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Paolo Mastrolilli per La Stampa
"Per favore, mandateci le vostre preghiere". La tragedia di Moore, Oklahoma, si misura in queste parole della portavoce del sindaco: dopo aver visto i morti, i bambini portati via dal vento, la scuola distrutta, le case e le fattorie abbattute, le auto spazzate dalle strade, non ha avuto neppure la forza di chiedere aiuto. Ha domandato solo preghiere. Per gli oltre cinquanta morti, di cui almeno venti sono bambini, nella speranza che i ventiquattro ancora dispersi non abbiano subito la stessa sorte.
Un rumore tremendo
Il tornado ha toccato terra lunedì alle 2 e 56 minuti del pomeriggio. Era largo un paio di chilometri, spinto da venti che viaggiavano ad almeno 200 miglia orarie. Categoria 4, sulla scala Enhanced Fujita: solo un grado sotto il massimo possibile. Faceva un rumore tremendo, come quello di un terremoto o l'eruzione di un vulcano. Tutto intorno volava, e sulla terra dove passava si apriva un enorme fossato marrone e grigio. I meteorologi avevano avvertito del pericolo, ma nessuno poteva sapere quanto sarebbe stato potente e dove avrebbe colpito con precisione.
Tutti in strada
Moore, un sobborgo molto popolato di Oklahoma City, si è trovato subito sulla sua strada. Colpo diretto, fortissimo. Il tornado ha viaggiato per venti miglia, radendo al suolo tutto quello che incontrava: villette a schiera dove abitavano le famiglie del posto, pali della luce, strade, e soprattutto la Towers Elementary School, dove decine di bambini stavano terminando la giornata di scuola. Non è rimasto in piedi nulla.
In questi casi si dice che è stato come un bombardamento, la zona colpita pare un teatro di guerra. Però è anche peggio, se possibile, perché quando la natura si abbatte sugli uomini con questa forza cieca non c'è neanche la speranza di poter cambiare le cose, di evitare che si ripetano. Proprio Moore, infatti, era stata colpita da un altro mostro così nel maggio del 1999, che aveva raggiunto 302 miglia orarie.
L'inferno dei bimbi
Appena il vortice è passato, la devastazione è apparsa subito chiara in tutta la sua terribile realtà . I soccorsi sono partiti quando hanno potuto, nella maggior parte dei casi per constatare che non c'era più nulla da fare. L'attenzione si è concentrata subito sulla scuola, dove pompieri e volontari hanno iniziato a scavare con le mani tra i detriti. Alle prime luci dell'alba il bilancio parlava di almeno venti bambini morti, ma altri mancavano all'appello. Un pompiere si è avvicinato al padre di un bambino di nove anni, che cercava disperatamente qualche notizia: lo ha abbracciato, lo ha stretto, gli ha detto che doveva prepararsi all'idea che suo figlio non verrà mai ritrovato.
La regione maledetta
"Interi quartieri rasi al suolo, spazzati via". Così ha descritto la scena il sergente Gary Knight della polizia di Oklahoma City. L'Integris Southwest Medical Center, il Deaconess Hospital, tutti gli ospedali della zona che potevano essere raggiunti in fretta hanno cominciato a vedere una processione di ambulanze. I feriti sono oltre cento, e molti in condizioni gravi. Il governatore dello stato, Mary Fallin, ha mobilitato la Guarda Nazionale per portare aiuto, e il presidente Obama ha offerto il sostegno del governo federale, l'intervento dell'agenzia per la protezione civile Fema, e purtroppo le condoglianze del paese.
Non è la prima volta, per questa regione. Moore è stata colpita da quattro tornado, soltanto dal 1998 ad oggi. Il più sanguinoso di tutti, però, si era abbattuto su Joplin, Mississippi. Era il 22 maggio del 2011, morirono 158 persone. E oggi, quando il sole tornerà a scaldare l'aria, si tornerà a tremare e pregare in questa terra.
tornado ad oklaoma city
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