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VOLETE SALVARE L'AMBIENTE? SPEGNETE INTERNET - MARINO NIOLA: "LA RETE SARÀ PURE UNO SPAZIO VIRTUALE MA L'INQUINAMENTO CHE PRODUCE È REALE. OTTO MAIL EMETTONO TANTA ANIDRIDE CARBONICA QUANTO QUELLA DI UN'AUTO CHE PERCORRE UN CHILOMETRO. E IL TRAFFICO DI POSTA ELETTRONICA DI UN'AZIENDA CON 100 DIPENDENTI CHE INVIANO IN MEDIA 33 MAIL AL GIORNO PER 220 GIORNI ALL'ANNO PRODUCE CIRCA 13,6 TONNELLATE DI ANIDRIDE CARBONICA, COME 13 VIAGGI ANDATA E RITORNO DA PARIGI A NEW YORK. SENZA PARLARE DEGLI SMARTPHONE…"
Marino Niola per "il Venerdì - la Repubblica"
Ogni volta che facciamo una passeggiata provochiamo la morte di migliaia di insetti. Lo diceva Goethe per sottolineare come ogni gesto, anche il più innocente ha un impatto sull'ambiente. E al suo tempo non c'erano ancora l'elettricità, il motore a scoppio, aerei e tutto quello che oggi rende la nostra esistenza maledettamente comoda e il nostro pianeta maledettamente sporco.
Certo oggi abbiamo fatto molti passi avanti, sprechiamo meno carta, lavoriamo in smart working risparmiando ore di spostamenti e di emissioni, andiamo in bici, compriamo auto ibride ed elettriche. E soprattutto passiamo parte della nostra giornata in rete. Immateriale uguale pulito, l'equazione sembra indiscutibile. E invece no. Siamo comunque dei sozzoni, ancorché digitali. Perché la rete sarà pure uno spazio virtuale ma l'inquinamento che produce è reale.
Lo dicono le cifre della francese Ademe, l'Agence de la transition écologique. Otto mail emettono tanta anidride carbonica quanto quella di un'auto che percorre un chilometro. E il traffico di posta elettronica di un'azienda con 100 dipendenti che inviano in media 33 mail al giorno per 220 giorni all'anno produce circa 13,6 tonnellate di anidride carbonica, come 13 viaggi andata e ritorno da Parigi a New York.
Senza parlare degli smartphone: vanno ricaricati continuamente, consumano elettricità, durano poco e non si riciclano se non in percentuali quasi irrilevanti. Se nel 2007 i nostri device producevano l'1 per cento delle emissioni globali, prima del 2040 saremo intorno al 15.
Se poi mettiamo sul piatto della bilancia i miliardi di whatsapp, i collegamenti Skype, Zoom e simili, gli tsunami di immagini che ingorgano i social, i film in alta risoluzione, i video, ci rendiamo conto che Goethe aveva visto lontano. Un'ora di webinar costa mille grammi di anidride carbonica e consuma 12 litri d'acqua. Che, in posti come l'Africa, è peggio della morte di un po' di formiche.
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