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DI MALI IN PEGGIO - A VITERBO UN CITTADINO DEL MALI SI OFFRIVA COME SOSIA PER SOSTENERE L'ESAME DELLA PATENTE TEORICO AL POSTO DI ALTRE PERSONE - L'UOMO ERA A CAPO DI UNA BANDA COMPOSTA DA 23 STRANIERI CHE, COME LUI, CHIEDEVANO SOLDI IN CAMBIO PER FARE IL TEST A DEI CANDIDATI "CIUCCI" CHE NON RIUSCIVANO A ESSERE PROMOSSI - LA BANDA SFRUTTAVA LA SOMIGLIANZA FISICA PER FREGARE GLI ADDETTI DELLA MOTORIZZAZIONE, ANCHE GRAZIE A...
(ANSA) - ROMA, 18 LUG - La polizia stradale del compartimento Trentino-Alto Adige e Belluno ha individuato e denunciato un uomo originario del Mali residente a Viterbo, che di professione faceva il "sosia" per far ottenere la patente di guida ad altre persone.
L'uomo, denunciato insieme ad altri 23 cittadini stranieri per i reati di sostituzione di persona e falsità ideologica, è stato individuato nell'ambito dell'operazione "Twin Brothers", che ha consentito alla polizia di portare alla luce un ingegnoso sistema che permetteva a persone che non ne avevano fatto l'esame di conseguire la patente di guida.
In questo caso l'attore protagonista del raggiro era proprio il soggetto fermato a Viterbo, che si presentava agli esami teorici al posto dei veri candidati, sfruttando una somiglianza fisica, spesso accentuata da acconciature e abbigliamento identici a quelli dei titolari. La scarsa qualità delle fotografie sui documenti e la difficoltà di verifica immediata facilitavano il raggiro. La polizia durante le indagini ha scoperto che questo individuo, già conosciuto alle forze dell'ordine per reati simili, aveva agito in diversi uffici patenti di varie regioni italiane.
La rete è stata scoperta da una denuncia di smarrimento di una patente di guida, presentata da un cittadino del Mali domiciliato in Alto Adige. La patente, rilasciata pochi mesi prima da un ufficio del Lazio, ha insospettito gli agenti della stradale che hanno deciso di approfondire, e analizzando la documentazione relativa al rilascio originale si sono accorti che la foto seppur somigliante non ritraeva l'intestatario del documento.
Da questo sono risaliti all'uomo residente a Viterbo, e da una perquisizione del suo domicilio sono stati individuati altri 21 soggetti coinvolti a vario titolo nella truffa. Le patenti "false" rintracciate sono state ritirate e gli intestatari denunciati. Ora le indagini continuano per trovare i procacciatori di clienti della banda.
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