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"GUIDO OPPIDO VOLEVA IMPORMI, CON MODI AGGRESSIVI AUTORITARI, LA SUA VERSIONE DEI FATTI" - LO RIVELA L'INFERMIERA DEL "MONALDI" DI NAPOLI ROSSELLA CARDENIO, CHE HA PARTECIPATO AL TRAPIANTO DI CUORE DEL PICCOLO DOMENICO - IL CHIRURGO OPPIDO, CHE HA OPERATO IL BIMBO, AVREBBE TENTATO DI ALTERARE GLI ORARI DELLE FASI CRUCIALI DELL'INTERVENTO: L'OBIETTIVO SAREBBE STATO NASCONDERE CHE L'ESPIANTO DEL CUORE NATIVO ERA INIZIATO PRIMA DELL'ARRIVO IN SALA OPERATORIA DELL'ORGANO DA TRAPIANTARE - LA SFURIATA DI OPPIDO, CHE HA SFERRATO UN CALCIO CONTRO...
Estratto dell'articolo di Dario Del Porto e Antonio Di Costanzo per “la Repubblica”
Dopo il trapianto di quel cuore ormai incapace di battere, mentre il piccolo Domenico lottava per la vita attaccato a un macchinario, il primario dell'ospedale Monaldi Guido Oppido cercò di «intimidire» due infermiere che avevano preso parte all'intervento e tenne nascosta la verità ai familiari del bambino.
Sono questi gli elementi che la Procura di Napoli pone alla base della richiesta di misura interdittiva avanzata nei confronti di Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni con l'ipotesi di falso ideologico. Il giudice deciderà dopo gli interrogatori fissati a fine mese. «Il dottor Oppido voleva in qualche modo impormi, con modi aggressivi autoritari, la sua versione dei fatti» che sarebbe stata però «difforme da quanto accaduto», mette a verbale la ferrista Rossella Cardenio, sentita come teste dai magistrati.
Un passo indietro. Gli inquirenti considerano ideologicamente falsa la ricostruzione dei tempi dell'intervento annotata nel referto operatorio allegato alla cartella clinica e redatto il 25 dicembre scorso, tre giorni dopo l'impianto sul bimbo di un cuore congelato dal contatto con ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano. L'obiettivo sarebbe stato nascondere che l'espianto del cuore nativo era iniziato prima dell'arrivo in sala operatoria dell'organo da trapiantare.
Ma questa versione contrasta con l'orario, le 14.18 del 23 dicembre, indicato nella cartella della circolazione extracorporea dall'infermiera perfusionista Virginia Terracciano, e con il fatto che altre testimonianze hanno indicato nelle 14.30 l'ora di arrivo al Monaldi dell'équipe proveniente dall'Alto Adige.
Sentita dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, Terracciano ha raccontato di un'accesa discussione avvenuta il 10 febbraio durante la quale Oppido sferrò imprecando un calcio a un termosifone quando l'infermiera ribadì di essere convinta che l'intervento fosse iniziato alle 14.18.
Agli atti è allegata anche la testimonianza di un'altra infermiera, la ferrista Cardenio, a sua volta convocata il 10 febbraio dal primario. Alle insistenti obiezioni di Oppido, la sanitaria avrebbe replicato: «Che motivo avrebbe avuto Terracciano di scrivere il falso? È stata sempre precisa». Qualche certezza in più, circa l'orario dell'operazione, potrebbe arrivare dai video registrati da un'altra infermiera al momento dell'ingresso in sala operatoria del team proveniente da Bolzano.
DOMENICO - IL BAMBINO DI DUE ANNI A CUI E' STATO TRAPIANTATO UN CUORE BRUCIATO
Assistito dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, il primario parla di accuse "insussistenti", basate su ricordi e non su circostanze di fatto e di eventi consumati peraltro nel giro di pochissimi minuti. Prepara le contromosse l'avvocato Vincenzo Maiello, legale di Bergonzoni. Al primario i pm contestano inoltre di aver tenuto all'oscuro i familiari di Domenico del danneggiamento del cuore del donatore a causa del ghiaccio secco, tradendo così il rapporto di fiducia con il paziente. [...]
BOX IN CUI E' STATO TRASPORTATO IL CUORE INNESTATO AL PICCOLO DOMENICO
guido oppido 2
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