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di ANDREA CARUGATI per “Repubblica.it”
Alcune decine di uomini delle forze speciali italiane sono in Libia, con compiti di addestramento per l'esercito libico fedele al governo Serraj. La notizia, pubblicata da Repubblica, trova conferma in un documento top secret che il governo ha inviato al Copasir la settimana scorsa.
Nel documento, anticipato da Huffington Post, vengono illustrate le regole d'ingaggio dei corpi speciali, che svolgono operazioni autorizzate dalla normativa approvata lo scorso novembre dal Parlamento, che consente al Presidente del Consiglio di autorizzare missioni all’estero di militari dei nostri corpi d’elite sotto la catena di comando dei servizi segreti.
L'Italia dunque non è in guerra, ma sono in corso operazioni autorizzate dal governo che riguardano non solo l'addestramento delle forze libiche nello sminamento (le mine hanno mietuto già decine di vittime tra i soldati dell'esercito regolare), ma anche un addestramento difensivo rispetto alle operazioni militari in cui le forze fedeli a Serraj sono coinvolte, in primo luogo nella zona di Sirte.
Oltre alle forze speciali americane, britanniche e francesi, dunque, sul campo ci sono anche quelle italiane.
In mattinata fonti di governo avevano spiegato che, attualmente, la presenza italiana è stata solo richiesta dal premier Serraj e che l'esecutivo "sta valutando" se inviare forze con ruoli di addestramento.
La linea ufficiale del governo dunque è ribadire come finora l'Italia abbia inviato solo "aiuti umanitari" e "soccorsi sanitari", accogliendo alcuni soldati libici feriti nell'ospedale militare del Celio a Roma.
"Per qualsiasi nuova iniziativa, il governo coinvolgerà il Parlamento", spiegano fonti governative. Ma l'azione dei corpi speciali, fuori dalla catena di comando della coalizione internazionale, secondo le nuove norme approvate a fine 2015 può essere autorizzata direttamente dal governo.
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