA PRIMA, NEL 2006, IL “PARTITO DI DIO” ERA USCITO RAFFORZATO. DALLA SECONDA, NEL 2024, INDEBOLITO MILITARMENTE E PRESSATO DAL GOVERNO PER DISARMARE. TUTTAVIA, LA DISTRUZIONE LASCIATA DA ISRAELE È STATA TALE CHE IL CONSENSO, TRA GLI SCIITI, ERA PERSINO AUMENTATO. CON QUESTO TERZO SCONTRO SI GIOCA LA SOPRAVVIVENZA…

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Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

attacchi israeliani a beirut in libano

Trascinato in una guerra che non ha voluto nel nome di una fedeltà che non ha scelto, il Libano è esausto, spaventato e stufo. […] Di nuovo centinaia di famiglie che dormono nelle macchine a Hersch Snawbar, il parco dei pini della capitale, e lungo la Corniche. Già 83 mila persone sono fuggite dal Libano meridionale, tra cui 16 mila minorenni, riferisce Save The Children. Sono quelli registrati ufficialmente, in realtà i senza casa sono molti di più.

 

E siamo di nuovo alla conta degli uccisi che non c'entravano niente, vittime di un conflitto mai veramente sopito tra Hezbollah e Israele. Con la Guerra del Golfo, assume il ruolo di secondo fronte, apertosi per una decisione presa non a Beirut ma a Teheran, anche se il segretario generale del Partito di Dio nega di essere eterodiretto. «Questa per noi è una battaglia esistenziale», dichiara Naim Qassem in un messaggio pubblico trasmesso da una località segreta. Non ha fatto alcun passo indietro, ne ha fatti due in avanti: «Tutti sappiano che resisteremo, moriremo combattendo senza deporre le armi».

 

idf attacca beirut in libano 2

I lanci di razzi e droni sulla Galilea, ieri anche missili a lungo raggio su un comando militare di Tel Aviv, sono ricominciati nella notte di domenica perché le milizie sciite, tra una tregua finta (397 morti per i raid Idf durante il cessate il fuoco) e la chiamata degli ayatollah a vendicare col sangue la morte della Guida Suprema, hanno scelto la seconda. Incontrando, però, una reazione immediata, brutale e pianificata.

 

Lo sapevano tutti. Israele voleva finire il lavoro cominciato nell'autunno del 2024, eliminare per sempre la minaccia del movimento islamista armato libanese e prendere una zona cuscinetto nel sud, unica garanzia efficace secondo Netanyahu. «Hezbollah ha dato a Israele il pretesto che cercava», è la frase che più si sente dire in queste ore nei caffé di Beirut, e non solo dai cristiani e dai sunniti.

attacchi israeliani a beirut in libano

 

Anche gli sciiti di Amal sono arrabbiati, perché Qassem aveva garantito a Nabih Berri, lo storico leader di Amal e negoziatore con gli americani, che le sue milizie non avrebbero mosso un dito per l'Iran. E invece. Per l'attacco notturno sull'hotel di Hazmieh, sobborgo cristiano ed elegante, ci sono quattro feriti. I morti li hanno fatti negli altri luoghi attaccati tra martedì e mercoledì: nella valle della Bekaa (otto, tra cui, secondo i media locali, due bambine e una professoressa di università), a Saadiyat e Aramoun, piccoli centri a maggioranza sunnita che ospitano migliaia di sfollati.

 

Ad Aramoun è stato ammazzato un responsabile della Jamaa islamiya, l'organizzazione vicina ai Fratelli Musulmani. Appena venti giorni fa l'esercito israeliano era entrato nel villaggio di Kfar Chouba prelevando da casa uno dei capi. A Saadiyat è stato preso di mira un complesso residenziale: il sindaco sostiene che ci abitano i rifugiati palestinesi e che due adolescenti sono stati uccisi, la gente parla di un dirigente della Jihad islamica che girava spesso da quelle parti.

idf attacca beirut in libano 3

 

[…] Dopo il ritiro degli israeliani dal sud del Libano nel 2000, questa è la terza guerra. Dalla prima, nel 2006, il Partito di Dio era uscito rafforzato. Dalla seconda, nel 2024, indebolito militarmente e pressato dal governo per disarmare. Tuttavia, la distruzione è stata tanta e tale che il consenso, tra gli sciiti, era persino aumentato. Con questo terzo scontro si gioca la sopravvivenza: la battaglia per gli uomini di Hezbollah, così come per la Repubblica islamica che dal 1982 li sostiene, li aizza, li finanza e li riempie di armi, è finale, esistenziale. Nel mezzo ci sono i popoli e i Paesi, tenuti in ostaggio, sofferenti. Le vittime collaterali.

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