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UNA MANO LAVA L'ALTRA - GIULIO DE MEO, FIGLIO DELL’AD DI KERING, LUCA DE MEO, LAVORA PER LA SOCIETÀ “MAJESTAS”, DI FLAVIO BRIATORE. LO STESSO "BULLONAIRE", TRAMITE IL CLUB BEACH “LA ROSE DES VENTS” E LA SCUDERIA DI FORMULA 1 ALPINE, HA APPENA STRETTO DUE ACCORDI MOLTO BEN REMUNERATI CON GUCCI, DI PROPRIETA' DEL GRUPPO KERING: IL BRAND SPONSORIZZERÀ LA SPIAGGIA A MONTECARLO E IL TEAM AUTOMOBILISTICO…
Estratto dell’articolo di Thomas Mackinson per “il Fatto quotidiano”
François-Henri Pinault, patron di Kering, nel Codice Etico del gruppo promette “tolleranza zero” verso favoritismi e conflitti di interesse.
Il regolamento vieta situazioni in cui gli interessi di familiari o persone vicine possano interferire con quelli dell’azienda. Eppure, dietro la vetrina della holding che controlla Gucci, Saint Laurent e Balenciaga, emergono legami personali che continuano a sollevare interrogativi.
[…] Le domande riguardano anche i rapporti con l’universo imprenditoriale di Flavio Briatore. Nel 2025 Giulio De Meo, figlio dell’attuale amministratore delegato Luca De Meo, entra in Majestas, la holding monegasca dell’imprenditore piemontese.
GIULIO DE MEO - FIGLIO DI LUCA
Successivamente Gucci realizza due operazioni di forte visibilità con soggetti riconducibili allo stesso perimetro: la brandizzazione del beach club “La Rose des Vents” e la partnership annunciata che dal 2027 porterà il marchio a diventare Title Partner della scuderia Alpine Formula One Team.
Nei colloqui informali con il gruppo è stato spiegato che Giulio De Meo collaborava già con Majestas attraverso uno stage precedente all’arrivo del padre ai vertici di Kering. Anche in questo caso, però, l’azienda ha evitato di chiarire quali verifiche siano state svolte e se siano stati valutati possibili conflitti di interesse.
Alle domande del Fatto Kering ha risposto con una dichiarazione generica, limitandosi ad affermare che tutte le situazioni citate sono state gestite “nel rispetto dei rigorosi standard di compliance” e che non verranno rilasciati ulteriori commenti. Briatore, contattato per un commento, non ha risposto.
Le questioni sollevate si inseriscono però in un contesto più ampio: “ReconKering”, il piano affidato a Luca De Meo per rilanciare crescita e redditività del gruppo. Quanti posti di lavoro costerà? Quali marchi saranno coinvolti?
Nessuno sembra saperlo. “Non abbiamo mai avuto lettura del piano ReconKering”, spiega Cinzia Maiolini, segretaria nazionale Filctem-Cgil. “Abbiamo scritto direttamente a De Meo chiedendo un confronto, ma non ci è mai stato illustrato”.
Una ricostruzione che contrasta con la dichiarazione di Kering, secondo cui il gruppo avrebbe mantenuto un “dialogo sociale solido e costruttivo” con le organizzazioni sindacali. Finora l’unica ristrutturazione emersa pubblicamente è quella di Alexander McQueen: 54 esuberi.
Secondo fonti a conoscenza del dossier, però, le uscite saranno molte, molte di più. Per i sindacati il nodo principale resta Gucci, il marchio che oggi fatica maggiormente a raggiungere gli obiettivi di redditività. Il gruppo ha già avviato una razionalizzazione della rete commerciale e, secondo la lettura sindacale dei dati disponibili, nel 2025 sarebbero già state chiuse circa cento boutique nel mondo.
È questo il punto che irrita maggiormente i rappresentanti dei lavoratori: mentre il gruppo annuncia partnership globali e nuovi investimenti, nessuno è ancora in grado di spiegare quale sarà il prezzo occupazionale del rilancio. Mentre Kering invoca trasparenza e tolleranza zero verso i conflitti di interesse, sindacati e dipendenti attendono ancora di conoscere il piano che dovrebbe ridisegnare il futuro del gruppo.
FLAVIO BRIATORE
ALPINE GUCCI BRIATORE
ALPINE GUCCI
LUCA DE MEO JOHN ELKANN
FLAVIO BRIATORE - CRAZY PIZZA
Luca De Meo DI RENAULT
lyca de meo 4
LUCA DE MEO
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