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SI METTE SEMPRE PEGGIO PER ANDREA SEMPIO - LA MADRE DEL 38ENNE, INTERCETTATA AL TELEFONO, DISSE A SUO MARITO: “È COLPA MIA, GLI HO DETTO IO DI TENERE LO SCONTRINO”. GIUSEPPE SEMPIO RISPOSE: “IL RAGAZZO ERA A CASA E LO SAI ANCHE TU. SE LEI L’HANNO AMMAZZATA A QUELL’ORARIO LÌ, LUI ERA A CASA” – IL RIFERIMENTO È ALLO SCONTRINO DEL PARCHEGGIO DI VIGEVANO, RISALENTE ALLA MATTINA DEL DELITTO, CHE ANDREA SEMPIO HA FORNITO COME PROVA DEL SUO ALIBI – SECONDO L'ACCUSA, A ESSERE ANDATA A VIGEVANO SAREBBE STATA SUA MAMMA, CHE QUEL GIORNO HA INCONTRATO LÌ IL SUO AMANTE. SE CIO' VENISSE CONFERMATO, CROLLEREBBE L'ALIBI DEL 38ENNE. INOLTRE, IL TELEFONO DI ANDREA ERA RIMASTO AGGANCIATO ALLE CELLE DI GARLASCO – UN ANNO FA, DOPO LA NOTIFICA SULLA NUOVA INDAGINE, SEMPIO, INTERCETTATO, DICEVA: “STAVOLTA DEVO DIRE CHE SONO UN PO’ PREOCCUPATINO. COME VA? UN PO' DI CACCA...”
Estratto dell'articolo di Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio per www.corriere.it
GIUSEPPE SEMPIO DANIELA FERRARI
«Ti dico... io... come va... un po’ di cacca». Andrea Sempio è ancora una volta solo nell’abitacolo della sua auto quando l'«ambientale» lo intercetta. «Stavolta devo dire che sono un po’ preoccupatino».
È il 28 febbraio d’un anno fa. Il giorno successivo alla notifica sulla nuova indagine sul delitto di Garlasco che lo vede indagato. Gli investigatori appuntano: «Non si comprende se stia parlando da solo o stia mandando un messaggio vocale».
È uno dei tanti soliloqui di Sempio. «Raccolti» sempre mentre il 38enne commesso è nella sua auto. E di cui ieri sono circolati i primi file audio: il suono è debole e molto disturbato perché bisbiglia durante la guida. Da quello sulle «tre chiamate» e del video «dentro alla penna», a quello in cui fa riferimento al «sangue». Alle parole che sembrano indicare l’orario in cui si presentò a casa Poggi, «alle nove e mezza».
Daniela Ferrari la madre di andrea sempio
Fino a quello in cui ammette d’essere «preoccupatino» per la novità. In quest’ultimo caso, quando parla, la nuova inchiesta è ai primi passi. [...]
Gli accertamenti degli investigatori hanno verificato però che Sempio non agganciò mai la cella telefonica del comune pavese. I tabulati hanno anche restituito alcuni messaggi nelle ore precedenti tra la madre dell’indagato e un pompiere in servizio a Vigevano.
Contatti che in genere precedevano un incontro. Come conferma l’uomo, sentito dai carabinieri. «Ci vedevamo al mattino, tra le 9.30 e le 10. Rimanevamo insieme per circa un’ora. Ci accordavamo telefonicamente, solo messaggi». Quando Daniela Ferrari viene sentita dai carabinieri al nome del pompiere ha un mancamento.
secondo scontrino del parcheggio di vigevano a casa della famiglia di andrea sempio
Anche il padre sembra ricondurre il ticket alla donna: «Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu», lo si sente dire intercettato. E quando la moglie scoppia a piangere («È colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino»), taglia corto: «Il ragazzo era a casa e lo sai anche tu (...) perché se lei l’hanno ammazzata a quell’orario lì, lui era a casa».
Se la madre era a Vigevano in auto, Sempio non poteva essere fuori Garlasco, dato che la famiglia aveva una sola macchina. In un biglietto sequestrato, sempre il padre appuntava: «Mio figlio era a piedi xche non ho/ha bicicletta nera 1 bianca da donna».
Mette a verbale Sempio nel 2017: «Quando sono tornato a Garlasco verso le 11 sono andato da mia nonna e sono rimasto lì più o meno fino all’ora di pranzo, poi sono tornato a casa per pranzare e poi, verso le 13.30 siamo tornati con mio padre da mia nonna».
Testimonianza che riprende le parole della nonna, ascoltata dai carabinieri nel 2008 che non aveva però chiarito se il nipote era arrivato «a piedi o in auto». La doppia visita per gli investigatori sarebbe comunque un’anomalia rispetto alle abitudini.
C’è un altro aspetto che per l’accusa non torna nella ricostruzione dell’indagato di quella mattina. Sono le modalità con cui venne a sapere del delitto. All’epoca mise a verbale di essere passato in auto col padre, di ritorno dalla nonna, e di aver «notato la presenza di un’ambulanza e di diverse persone».
Per gli investigatori, è una versione «palesemente inverosimile». Via Pascoli non era lungo il tragitto. E non è possibile dal tratto di via Pavia percorso da Sempio, «considerata la distanza», vedere il capannello di persone all’incrocio. Per gli inquirenti, quindi, quel suo passaggio davanti alla villetta non fu casuale.
LE PROVE CHE INCHIODEREBBERO ANDREA SEMPIO - 1
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CHIARA POGGI
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DELITTO DI GARLASCO - SCENA DEL CRIMINE DELL OMICIDIO DI CHIARA POGGI
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TELEFONO INSANGUINATO - DELITTO DI GARLASCO
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Giuseppe Sempio
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