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QUANDO PUTIN ALZA I TONI, SIGNIFICA CHE È NERVOSO – DALLA RUSSIA FINGONO BALDANZA DI FRONTE ALLA SCONFITTA DEL LORO CAVALLO DI TROIA IN UNGHERIA, VIKTOR ORBAN: “NON FARÀ ALTRO CHE ACCELERARE IL COLLASSO DELL’UE, SI STA FORMANDO UNA TEMPESTA PERFETTA” – IL VINCITORE DELLE ELEZIONI, PETER MAGYAR, COME PRIMO VIAGGIO SCEGLIE LA POLONIA: VUOLE RINSALDARE L’ASSE DI VISEGRAD MA IN SENSO LIBERALE (A BUDAPEST COME A VARSAVIA, LA DESTRA SOVRANISTA LA BATTE SOLO LA DESTRA MODERATA)

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“NON CHIAMERÒ PUTIN NÉ TRUMP. IL CREMLINO FERMI LA GUERRA” – IL NUOVO PREMIER UNGHERESE PETER MAGYAR E’ GIA’ SOTTO ATTACCO DI MOSCA (CHE HA PERSO IL SUO FEDELE ALLEATO ORBAN, QUINTA COLONNA PUTINIANA NELL’UE): “NON CI CONGRATULEREMO CON MAGYAR, L’UNGHERIA PAESE NON AMICO” - IL PREMIER IN PECTORE ATTACCA IL MINISTRO DI ORBAN, SZIJJARTO: “STA DISTRUGGENDO DOCUMENTI SULLE SANZIONI UE ALLA RUSSIA”. E AGGIUNGE: “SPERO DI PARLARE PRESTO CON MELONI” - LA BORSA DI BUDAPEST CHIUDE IN FORTE RIALZO (+4,9%) DOPO IL VOTO…

https://www.dagospia.com/politica/non-chiamero-putin-ne-trump-cremlino-fermi-guerra-premier-ungherese-470835

 

1 - MOSCA DELUSA DA BUDAPEST "E ORA L'EUROPA COLLASSERÀ"

Estratto dell’articolo di Rosalba Castelletti per “la Repubblica”

 

VIKTOR ORBAN - VLADIMIR PUTIN

Il sempre prudente Cremlino, di fronte alla sconfitta dell'alleato Viktor Orbán alle parlamentari ungheresi, fa trapelare una certa stizza. Non si congratulerà ufficialmente con il nuovo premier Peter Magyar per la sua vittoria, dice, perché «l'Ungheria è un Paese ostile, appoggia le sanzioni contro di noi».

 

Nulla che però, in oltre quattro anni di misure europee anti-russe, avesse impedito a Vladimir Putin di incontrare ben quattro volte il suo predecessore Orbán, né di riceverlo al Cremlino. Certo, nelle dichiarazioni ufficiali resta una certa compostezza istituzionale.

 

«L'Ungheria ha fatto la sua scelta. Noi rispettiamo questa scelta», dichiara il portavoce Dmitrij Peskov augurandosi che anche con il nuovo governo ungherese «continuino i contatti altamente pragmatici tra i due Paesi».

 

peter magyar dopo la vittoria foto lapresse

Magyar risponde con la stessa moneta. Dice che non prenderà l'iniziativa, ma che, «se Putin chiamerà», risponderà al telefono e, allo stesso tempo, auspica «rapporti pragmatici» riconoscendo che l'Ungheria «non può cambiare la geografia» in materia di energia e che dunque spera che, terminata l'aggressione russa, «l'Europa revochi le sanzioni» perché «non è nel suo interesse acquistare materie prime a prezzi più elevati». Un botta e risposta a distanza all'insegna del realismo.

 

Ci pensa l'inviato presidenziale per gli investimenti esteri Kirill Dmitriev a strumentalizzare il risultato elettorale ungherese per cercare di seminare disordine all'interno dell'Unione. La vittoria di Magyar, profetizza, «non farà altro che accelerare il collasso della Ue, tra quattro mesi vedrete se ho ragione». Anche Kostantin Kosaciov, vicepresidente del Consiglio della Federazione, la Camera alta del Parlamento russo, prefigura scenari apocalittici.

