jose luis rodriguez zapatero

“ZAPATERO ERA A CAPO DI UNA STRUTTURA STABILE E GERARCHICA DI TRAFFICO DI INFLUENZE” – SECONDO IL GIUDICE CHE HA INDAGATO L’EX PREMIER SPAGNOLO PER UN PRESUNTO RICICLAGGIO DI 53 MILIONI DI EURO DI FONDI PUBBLICI, ZAPATERO “AVREBBE POSTO I SUOI CONTATTI PERSONALI E LE SUE CAPACITÀ DI ACCESSO AD ALTI DIRIGENTI DELL'AMMINISTRAZIONE AL SERVIZIO DI TERZI INTERESSATI AD OTTENERE DECISIONI FAVOREVOLI” – AL CENTRO DELL’INCHIESTA CI SONO I FONDI PUBBLICI STANZIATI DAL GOVERNO DI MADRID DOPO LA PANDEMIA DI COVID PER SALVARE LA COMPAGNIA AEREA “PLUS ULTRA”…

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Jose Luis Rodriguez Zapatero

(ANSA) - MADRID, 19 MAG - Il giudice istruttore dell'Audiencia Nacional, José Luis Calama, che ha citato José Luis Rodriguez Zapatero a rendere dichiarazioni il prossimo 2 giugno, sospetta che l'ex premier socialista sia il presunto leader di "una struttura stabile e gerarchica di traffico di influenze", finalizzata "all'ottenimento di vantaggi economici attraverso l'intermediazione e l'influenza su decisioni della pubblica amministrazione in favore di terzi, principalmente Plus Ultra", la compagnia aerea il cui salvataggio, durante la pandemia del Covid-19, è al centro dell'inchiesta.     

 

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Stando all'ordinanza, citata dai media iberici, fra cui radio Cadena Ser, tale struttura avrebbe "utilizzato canali finanziari opachi" per "occultare l'origine e la destinazione dei fondi" e ottenere presunte tangenti.   

 

L'inchiesta avrebbe constatato che l'ex presidente del governo "avrebbe posto i suoi contatti personali e le sue capacità di accesso ad alti dirigenti dell'Amministrazione al servizio di terzi interessati ad ottenere decisioni favorevoli".  

 

L'influenza che avrebbe esercitato Zapatero sarebbe stata diretta ad ottenere l'approvazione e l'assegnazione degli aiuti pubblici richiesti dalla compagnia Plus Ultra nel quadro del Fondo di Appoggio alla solvenza.  

 

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La compagnia, la cui sede principale è a Madrid, anche se i principali azionisti sono uomini d'affari venezuelani, ricevette nel marzo 2021 circa 53 milioni di aiuti pubblici come prestito di emergenza, concesso dal governo presieduto da Pedro Sanchez.  

 

L'ex presidente del governo socialista ha sempre negato di aver partecipato in maniera diretta o indiretta al salvataggio della compagnia.

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