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SCANDALO AL SAN CARLO DI NAPOLI! DODICI INDAGATI TRA CUI L’EX SOVRINTENDENTE STÉPHANE LISSNER, L’EX DG EMMANUELA SPEDALIERE, SUO FIGLIO E IL TENORE TEDESCO KAUFMANN: L’ACCUSA E’ QUELLA DI AVER GONFIATO I COMPENSI - SONO CIRCA 212MILA GLI EURO INTASCATI DA CINQUE ARTISTI DI FAMA INTERNAZIONALE - MA C’È UN ALTRO ASPETTO SUL QUALE GLI INVESTIGATORI VOGLIONO FARE LUCE: LE SCRITTURE PRIVATE RIPORTANO UNA FIRMA DI LISSNER SEMPRE IDENTICA - POTREBBE NON ESSERE STATA APPOSTA MANUALMENTE, MA IN FORMATO DIGITALE, SE NON ADDIRITTURA A INSAPUTA DEL SOVRINTENDENTE. QUEI RAPPORTI TRA LA FONDAZIONE TEATRO SAN CARLO E IL FIGLIO DI SPEDALIERE, MICHELE SORRENTINO MANGINI…
Dario Del Porto per napoli.repubblica.it - Estratti
Dodici indagati della vecchia gestione: nel mirino l’ex sovrintendente e, tra gli altri, l’ex dg Emmanuela Spedaliere, suo figlio e il tenore tedesco Kaufmann. Sono circa 212.000 gli euro intascati in totale da cinque artisti di fama internazionale
I compensi di artisti di fama internazionale gonfiati con false docenze, il contratto al figlio della ex direttrice generale, la creazione di figure dirigenziali non previste dallo statuto: è un terremoto, l’inchiesta sulla gestione della fondazione Teatro San Carlo di Napoli negli anni della sovrintendenza di Stephane Lissner.
STEPHANE LISSNER E L’EX DG EMMANUELA SPEDALIERE
La Guardia di finanza ha perquisito gli uffici del lirico, gli indagati sono 12: fra questi, oltre a Lissner, la ex dg Emmanuela Spedaliere, tuttora direttrice del marketing, e il popolarissimo tenore tedesco Jonas Kaufmann.
Arriva dunque la svolta nelle indagini condotte dalla procura diretta dal procuratore Nicola Gratteri, in coordinamento con la pm della Corte dei conti Davide Vitale. Sono due i filoni all’attenzione della pm Antonella Serio e della procuratrice aggiunta Giuseppina Loreto. Uno riguarda i cachet che sarebbero stati gonfiati attraverso lezioni, seminari e masterclass mai effettuati: circa 212mila euro in totale intascati da cinque star: oltre a Kaufmann, il regista lirico Claus Guth, Sandra Dee Lear, la soprano Asmik Grigorian e il direttore teatrale Krzysztof Warlikowski.
Il solo Kaufmann percepì 40mila euro per le cinque repliche del “Die Walkure” tra il 12 e il 29 aprile 2023. Nei confronti di Lissner e degli artisti viene ipotizzato il reato di truffa. In questo versante sono indagati anche l’ex direttrice generale Spedaliere, l’allora direttore dell’Accademia di canto, Ilias Tzempetodinis, e due sue collaboratrici, Maria De Simone e Daniela Capece, tutti e quattro con le ipotesi di truffa e falso. Sarebbe stato proprio Tzempetodinis a suggerire di affiancare contratti aggiuntivi di docenza in modo da far lievitare i compensi.
A dicembre, Tzempetodinis avrebbe chiesto alle sue collaboratrici di predisporre i programmi delle lezioni in modo farli combaciare con la presenza degli artisti: una ricerca definita «spasmodica» dai pm, documentata in tre fotografie e tre brevi registrazioni audio già allegate agli atti.
Ma c’è un altro aspetto sul quale gli investigatori vogliono fare luce: le scritture private che affiancavano alla prestazione artistica anche le masterclass riportano una firma di Lissner sempre identica: potrebbe non essere stata apposta manualmente, ma in formato digitale, se non addirittura a insaputa del sovrintendente.
Il secondo filone riguarda i rapporti professionali tra la fondazione Teatro San Carlo e il figlio di Spedaliere, Michele Sorrentino Mangini, assunto a tempo determinato ad aprile 2023 (fino al 31 dicembre 2025 e poi prorogato per altri due anni) come regista teatrale nell’ambito delle iniziative promosse dalle Officine San Carlo.
Sorrentino Mangini è indagato per peculato.
(...)
L’abolizione del reato di abuso d’ufficio toglie rilevanza penale al conferimento di un incarico professionale a favore di Sorrentino Mangini firmato dalla madre Emmanuela Spedaliere (il contratto con la fondazione è firmato invece da Lissner).
Il conflitto di interessi però ha indotto i finanzieri a indagare sui conti e sono emersi bonifici per circa 350mila euro tra il 2017 e il 2025, effettuati da Spedaliere in favore del figlio e da questi dirottati sulla società. Le perquisizioni sono state disposte nei confronti di Spedaliere, Sorrentino Mangini, Viviana Jandoli (coinvolta nel filone del peculato) Tzempetodinis e delle dirigenti Capece e De Simone.
Spedaliere è difesa da Claudio Botti, Capece e De Simone da Giovanna Cacciapuoti e Gaetano Inserra. Tutti gli indagati potranno replicare alle accuse, ma per il Massimo napoletano è un terremoto.
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