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“UN MANDANTE SOPRA VALTER LAVITOLA? METTETE IN FILA TUTTI I NOMI E CAPITE CHI È, O MEGLIO CHI SONO” – SIGFRIDO RANUCCI FA L’UNICA COSA POSSIBILE, DOPO IL CASO LAVITOLA: ALZARE IL LIVELLO DELLO SCONTRO – IN TRENTINO, ALLA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO, VIENE ACCOLTO DAL SUO POPOLO COME UN SANTINO: “ENTRA IN POLITICA PER FARE PIAZZA PULITA” (AL POSTO DI FORMIGLI?), “NON MOLLARE” (LA POLTRONA?) – SIGFRIDO, VERGINE E MARTIRE, RESISTE: “DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, VEDO INTERESSI PERSONALI E COMMERCIALI DECISI A DEMOLIRE REPORT: IN PARTICOLARE EMERGE IL RIAFFACCIARSI DI UNA GALASSIA POLITICA FASCISTA. NON MI CANDIDO. ME L’HANNO CHIESTO IN MOLTI: PERFINO IL PADRE DI VANNACCI MI HA DETTO CHE MI STIMA” – “LAVITOLA? UN CASO PSICHIATRICO”
LA TESI DI RANUCCI TRA I FAN: “UNA REGIA DIETRO IL MANDANTE. VALTER? È UN CASO PSICHIATRICO”
Estratto dell’articolo di Giampaolo Visetti per “la Repubblica”
SIGFRIDO RANUCCI TRA I SUOI SOSTENITORI
«Un mandante sopra Valter Lavitola? Mettete in fila tutti i nomi e capite chi è, o meglio chi sono. C’è una chiara regia nella manovra della comunicazione successiva alla bomba contro di me: un piano globale, con noti terminal interni nell’informazione controllata dalla destra italiana. L’obiettivo è la delegittimazione della magistratura e del giornalismo indipendenti, per arrivare a una democrazia della sorveglianza fondata sull’allarme sociale: disegno trumpiano, che però guarda caso riprende il piano di Licio Gelli e della P2».
Sigfrido Ranucci, al termine del bagno di folla che lo ha abbracciato a Lavarone per la sua prima uscita pubblica dopo l’arresto del faccendiere napoletano, allarga la sua difesa a complicate cospirazioni storiche e internazionali. E accetta un colloquio con Repubblica per precisare le dichiarazioni rese nel corso della presentazione del suo libro “Il ritorno della casta”.
SIGFRIDO RANUCCI A LAVARONE (TRENTO)
La novità è che il conduttore di Report, accolto dagli incoraggiamenti «a non mollare», considera «ormai superato Lavitola, che alla luce della sua confessione mi pare vada inquadrato in un caso psichiatrico». «Il punto — dice — è piuttosto fare attenzione alle manovre attorno a lui, anche in giornali autorevoli. Dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, vedo interessi personali e commerciali decisi a demolire Report: in particolare emerge il riaffacciarsi di una galassia politica fascista, mobilitata per soffocare la democrazia in Italia e in Europa».
SIGFRIDO RANUCCI A LAVARONE (TRENTO)
Non risponde a chi gli chiede di chiarire la relazione con Lavitola, certi silenzi e la sua posizione rispetto all’inchiesta della magistratura. «Non vedo però l’ora di parlare — dice riferendosi agli imminenti interrogatori — anche sulla strategia degli avvocati di Lavitola. Il 7 settembre 2025 non mi avvertì affatto della possibilità di un attentato contro di me, o dell’urgenza di un rafforzamento della mia scorta. Mi disse semplicemente di fare attenzione, esortazione comune da anni. Se avessi colto l’esistenza di un pericolo, lo avrei scritto nella nota chiesta dalla mia scorta pochi giorni dopo. In quell’appunto invece non c’è nulla e altro non ricordo».
SIGFRIDO RANUCCI A LAVARONE (TRENTO)
Nel centro congressi trentino Ranucci fatica a farsi largo tra la gente, che gli chiede di «entrare in politica per fare piazza pulita». «Volete proprio che io smetta di fare il mio mestiere — scherza — ma state tranquilli, non mi candido. Me l’hanno chiesto in molti, non solo Lavitola: perfino il padre di Vannacci mi ha detto che mi stima e ha voluto una foto con me (che mostra sul cellulare ndr)». A preoccuparlo, assicura, sono oggi piuttosto il destino e l’onore di Report. […]».
SIGFRIDO RANUCCI FIRMA COPIE A LAVARONE, PROVINCIA DI TRENTO
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