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VOI SAPETE COS’E’ IL “TAHARRUSH GAMEA”? - IN ARABO SIGNIFICA "MOLESTIA COLLETTIVA", CON IL TERMINE SI INTENDE L’AGGRESSIONE DA PARTE DI UN BRANCO DI UOMINI CONTRO UN GRUPPO DI DONNE, LE QUALI VENGONO PALPATE E UMILIATE. IL PRIMO CASO È AVVENUTO NEL 1998 AL CAIRO - L'EPISODIO PIÙ RECENTE IN PIAZZA DUOMO A MILANO LA NOTTE DI CAPODANNO, QUANDO QUARANTA UOMINI HANNO AGGREDITO ALMENO OTTO RAGAZZE, INFILANDO LE MANI SOTTO I VESTITI DELLE GIOVANI...
Estratto dell'articolo di Alessandro D’Amato per www.open.online
Quello che è accaduto in piazza Duomo a Capodanno è un caso di taharrush gamea. E non è la prima volta che succede a Milano. A dirlo oggi in un’intervista all’edizione milanese di Repubblica è Wael Faruq, direttore dell’istituto di cultura araba della Cattolica. L’aggressione collettiva che umilia le donne è un caso che deve allarmare, ma secondo il professore «se si cerca di giustificare quello che succede attraverso la condanna di una cultura o di una religione si scappa dal problema, perché non è questo il punto».
Secondo Faruq «bisogna partire dalla storia di queste molestie collettive negli spazi pubblici, fra persone che non si conoscono e in modo non organizzato, che hanno origini in Egitto. Un fenomeno nato alla fine degli anni Novanta, con il primo incidente al Cairo nel 1998 e una ragazza aggredita nel bel mezzo della piazza da un gruppo di ragazzi che la toccava».
RAGAZZI BELGI CHE HANNO PASSATO IL CAPODANNO A MILANO
Il professore spiega che «il taharrush gamea, in seguito usato come tecnica di repressione dalla polizia contro le attiviste che manifestavano contro il governo, è nato in un contesto di violenza, di oppressione, di perdita della speranza, di disoccupazione, di guerra». […]
E non è una questione di cultura o religione: «Per la cultura araba e la religione islamica quelle violenze di gruppo sono un crimine gravissimo. Il problema sta nel contesto degli ultimi trent’anni, diventato parte della loro storia, che si intreccia ad altri due aspetti che spiegano cos’è accaduto e che si ripete in piazza Duomo».
E ancora: «È contro uno stereotipo che vengono fatte quelle violenze di gruppo. Uno studio ha dimostrato come l’87 per cento delle vittime del taharrush gamea sono velate. Significa che non è contro persone per ragioni specifiche ma contro quello stereotipo che le deumanizza. Il punto dove voglio arrivare è che è troppo banale dare la colpa all’islam, parlare di ragazzi che provengono da una cultura distante da noi che non rispetta le donne[…]».
capodanno piazza duomo milano
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