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TRUMP IN UN VICOLO STRETTO – TUTTI I MOTIVI DIETRO ALLO STALLO DELLE NEGOZIAZIONI DI TREGUA TRA IRAN E USA – WASHINGTON RESTA FERMA SU "ZERO ARRICCHIMENTO" DELL’URANIO E LO SMANTELLAMENTO COMPLETO DEL PROGRAMMA NUCLEARE DELLA REPUBBLICA ISLAMICA, MA TEHERAN NON ARRETRA, FORTE DEL CONTROLLO SULLO STETTO DI HORMUZ, ATTRAVERSO IL QUALE PASSA UNA GROSSA FETTA DEL PETROLIO MONDIALE: PIÙ PASSA IL TEMPO, PIÙ AUMENTA IL VALORE NEGOZIALE DEL REGIME – LE DIVISIONI ALL’INTERNO DELLA LEADERSHIP IRANIANA, CHE…
Estratto dell’articolo di Alessia Melcangi per "la Stampa"
DONALD TRUMP - GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO
Dopo il mancato incontro della scorsa settimana e l'estensione della tregua trumpiana sine die (ma senza esagerare), a passi lenti e incerti sembra avvicinarsi la tanto attesa trattativa di pace tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti. Nel frattempo, il rischio di un riaccendersi del conflitto torna puntuale a occupare lo spazio lasciato vuoto dalla diplomazia.
[…] Linee rosse, leve strategiche, fratture interne: ogni elemento che dovrebbe rendere possibile il negoziato finisce per restringerlo. Sul tavolo restano le stesse carte di sempre: nucleare, sanzioni, sicurezza regionale. Ma è il tavolo stesso, intanto, a spostarsi continuamente: da Teheran a Islamabad, da Hormuz a Beirut. […]
I COLLOQUI DI DONALD TRUMP CON L IRAN - VIGNETTA
Oggi non si tratta più di capire cosa si può ottenere. Si tratta di capire cosa si può perdere. Il nodo nucleare resta il cuore del negoziato. Washington chiede zero arricchimento e lo smantellamento completo del programma. Teheran richiama l'Articolo IV del Trattato di Non Proliferazione (Tnp, a cui aderisce dal 1970) e rivendica il diritto all'uso civile dell'energia nucleare. Il divario è netto: gli Stati Uniti propongono uno stop di vent'anni, l'Iran lo riduce drasticamente.
Ma il punto non è solo il calendario. È il contesto. Israele è generalmente ritenuto in possesso di un arsenale nucleare, pur mantenendo una politica di opacità e restando fuori dal Tnp. L'analista Jeffrey Lewis, esperto di non proliferazione al Middlebury Institute, l'ha definita implausible deniability: un'ambiguità formalmente sostenuta ma difficilmente credibile.
Per Teheran, il problema […] è politico. Accettare limitazioni profonde in un contesto percepito come asimmetrico sarebbe difficilmente sostenibile sul piano interno. È qui che il negoziato si blocca.
TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA BY NATANGELO
Se il nucleare è il nodo storico, lo Stretto di Hormuz è la vera novità strategica. La sua chiusura dopo l'escalation militare ha trasformato una vulnerabilità geografica in una leva negoziale. Attraverso quello stretto passa una quota decisiva del petrolio e del gas globale. Bloccarlo – o controllarne selettivamente l'accesso – significa incidere direttamente sull'economia mondiale. Teheran ha già cominciato a usarlo in modo politico: aperture mirate, corridoi privilegiati, autorizzazioni differenziate. Non è un embargo totale. È un controllo calibrato.
[…] Più lo stretto resta instabile, più aumenta il valore negoziale dell'Iran. La questione, quindi, non è più soltanto la necessaria riapertura ma accettare che Teheran, ormai, non rinuncerà più a questo asset strategico. Se il nucleare è oggetto di trattativa, il programma missilistico non lo è.
Per Teheran rappresenta l'ultima garanzia di sicurezza dopo gli attacchi subiti alle proprie infrastrutture strategiche. Rinunciarvi significherebbe esporsi completamente. […]
IRAN - URANIO ARRICCHITO - BOMBE E NUCLEARE
A conti fatti, dunque, cosa può offrire davvero la Repubblica islamica per raggiungere un accordo? La piattaforma negoziale iraniana dovrebbe non cambiare nella sostanza: revoca delle sanzioni, sblocco dei beni congelati, garanzie giuridiche sulla tenuta di un eventuale accordo, fine delle ostilità.
Sul piano operativo: un arricchimento limitato e monitorato, una gestione controllata dell'uranio ad alto livello, una riapertura negoziata di Hormuz. I due nodi non negoziabili restano il controllo dello stretto e il diritto all'arricchimento. Tutto il resto diventa moneta di scambio.
[…] Israele rappresenta una variabile autonoma, capace di alterare costantemente il contesto. Operazioni militari, dichiarazioni politiche e pressione sul fronte libanese restringono lo spazio di manovra iraniano. Più aumenta la tensione regionale, più si rafforzano i settori più radicali del sistema.
E più il compromesso diventa difficile. E qui rientra l'altra variabile, tutta interna all'Iran. Il sistema decisionale appare frammentato, le catene di comando indebolite. Chi oggi tratta e tenta aperture si trova esposto al fuoco incrociato delle nuove linee dei Pasdaran: duri, puri, inamovibili nella loro avversione agli Stati Uniti. Le dinamiche interne possono ancora cambiare tutto. O far saltare tutto. […]
stati uniti iran - colloqui nucleare
pete hegseth e donald trump - guerra all iran
donald trump - stretto doi hormuz
donald trump - stretto di hormuz
DONALD TRUMP - PETROLIO
REGIME CHANGE - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI
donald trump - stretto doi hormuz
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
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