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IL SERPENTE DI “CICCIOLINA” - L’ARTISTA JEFF KOONS, EX MARITO DI ILONA STALLER, HA VINTO UN CONTENZIOSO LEGALE SU DIVERSE OPERE UTILIZZATE PER ALCUNE COLLEZIONI, INCLUSO UN SERPENTE IN POLISTIROLO DEDICATO ALLA PORNOSTAR - KOONS ERA STATO ACCUSATO DA MICHAEL HAYDEN, SCULTORE CHE AVEVA REALIZZATO IL SERPENTE NEL 1988 - L’ARTISTA AVEVA SPOSATO “CICCIOLINA” NEL 1991, POI I DUE SI LASCIARONO...
Made In Heaven Jeff Koons Ilona Staller
(di Alessandra Baldini) (ANSA) - Avrebbe dovuto pensarci prima: una corte d'appello di New York ha definitivamente archiviato la causa legale per violazione del copyright che un artista aveva presentato contro Jeff Koons per tre opere della serie Made in Heaven realizzate con la ex moglie, l'ex pornostar ed ex parlamentare radicale Ilona Staller.
Michael Hayden, un creatore di oggetti di scena, aveva denunciato Koons nel 2021 chiedendo un risarcimento per l'uso non autorizzato di un serpente di polistirolo realizzato nel 1988, l'anno prima della celebre serie in cui l'artista di Balloon Dog si raffigurò come novello Adamo, intimamente abbracciato alla Staller, nelle opere presentate tra lo scalpore generale alla Biennale di Venezia del 1990.
Hayden aveva realizzato l'immagine del rettile avvolto attorno a una roccia come piattaforma su cui l'allora Cicciolina si esibiva in atti sessuali dal vivo e davanti alla macchina da presa. Il serpente fu venduto a Diva Futura, la società di produzione di pornofilm fondata dalla Staller con Riccardo Schicchi, con la condizione - ha affermato il suo autore nella causa - che non venisse utilizzato per nessun altro scopo commerciale.
Cosa che sarebbe invece avvenuta quando Koons se ne appropriò per tre opere su Cicciolina: una litografia del 1989 commissionata dal Whitney e usata come manifesto pubblicitario a Manhattan, una scultura policroma di legno e un olio su tela intitolato Jeff nella Posizione di Adamo.
Hayden sostiene che Koons non gli chiese mai il permesso di usare la sua scultura, né gli ha riconosciuto il credito o pagato le royalties previste dal diritto d'autore. Nell'azione legale lo scultore aveva ammesso che il ciclo Made in Heaven creò una "sensazione mediatica", contribuendo "a lanciare Koons nella stratosfera dell'arte".
Hayden aveva affermato tuttavia di aver scoperto solo nel 2019, l'anno in cui avrebbe poi registrato il copyright sul serpente al centro della disputa, la violazione del suo diritto d'autore.
"Dato il successo di Made in Heaven, avrebbe dovuto fare causa molto tempo prima prima", ha argomentato la Corte d'Appello facendo proprio un primo verdetto del febbraio 2025 a favore di Koons che aveva usato la stessa argomentazione.
Hayden viveva in Italia al tempo del debutto di Made in Heaven e non poteva aver ignorato il rilievo dato sulla stampa soprattutto italiana a un ciclo tra i più discussi del controverso artista americano.
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