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LE FEMMINISTE ROMPONO IL CAZZO PURE SULLO SPORT LAMENTANDO CHE LE ATLETE SONO PENALIZZATE DALLA SCARSA ATTENZIONE DELLA RAI – ANTONELLA BELLUTTI, CAMPIONESSA OLIMPICA E GIA' CANDIDATA ALLA PRESIDENZA DEL CONI, SUL "DOMANI" EVOCA IL "FALLIMENTO CULTURALE" VISTO CHE LA PRESENZA FEMMINILE NELLA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA DEL SERVIZIO PUBBLICO È FERMA AL 17% E CIANCIA DELL'ESIGENZA DI CREARE "UN IMMAGINARIO ALTERNATIVO A QUELLO MASCHIOCENTRICO" - MA LA RAI NON FA VEDERE LA FINALE DEGLI INTERNAZIONALI CON SINNER, E DOVREBBE RIFILARCI UNA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA PER PROMUOVERE LE ATLETE DONNE? SULLA BASE DI COSA? LO SPORT E' MERITOCRATICO ANCHE NELL'INTERESSE CHE SUSCITA...
Estratto dell’articolo di Antonella Bellutti per “Domani”
C’è uno sport che non vediamo più e ce n’è un altro, quello delle donne, che in realtà non abbiamo mai veramente visto. È il paradosso nell’italiana eccellenza dello sport mondiale, come la dirigenza nazionale ama definire i risultati dell’élite agonistica azzurra. Lo sport non è più un linguaggio comune, bensì un lusso da pagare a rate mensili. […]
Potrebbe infatti essere necessario passare da un fornitore all’altro anche per seguire i maggiori eventi di una stessa disciplina nel corso della medesima stagione. Ad esempio, mentre il paese eleva Jannik Sinner a simbolo di identità nazionale, la maggior parte dei cittadini quel simbolo non ha potuto vederlo giocare la finale del Masters 1000 di Madrid, disponibile solo in abbonamento pay tv.
Per gli Internazionali di Roma, torneo di casa, le pay tv hanno fatto un’eccezione, con le partite degli italiani e la finale trasmessa in chiaro da Tv8.
IL TEMA DEI DIRITTI TV
Ma così è: i diritti tv degli Internazionali d’Italia appartengono in esclusiva a Sky fino al 2028. Finché il contratto non scadrà, non si potrà pretendere la trasmissione gratuita dell'evento per intero, mentre la nuova legge sugli «eventi di particolare rilevanza per la società», che riconosce ai cittadini il diritto di vedere in chiaro semifinali e finali quando coinvolgono atleti azzurri, è sospesa fino allo scadere dei contratti in essere.
[…] Il canale in chiaro del gruppo Sky si inserisce talvolta nel vuoto normativo: è l’unica finestra gratuita possibile, ma mai certa. Un modello di gestione della visibilità dello sport penalizzante per il pubblico che non ha disponibilità economica, per tutto lo sport che non appartiene ai grandi circuiti professionistici e soprattutto per le atlete: sì, le atlete sono penalizzate due volte.
IMMAGINARIO AMPUTATO
Il recente report quinquennale di monitoraggio Rai sulla rappresentazione femminile è, in questo senso, un documento politicamente dirompente. Al di là dei numeri tecnici, funge da cartina al tornasole di un fallimento culturale: la televisione pubblica, che per contratto di servizio dovrebbe essere il motore della coesione sociale e dell’inclusione, continua a proporre un immaginario amputato.
L’analisi dei dati Rai è impietosa. Nonostante gli sforzi formali, la presenza femminile nella programmazione sportiva del servizio pubblico è ferma a un desolante 17 per cento. […] Se lo sport di alto livello si sposta dietro il muro del pagamento e la tv pubblica non riesce (o non vuole) narrare lo sport femminile con la stessa dignità e autorevolezza, il risultato è l’inesistenza: ciò che non si vede, non ha importanza.
[…] La Rai, per decenni, ha permesso a un paese intero di guardare lo sport e lasciarsi ispirare. Salvo poi, quando il tema dell’inclusione e della parità di genere avrebbero dovuto accentuare il ruolo della tv pubblica, assistere alla migrazione progressiva verso le pay tv: non un processo naturale, ma il frutto di precise strategie di lobbying che hanno privilegiato la redditività delle imprese a scapito dell’interesse generale.
Così lo sport femminile è stato tradito due volte: dalla barriera del pagamento che agisce come filtro di classe […] e dalla negligenza del servizio pubblico che le esclude sia in qualità di atlete che di esperte.
[…] Lo sport è un volano di interiorizzazione dei valori democratici e di consapevolezza su temi cruciali come la parità di genere, la salute fisica, mentale. Rinunciare a una rappresentazione femminile autorevole e accessibile significa rinunciare a un pezzo di progresso.
Ciò che non vediamo ci costa molto più di quanto paghiamo in diritti tv: ci costa la normalizzazione di una società in cui metà della popolazione è relegata fuori dal campo dell’inquadratura. Se vogliamo che lo sport torni a essere un fattore di coesione sociale e non un acceleratore di disuguaglianze, dobbiamo ripartire da qui: dal diritto di tutti di vedere e dal dovere del servizio pubblico di mostrare il paese nella sua interezza, senza esclusioni di genere o di censo.
LE RESPONSABILITÀ
Certo, la Rai non può trasmettere ciò che non possiede ma può fare molto altro. E soprattutto ha il dovere di farlo. Perché è un servizio pubblico finanziato dal canone e regolato da un Contratto di servizio che le assegna compiti culturali, educativi e sociali.
Perciò pretendere che la Rai mostri il paese nella sua interezza significa chiederle semplicemente di svolgere la sua missione, investendo nello sport femminile, acquistando i diritti di campionati femminili oggi sottovalutati e sottopagati, producendo documentari, approfondimenti, rubriche, dando continuità narrativa alle atlete (non solo visibilità episodica e stereotipata in modelli di ruolo vedi la mamma campionessa o le atlete sex symbol) costruendo un immaginario alternativo a quello maschiocentrico.
Ecco cosa ci aspetteremmo dalla Rai, dai suoi tre canali generalisti, le decine di testate, le radio, le piattaforme digitali: che raccontasse lo sport femminile con la stessa dignità del maschile, desse spazio a esperte, tecniche, commentatrici, costruisse un linguaggio che non sia ancillare o paternalista, che facesse cultura sportiva, non solo intrattenimento.
La Rai non è neutrale, è un attore istituzionale, e il punto non è “rubare” i diritti a Sky: quello può essere un obiettivo, ma non deve farci dimenticare che lo sport femminile non è dietro un paywall, è dietro un muro culturale. […]
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