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SI ACCENDE LO SCONTRO TRA LA FAMIGLIA DEL PICCOLO DOMENICO, IL BAMBINO DI DUE ANNI MORTO DOPO CHE GLI È STATO IMPIANTATO UN CUORE “BRUCIATO”, E L’OSPEDALE “MONALDI” DI NAPOLI, DOVE È AVVENUTO L’INTERVENTO – I GENITORI DEL BIMBO AVREBBERO CHIESTO UN RISARCIMENTO DA 3 MILIONI DI EURO ALLA STRUTTURA SANITARIA, MA L’OSPEDALE NON HA RISPOSTO ALLA RICHIESTA – LA LETTERA DELL’AVVOCATO DELLA FAMIGLIA: “IL COMPORTAMENTO DELLA STRUTTURA NON È MUTATO CON LA MORTE DEL PICCOLO È RIMASTO QUELLO CHE ERA SEMPRE STATO: INDIFFERENTE, OPACO, ISTITUZIONALMENTE SORDO” – LA REPLICA DEL “MONALDI”…

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Antonio Di Costanzo per “la Repubblica”

 

patrizia mercolino con il figlio in attesa del trapianto di cuore

Tre milioni di euro per la morte del piccolo Domenico. È il risarcimento che chiede all'ospedale Monaldi di Napoli la famiglia del bimbo a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato. Proposta di «bonario componimento in sede stragiudiziale per cui non c'è niente da vergognarsi», sottolinea l'avvocato Francesco Petruzzi nella lettera aperta, diffusa per denunciare il silenzio dell'ospedale e chiedere l'intervento del governatore Fico.

 

Le parole utilizzate, però, sono dure e accendono un nuovo scontro: «Il comportamento della struttura non è mutato con la morte del piccolo — scrive Petruzzi — è rimasto quello che era sempre stato: indifferente, opaco, istituzionalmente sordo». Il legale di Patrizia e Antonio, i genitori del bimbo, sostiene che il Monaldi non ha risposto a «una proposta di dialogo, non una dichiarazione di guerra. Un invito a sedersi nel rispetto della dignità delle parti, per trovare una soluzione che consentisse alla famiglia di voltare pagina senza dover affrontare anni di contenzioso civile».

 

ospedale monaldi di napoli

Dal vertice dell'ospedale la replica è immediata: «L'azienda ha ricevuto una proposta stragiudiziale il giorno dopo il funerale del piccolo Domenico, espressamente qualificata come riservata, contenente una richiesta risarcitoria di 3 milioni di euro e formulata in termini dichiaratamente non negoziabili — sostiene Anna Iervolino, direttrice dell'Azienda dei Colli — . La vicenda è all'esame della autorità giudiziaria. La valutazione impone approfondimenti tecnico-legali».

 

Ma non è tutto perché nella sua lettera fiume l'avvocato aggiunge che il Monaldi da un lato non risponde alla richiesta di risarcimento ma dall'altro ha «invitato i genitori di Domenico a piantare un albero all'interno del presidio in memoria del loro figlio». Per Petruzzi si tratta di «un'operazione di maquillage. Un tentativo di riabilitare l'immagine pubblica del Monaldi attraverso un gesto di facciata, senza che vi fosse la minima traccia di autentica volontà di farsi carico delle proprie responsabilità».

 

funerale del piccolo domenico

Anche su questo punto è netta la replica di Iervolino: «L'iniziativa è stata apprezzata dalla signora Patrizia e dal signore Antonio che, ancora una volta, hanno riferito di non nutrire sentimenti di rancore verso i medici e gli infermieri, pur chiedendo legittimamente giustizia».

 

Parole che riaccendono il botta e risposta: «Ho cercato il dialogo — controreplica Petruzzi — in tre occasioni documentate, l'azienda non ha risposto. Abbiamo scelto di rendere pubblico il silenzio del Monaldi. È stata l'azienda a violare unilateralmente il vincolo di riservatezza».

 

E a chiusura dell'ennesima giornata ad alta tensione, l'avvocato apre un altro capitolo spinoso: «Ci risulta che nel comitato valutazione sinistri, deputato a vagliare la proposta, figuri uno dei consulenti dei sette medici indagati».

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