 

viktor orban vladimir putin

«Sull'Unione europea si sta formando una tempesta perfetta. Il risultato elettorale ungherese è una vittoria tattica per Bruxelles ma non le eviterà una prossima sconfitta strategica». […]  Per il senatore Aleksej Pushkov il cambio di governo a Budapest creerà anche una frattura tra Washington e Bruxelles. «L'Occidente si è diviso in due, Usa e Ue. Non esiste più come entità politica».

 

[…] Sulle possibili ripercussioni della vittoria di Magyar sul conflitto tra Russia e Ucraina, Mosca invece è cauta. È «improbabile che possa influire», commenta Peskov. Del resto, in campagna elettorale, Magyar aveva precisato di non volere un governo filo-ucraino, ma filo-ungherese. Aveva sì criticato il servilismo di Orbán verso Putin, ma si era opposto all'invio di armi o denaro dall'Ungheria. E ieri, in conferenza stampa, ha confermato di «escludere» l'adesione accelerata di Kiev alla Ue. […]

 

2 - MAGYAR VA DA TUSK, IL PROGETTO IN COMUNE PER IL CENTRO EUROPEO CHE UNISCE BUDAPEST E VARSAVIA

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

DONALD TUSK - FOTO LAPRESSE

Il premier polacco, Donald Tusk, ha chiamato Péter Magyar per congratularsi della vittoria elettorale in Ungheria. Ha pubblicato un estratto della telefonata in cui dice al futuro omologo e collega del Ppe: “Sono molto felice, forse anche più felice di te”.

 

Il primo viaggio di Magyar da premier sarà a Varsavia, a maggio. Ci sono diverse fratture da risanare e una è proprio fra Polonia e Ungheria. Due paesi vicini, con una storia comune, con un proverbio che esiste in entrambe le lingue e che in italiano suona molto male.

 

peter magyar dopo la vittoria foto lapresse

“Polacco e ungherese, due fratelli, con la sciabola e con il bicchiere”. Fatti per combattere e bere insieme. Magyar va da Tusk e l’obiettivo è quello di dare un nuovo senso al gruppo di Visegrád, che da quartetto nato per accompagnare verso l’Unione europea Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia, si è trasformato nel coacervo degli istinti nazionalisti, euroscettici; nella fucina dei colpi bassi all’Ue.

 

Visegrád ha avuto molte vite […]. Con l’arrivo di Magyar, la Polonia ha l’occasione di riportarlo alla sua funzione originaria di ponte fra l’Europa centro orientale e Bruxelles.

 

Durante la prima conferenza stampa dopo il voto, il futuro primo ministro ungherese ha detto che il progetto è ingrandire Visegrád, renderlo un motore forte dell’Europa.

 

DONALD TUSK VIKTOR ORBAN

Il primo ministro polacco era rimasto solo dentro al gruppo a vedersela con Viktor Orbán, l’architetto della deformazione dì Visegrád, e con i premier di Slovacchia e Repubblica ceca, Robert Fico e Andrej Babis. Ora il piano è fare in modo che diventi un progetto più grande per rafforzare l’Europa centrale e il primo punto è quello di sanare i rapporti fra Varsavia e Budapest.

 

Magyar ha detto che estraderà l’ex ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro e il suo vice Marcin Romanowski che si sono rifugiati in Ungheria per sfuggire all’accusa di abuso di ufficio nel loro paese. “Vi consiglio di non comprarvi mobili, non resterete a lungo”, ha detto Magyar.

 

peter magyar dopo la vittoria foto lapresse

Le battaglie elettorali in Ungheria e Polonia sono fra destre, la ragione è storica, la destra popolare è diventata la forza di opposizione più di successo contro i nazionalismi. Tusk è stato il primo a vincere, Magyar lo segue. Tusk fu un ritorno, Magyar è la novità. “Il presidente Nawrocki non si è congratulato con me, posso farmene una ragione. Quando sarò in Polonia lo incontrerò”.

 

Il prossimo anno la Polonia vota per rinnovare il Parlamento, Karol Nawrocki, il presidente eletto lo scorso anno, è un politico che rappresenta il punto di congiunzione fra i Conservatori, di cui il suo partito PiS fa parte, e i Patrioti di Orbán. Il prossimo voto polacco sarà sul paese e anche sul futuro della destra polacca. Tusk lavora sull’effetto Magyar.

 

peter magyar dopo la vittoria foto lapresseDONALD TUSK CON I SOLDATI POLACCHIzelensky tusktusk putinpeter magyar dopo la vittoria foto lapressepeter magyar dopo la vittoria foto lapresse 1

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