“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER…
QUANDO CI STA DI MEZZO UN “BROKER” SICURO C’E’ L’INCULARELLA – SGOMINATA UNA BANDA DI ITALO-ISRAELIANI CHE AVEVA MESSO A PUNTO UNA TRUFFA DA 13 MILIONI DI EURO SULL’ASSE ROMA-TEL AVIV, REALIZZATA GRAZIE ALLE PIATTAFORME DI INVESTIMENTI ONLINE - SECONDO L'ACCUSA, GESTIVANO CIRCA 22 PIATTAFORME E PROMUOVEVANO PRODOTTI E SERVIZI FINANZIARI, SENZA AUTORIZZAZIONE - POI FACEVANO TRANSITARE I SOLDI SU "CONTI DI SPONDA" PER FARLI CONFLUIRE IN POLONIA, GEORGIA, REPUBBLICA CECA, GERMANIA, DANIMARCA - SONO ALMENO 46 LE PERSONE TRUFFATE…
Estratto dell’articolo di Valeria Di Corrado per “il Messaggero”
Una mega-truffa da quasi 13 milioni di euro sull'asse Roma-Tel Aviv realizzata grazie alle piattaforme di investimenti online. Una banda di italo-israeliani è stata scoperta dal nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, grazie alle segnalazioni della Consob e alla collaborazione della Divisione frodi israeliana.
In cinque sono accusati dalla Procura capitolina di far parte di un'associazione a delinquere che, «giovandosi del contributo di gruppi criminali organizzati operativi in più di uno Stato (uno dei quali individuato in Polonia)», commettevano in Italia e all'estero «più delitti di abusivismo finanziario, truffa e autoriciclaggio». Il gip del Tribunale di Roma, Zsuzsa Mendola, ha ordinato la custodia in carcere per tre degli indagati, i domiciliari per un quarto e il sequestro di 12,4 milioni di euro.
Al vertice di questa organizzazione c'è il romano 41enne Daniele Cohen (definito il "capo di tutti i capi"), arrestato lo scorso 15 giugno a Tel Aviv, a seguito dell'emissione di un mandato di cattura internazionale, insieme all'israeliano Amos Barzilay e all'italo-colombiano Daniel Khordyan.
[…] Secondo l'accusa, gestivano circa 22 piattaforme di investimento e, «tramite il web e le cosiddette attività di cold calling», promuovevano prodotti e servizi finanziari, senza autorizzazione, «dissimulando la fittizietà degli investimenti promossi» e «inducendo in errore la propria clientela».
Poi facevano transitare i soldi su "conti di sponda", in modo da non conservare traccia delle operazioni, fino a farli confluire in società estere (Polonia, Georgia, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca). Sono almeno 46 le persone che hanno sporto denuncia sul territorio italiano contro i sedicenti broker.
Oltre a Daniele Cohen, difeso dall'avvocato Daniele Francesco Lelli, è indagato anche il padre, Ever Cohen, e l'israeliana Elena Bilaus. […]
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