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    "FONSECA? DOPO ESSERSI FATTA DIRE NO DA TUTTI, FINALMENTE LA ROMA NE HA TROVATO UNO” – ETTORE VIOLA, EX DIRIGENTE E FIGLIO DEL PRESIDENTE DEL SECONDO SCUDETTO GIALLOROSSO, SCATENATO SU PALLOTTA (“MIO PADRE ERA ESAGERATAMENTE PRESENTE, MA E' COSI' CHE SI VINCE. LUI INVECE…”), IL NUOVO STADIO (“FATICO A PENSARE CHE DIANO L’OK DEFINITIVO PER TOR DI VALLE”) - IL MESSAGGIO A TOTTI: “HA SENSO CHE RESTI SOLO SE..."


     
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    Luciano Di Bacco per Dagospia

    Francesco Persili per Dagospia

     

     

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    “Se uno continua a gestire la società attraverso manager che non capiscono molto di calcio e chi potrebbe aiutarli viene emarginato, la Roma è destinata ad andare sempre peggio”.

     

    Ettore Viola, ex dirigente e figlio del presidente che ha portato i giallorossi al secondo scudetto e alla finale di Coppa dei Campioni, affronta con Dagospia la questione Roma: “Con mio padre tutto quello che è accaduto negli ultimi tempi a Trigoria, non sarebbe mai successo. Dino Viola era esageratamente presente, seguiva gli allenamenti, le partite allo stadio sia in casa che in trasferta. Una volta giornalisti e fotografi si fermarono a vedere Liedholm tirare in porta. S’era fatto tardi e il 'Barone' era ancora lì a calciare. Mio padre pensò che l’unico modo per mandare tutti a casa fosse quello di spegnere le luci, e così nacque la leggenda di Dino Viola che spegneva anche la luce a Trigoria. Battute a parte, lui c’era sempre, andava in ospedale, assisteva alle operazioni, aveva un rapporto con tutti i calciatori di massima disponibilità. Ma è così che si vince qualcosa”.

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    Ettore Viola stronca il ceo Fienga (“Magari è un manager eccellente ma il calcio è un’altra cosa”) e sferza Totti: “Decida cosa fare. Se gli danno un ruolo operativo ha senso che resti, se invece continua ad essere usato come testimonial mi sembra per lui tempo sprecato”. La scelta di Fonseca? “A forza di sentirsi dire no da tutti, finalmente ne hanno trovato uno…L’aspetto è di una persona simpatica e disponibile ma io avrei puntato sul profilo di un allenatore che conosce il campionato italiano. Per Fonseca ci vorrà un anno di rodaggio. Ma la Roma di rodaggi ne ha fatti fin troppi…”.

     

    La questione stadio si intreccia con il futuro del club: “Se Pallotta si rendesse conto che le problematiche del nuovo impianto a Tor di Valle sono tali che il suo progetto non può andare avanti, forse potrebbe decidere di lasciare a qualcun altro”.

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    Ettore Viola ricorda i tentativi del padre di dotare la Roma di uno stadio di proprietà. “Ci ha provato 3 volte con 3 sindaci diversi e non ci è riuscito. Ha sempre detto che probabilmente con Luigi Petroselli sarebbe riuscito a farlo ma poi il sindaco è morto e non è stato possibile. Eravamo in piena prima Repubblica, Dino Viola era diventato sempre più importante e andava bloccato. Se non l’hanno fatto fare a lui, che non era costruttore, su un terreno non di sua proprietà, faccio fatica a pensare che diano l’ok definitivo a Pallotta per Tor di Valle che obiettivamente non mi sembra il posto migliore per costruire uno stadio. Se ce la dovesse fare, che Dio li benedica, ma non mi sembra che al momento ci siano i presupposti…”

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