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SPINELLO NEL FIANCO - IL TAR DELLA LIGURIA ORDINA LA RESTITUZIONE DEI GRADI A UN VICEBRIGADIERE DELLA GUARDIA DI FINANZA PUNITO PER AVER COMPRATO QUALCHE GRAMMI DI HASHISH: "È UNA SANZIONE SPROPORZIONATA" - AL FINANZIERE ERA STATA RESPINTA, PROPRIO PER QUESTO EPISODIO, LA DOMANDA DI PENSIONAMENTO CHE GIÀ ERA STATA ACCOLTA DALL’INPS...

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Estratto dell'articolo di Marco Preve https://genova.repubblica.it/

 

 

HASHISH

Essere degradato per uno spinello è una punizione esagerata: restituite i galloni da vicebrigadiere al finanziere. E’ questo, in estrema sintesi, il succo di una sentenza del Tar Liguria. Al tribunale amministrativo si era rivolto un sottufficiale della Guardia di Finanza in servizio nel capoluogo ligure.

 

Nel novembre del 2024 «durante lo svolgimento di controlli da parte di una pattuglia della Questura di Savona, il vicebrigadiere (in borghese, ndr) è stato fermato per aver acquistato sostanze stupefacenti da un altro soggetto. In particolare, in seguito a una perquisizione, è stato trovato in possesso di 2,76 grammi di hashish, che ha consegnato spontaneamente alle autorità, dichiarandone la detenzione per uso personale». [...]

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Come previsto dalla legge era stato oggetto di un procedimento in prefettura conclusosi con l’invito a non fare più uso di stupefacenti, anche leggeri come l’hashish. Poi, però, era iniziato il procedimento disciplinare interno in cui gli era stato contestato «una grave illecito disciplinare» che si era concluso con la perdita del grado.

 

Nel ricorso, il finanziere – assistito dagli avvocati Luca Barbero ed Elena Avolio - sottolinea che la sanzione gli è stata irrogata «tenendo conto unicamente dell’esito positivo delle analisi tossicologiche urinarie per assunzione di cannabinoidi, senza considerare, invece, l’esito negativo del test tossicologico su base cheratinica (analisi del capello);

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l’erroneità del contenuto delle ammissioni in sede di audizione, come riportato nel provvedimento; l’assenza di nocumento all’immagine del Corpo; l’erroneità dell’affermazione della carenza di qualità morali e di carattere; l’insussistenza della violazione del giuramento di fedeltà; il carattere sproporzionato della sanzione rispetto alle caratteristiche del fatto addebitato».

 

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Inoltre al finanziere è stata respinta, proprio per questo episodio, la domanda di pensionamento che già era stata accolta dall’Inps. In sentenza il Tar ha ricordato che nei casi di detenzione e assunzione di droghe da parte di membri delle forze dell’ordine « l’Amministrazione esercita un potere altamente discrezionale, con il quale apprezza la gravità dei fatti occorsi e, in applicazione dei principi di proporzionalità e gradualità, stabilisce la sanzione disciplinare che ritiene conforme».

 

E i giudici hanno poi concluso ritenendo che seppur sia normale prevedere una sanzione per un militare che assume stupefacenti «la misura sanzionatoria della rimozione per perdita del grado irrogata nei confronti del ricorrente sia illegittima in quanto sproporzionata rispetto ai connotati del fatto addebitato».

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