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A PROPOSITO DI... MILANO-CORTINA 2026 – “PER AVERE LE OLIMPIADI BISOGNA FARE UNA COSA SEMPLICISSIMA. PAGARE, PAGARE, PAGARE”. NEL 1997 SUL “CORRIERE” ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA TUONAVA CONTRO L’IDEA DI RUTELLI DI CANDIDARE ROMA PER I GIOCHI OLIMPICI ESTIVI 2004. L’IMPRESA DI RUTELLI S’INFRANSE CONTRO LO STRA-POTERE DEGLI AGNELLI CON LE SUE RAMIFICATE LOBBY CHE VOLEVANO OSPITARE LE OLIMPIADI INVERNALI A TORINO, DIVENTATI POI I GIOCHI INVERNALI PIÙ DISPENDIOSI DELLA STORIA DEL CIO – UN PRIMATO INSIDIATO DALLA PROSSIMA TORNATA OLIMPICA MILANO-CORTINA, I CUI COSTI SONO LIEVITATI DA 1,7 MILIARDI AGLI ATTUALI 5-6 MILIARDI. MENTRE A BUSSARE A QUATTRINI C’È LA FONDAZIONE MILANO-CORTINA, CAPITANATA DA GIOVANNI MALAGÒ, CHE VUOLE GARANZIE PER ALTRI 120 MILIONI – EPPURE OGGI DA VIA SOLFERINO HANNO SMESSO DI TUONARE…

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T.A.C per Dagospia

 

ernesto galli della loggia

"Per avere le Olimpiadi bisogna fare una cosa semplicissima. Pagare, pagare, pagare", tuonò sulle colonne del “Corriere della Sera” lo storico editorialista del giornale, Ernesto Galli della Loggia. Ben altre sono le esigenze predominanti della Capitale.

 

Era l’estate del 1977 e il primo cittadino, Rutelli, favorevole il Coni, voleva candidare Roma per ospitare i giochi estivi del 2004. Le fatiche di Ercolino della Loggia, ispirate dalla Fiat di Agnelli (padrone del giornale) e dall’allora direttore del quotidiano Paolo Mieli, secondo la stessa confessione a babbo morto di Cesare Romiti, ebbero buon gioco. 

 

olimpiadi invernali milano cortina 2026

L’impresa (ardita) di Rutelli s’infranse contrò lo stra-potere sabaudo degli Agnelli con le sue ramificate lobby (nella Juventus vigeva il “sistema Moggi”) che volevano ospitare le Olimpiadi invernali a Torino. E, ca va sans dire, anche sui campi di sci del “suo” amato enclave nevoso del Sestriere. L’Avvocato aveva ben chiaro che il Cio (Comitato olimpico internazionale) non avrebbe mai consentito che entrambe gli eventi accadessero in Italia. E a soccombere doveva essere Roma.

 

Così andò la storia che ci racconta pure che, con buona pace di chi picchiò duro sul “Corriere” per affossare, ai giochi (sporchi) alla fine (dei giochi) l’Università di Oxford assegnerà a Torino la medaglia (faccia di bronzo) alle olimpiadi invernali più dispendiose della storia del Cio. Tant’è che i costi ballerini della manifestazione, a conti fatti, avrebbe superato i 21 miliardi di euro di spese (leggi perdite). E altri milioni di euro furono sborsati anni dopo per riqualificare il Villaggio Olimpico e gli altri impianti trasformati in discariche. E quella vittoria sul podio si mutò ben presto in una debacle economica.

 

giovanni malago

Un primato che potrebbe essere insidiato dalla prossima tornata olimpica Milano-Cortina, che si inaugura pomposamente tra meno di un mese. Nel giro di 6 anni, cioè dal 2019, i costi della manifestazione già sono lievitati da circa 1,7 miliardi di euro (senza aggravi per lo stato?) agli attuali 5-6 miliardi con previsti incrementi.

 

“Qui rischiamo il default”, si era fatto sfuggire il Doge veneto, Luca Zaia. Soltanto in Lombardia per le spese infrastrutturali e per i servizi usciranno dalla casse del Pirellone 2,4 miliardi.

 

Nel frattempo che la fiaccola olimpica illumini lo stadio “Meazza”, con la sua area edificabile ceduta a prezzi di saldo a Milan e Inter, a bussare a quattrini c’è la Fondazione Milano-Cortina, capitanata da Giovanni Malagò, che vuole garanzie per altri 120 milioni.

 

URBANO CAIRO LUCIANO FONTANA

E c’è la Svizzera felix di Crans Montana - un “modello di efficienza” per il federalista Salvini, dove la legge è “a la carte” -, che reclama quasi 6 milioni di euro per assicurare la viabilità e la sicurezza (sic) sulle proprie strade dei Grigioni che congiungono Livigno. Tanto alla fine paga sempre Pantalone.

 

Già, per avere le Olimpiadi bisogna fare una cosa semplicissima. “Pagare, pagare, pagare”, tuonò contro Roma Ernesto Galli della Loggia. Ma come certi vulcani il suo cratere intellettuale ha smesso di eruttare lapilli di fuoco in via Solferino quando la cenere degli sprechi seppellì Torino e sulle incognite del budget stanziato per Milano-Cortina. E la lava (della coscienza) cancella pure il suo passato di Cola di Rienzo della virgola accigliata scandita dall’orologio padronale.

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LUCA ZAIA CON UN CARTELLO CON IL NUMERO DI PREFERENZE OTTENUTE ALLE REGIONALI