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SCAZZI AMARI – PER L’OMICIDIO DELLA PICCOLA SARAH DOPPIO ERGASTOLO IN APPELLO A SABRINA MISSERI E ALLA MAMMA COSIMA – SABRINA HA UCCISO LA CUGINETTA PER RANCORE E GELOSIA, DICONO I GIUDICI – CONFERMATI GLI OTTO ANNI PER SOPPRESSIONE DI CADAVERE A MICHELE MISSERI

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La madre di Sarah Scazzi apprende dalla Sciarelli della morte della figlia La madre di Sarah Scazzi apprende dalla Sciarelli della morte della figlia

Giuliano Foschini per “la Repubblica

 

È finita con Sabrina in lacrime e sua madre Cosima che le passava accanto con il solito sguardo severo, ma sempre basso, lasciando che una guardia carceraria consolasse la sua ragazza.

 

Fine pena mai. Due ergastoli. Sabrina Misseri e Cosima Serrano hanno ucciso la quindicenne Sarah Scazzi e per questo dovranno restare per il resto della vita in carcere. Così ha deciso la Corte d’assise di appello di Taranto (presieduta da Patrizia Sinisi, giudice a latere Susanna De Felice) che ieri ha sostanzialmente confermato la sentenza di primo grado, riformandola soltanto per alcune posizioni di imputati minori.

Sarah ScazziSarah Scazzi

 

Tiene dunque l’impostazione del primo grado: Sabrina ha ucciso Sarah con, accanto, la madre Cosima. Lo ha fatto all’interno della villetta di via Deledda, ad Avetrana. «Le evidenze probatorie, se valutate unitamente ai comportamenti post-delictum, - spiegavano i giudici di primo grado nella motivazione - fanno ragionevolmente ritenere che le imputate, dopo aver riportato la ragazza presso la loro abitazione, dove evidentemente si rinfocolava la lite, ivi l’abbiano strangolata con una cintura».

 

Sarah ScazziSarah Scazzi

Da qui poi sarebbe partita la messa in scena con Sabrina che, dopo aver ucciso la cugina, continuava a mandarle messaggi per depistare le indagini. A niente sono servite le tesi della difesa e la perizia, disposta dagli stessi giudici di Appello, che sulla base dei tabulati telefonici diceva che non fosse certo che Sabrina e la madre fossero nello stesso posto al momento del delitto.

 

Sembra tenere anche il movente: «Sabrina – scrivevano i giudici - aveva un movente per commettere il delitto ma il tutto non può essere riduttivamente ascritto alla gelosia». Il riferimento è alla gelosia per Ivano Russo, il ragazzo di cui Sabrina era perdutamente innamorata e che aveva avuto attenzioni anche per Sarah a cui aveva confidato anche un clamoroso rifiuto nei confronti di Sabrina.

SARAH SCAZZISARAH SCAZZI

 

 «Va considerata – dicevano i giudici di primo grado - la parallela incidenza, ancor più nel caso di una situazione configurabile come delitto d’impeto, del groviglio di concorrenti sentimentali e tensioni, anche da altre cause originati», in cui la gelosia «s’innestò in un determinato momento della vita dell’imputata, caricandosi ulteriormente di rabbia e rancore destinati a esplodere, alla prima occasione, in danno della cugina Sarah, rea di aver determinato la rottura con il Russo (Ivano), in quel contesto temporale ritenuta irreversibile ». 

 

Cosima e Sabrina MisseriCosima e Sabrina Misseri

«Sono innocenti, innocenti » continuano a sostenere i legali delle due donne. Ieri sia Nicola Marseglia, che difende Sabrina insieme con il professore Franco Coppi, che Franco De Iaco, difensore della Serrano, hanno annunciato ricorso in Cassazione non nascondendo il loro stupore per la decisione della Corte d’appello. Si aspettavano almeno uno sconto di pena per le loro assistite. Lo stesso che si augurava Michele Misseri, presente in aula al momento della sentenza, che continua ad autoaccusarsi come l’unico responsabile del delitto: per lui condanna confermata a otto anni per soppressione di cadavere.