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GLI AEROPORTI SOTTO SCACCO (DEI SINDACATI) – RITARDI E CAOS A LINATE E MALPENSA PER LE ASSEMBLEE SPONTANEE DEGLI ADDETTI AI BAGAGLI – DI VICO: ”E’ SINGOLARE CHE CGIL-CISL-UIL COPINO LE FORME DI LOTTA DEI COBAS. CARA FURLAN, USARE L'ESCAMOTAGE DELLE ASSEMBLEE SPONTANEE NON È UNA FORMA DI POPULISMO SINDACALE?"

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Dario Di Vico per il “Corriere della Sera”

SCIOPERO ADDETTI BAGAGLISCIOPERO ADDETTI BAGAGLI

 

All' inizio di una stagione turistica che si annuncia estremamente favorevole all' Italia i sindacati confederali dei trasporti hanno pensato bene di rovinare la festa. E così ieri mattina con l' agitazione degli addetti al carico e allo scarico dei bagagli hanno bloccato per ore gli scali milanesi di Malpensa e Linate facendo inferocire i viaggiatori italiani che andavano in vacanza e i turisti che continuano a scegliere il nostro Paese. In totale a Linate hanno ritardato 20 voli e 45 a Malpensa e qualcuno di essi è partito senza le valige.

 

Tecnicamente i sindacati non hanno nemmeno dichiarato lo sciopero ma hanno prolungato ad arte le assemblee, definite con umorismo british «spontanee», cominciate a inizio turno. A Malpensa la riunione è durata cinque ore (!), a Linate due e comunque tanto è bastato per creare il caos.

 

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Motivo della protesta l' autorizzazione concessa alla cooperativa Alpina di lavorare in subappalto a Malpensa, benestare che poi in giornata è stato revocato dall' Ente nazionale dell' aviazione civile per paura di nuovi scioperi selvaggi. In questo modo i sindacati hanno potuto cantare vittoria, come già era successo a Milano in occasione dello sciopero dei tramvieri durante il Salone del Mobile.

 

Che tutto ciò avvenga con il protagonismo di Cgil-Cisl-Uil che copiano le forme di lotta dei Cobas è abbastanza singolare, anche perché l' episodio di ieri segue le dichiarazioni della leader della Cisl Annamaria Furlan che negli ultimi mesi ha tuonato più volte contro «il populismo sindacale».

 

FURLANFURLAN

Ma usare l' escamotage delle assemblee spontanee non è una forma di populismo sindacale? Questa domanda l' abbiamo girata ieri proprio a Furlan, che ci ha risposto con un messaggio che è un capolavoro di ambiguità. Scrive il numero uno della Cisl: «Il fatto che l' Enac abbia prontamente risposto sospendendo il subappalto mi pare una prova evidente che le motivazioni dell' assemblea erano fondate.

 

Mi chiedo se si debba far ricorso a questi strumenti estremi per avere corrette relazioni industriali». Furlan sembra, dunque, condividere interamente motivazione e modalità della protesta selvaggia e invece nel capoverso finale opera un' inversione a U e recita quella che appare una formula di rito: «Detto questo, continuiamo a non condividere forme di lotta e scioperi selvaggi che producono disagi ai cittadini soprattutto in questo periodo caldo dell' anno». Domanda: i sindacalisti della Cisl che leggeranno questo messaggio la prossima volta si sentiranno autorizzati a generare di nuovo il caos nei trasporti oppure capiranno che Furlan stavolta fa sul serio? La risposta è facile: strizzeranno l' occhio e diranno «Annamaria l' ha dovuto fare per i giornali».

 

camusso furlan e barbagallocamusso furlan e barbagallo

Questa è l' Italia del 2017 e la vicenda di ieri spiega la crisi di credibilità del sindacato e il suo perenne vagare tra Scilla e Cariddi. Le forme di lotta mordi-e-rimordi le avremo ancora e gli utenti saranno ancora considerati ostaggi da scaraventare addosso alle controparti. Tutto resterà come oggi anche perché alla testa dell' autorità di garanzia per gli scioperi c' è un giurista come Giuseppe Santoro Passarelli che di fronte al caos degli aeroporti milanesi ha chiesto «urgentemente» all' Enac di sapere se si era trattato «di un' agitazione spontanea dei lavoratori, uno sciopero bianco o una protesta fuori dalla norma?».

 

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Una domanda che avrebbe fatto un giovane che sta lavorando a una tesi di laurea sugli scioperi, non lo sceriffo dei consumatori. E infatti Santoro Passarelli è il responsabile di un' authority senza autorità, visto che solo nell' ultimo mese ha subìto uno dopo l' altro tre scioperi dell' Atac nella città di Roma senza cavare un ragno dal buco.