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TROPPO SIMILI PER NON ODIARSI - IL PRESIDENTE TURCO ERDOGAN E IL PREMIER ISRAELIANO NETANYAHU SCAZZANO IN MEDIO ORIENTE PERCHE’ ENTRAMBI HANNO UNA CONCEZIONE DEL POTERE PRIVA DI MORALITA’ - DOMENICO QUIRICO: “COME POTREBBERO NON DETESTARSI? SONO UGUALI. RAFFORZANO INSTANCABILI IL POTERE NEI LORO PAESI E NE CONSUMANO IL MIDOLLO” -  “L'ESSENZA DEL LORO POTERE È CHE DECAPITA. STESSA ASTUZIA VOLPINA, STESSA SPREGIUDICATEZZA PERCHÉ SI SPECCHIA NELLA CONSTATAZIONE CHE LA POLITICA DEL FATTO COMPIUTO, CHE SIA OCCUPARE PARTI DI SIRIA, BRACCARE I CURDI E GLI OPPOSITORI, O RADERE AL SUOLO GAZA E CONFISCARE VILLAGGI E TERRE IN CISGIORDANIA, PAGA SEMPRE. QUELLO CHE CONTA È CHE A WASHINGTON GLI OBBEDISCONO"...

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Estratto dall’articolo di Domenico Quirico per “La Stampa”

 

Erdogan 2

Come uscirne? Hai un bel dire che i miti non sono altro che costruzioni immaginarie, inventate per tenere insieme comunità alla ricerca di coesione. Ma questo non impedisce che se un mito viene imposto e diffuso a un certo momento tra molte persone, diventi una realtà e una forza politica contro cui sembra impotente perfino un lavoro di decostruzione paziente e dotto.

 

Prendete i due uomini che litigano per il dominio del Vicino Oriente: il turco Erdogan e l'israeliano Netanyahu. È possibile concepirli come individui disgiunti dal loro scopo, il potere? Immaginereste autocrati più distanti per storie religione ideologie? Eppure entrambi si reggono, da decenni, su due miti. Il primo contrabbanda il ritorno della Turchia dei sultani, quella che, errando, l'Occidente immaginava di aver fatto a pezzi nel 1918. Quella che veniva definita, «il grande malato d'Europa».

 

Cisgiordania Netanyahu

Europa? L'altro in modo ancor più esplicito, a cannonate, immagina di cancellare i palestinesi e impugna come se fossero mitra cartine geografiche che incantano i fanatici della grande Sion, dalla Siria a Suez, con i vicini arabi ridotti a vassalli di una grande area di «coprosperità made in Israel». 

 

Dal Mediterraneo forse fino alla Persia? Chissà. Non c'è limite ai miti. Come potrebbero non detestarsi? Sono uguali. Rafforzano instancabili il potere nei loro Paesi e ne consumano il midollo. Facce astute e iraconde, rese insidiose dall'incarnimento di una pratica politica basata sulla amoralità e il colpo gobbo, la bugia oltre il limite penale, dove non ci si fida di nessuno perché la quotidiana pratica dell'inganno li avverte in fretta della sua presenza negli altri. 

 

Erdogan

L'essenza del loro potere è che decapita: decapita varietà, dissenso, leggi, possibilità, acceca la vista, mortifica gli ideali, oblitera il futuro. Stessa astuzia volpina, stessa spregiudicatezza perché si specchia nella constatazione che la politica del fatto compiuto, che sia occupare parti di Siria, braccare i curdi e gli oppositori, o radere al suolo Gaza e confiscare villaggi e terre in Cisgiordania, paga sempre. In fondo entrambi hanno capito che l'Occidente ha anche lui ha i suoi miti, il diritto internazionale le corti penali eccetera, ma che non farà mai nulla per trasformarli in realtà perché questo potrebbe costare fatica e guai.

 

[...] Quello che conta è che a Washington, chiunque sia accanto al caminetto della Sala Ovale, gli obbediscono. Perché sanno che non troveranno mai un alleato così efficiente e spregiudicato in quel subbuglio e in quel disordine infecondo.

 

Benjamin Netanyahu

Proprio perché simili i due si scontreranno, prima o poi. Son due scorpioni nella bottiglia. Non per i palestinesi però: a Erdogan non interessano se non come pretesto. Esattamente come da 50 anni per i fratelli arabi. [...] Prima della reciproca resa dei conti i rispettivi popoli se ne sbarazzeranno? È possibile. In fondo Erdogan e Netanyahu hanno potere ma non autorità. Il potere si acquista, si conquista, si perde. L'autorità non si apprende e non si improvvisa. Il potere crea sospetto e paura, l'autorità rispetto.

 

recep tayyip erdogan

Uno porta alla considerazione, l'altro al rifiuto. La prima lascia una traccia durevole, l'altro niente più che un bilancio. Forse dovremmo iniziare a pensare a uno scenario senza Erdogan e Netanyahu. Per essere pronti. Prima che sia troppo tardi.

Benjamin Netanyahu 3