CAFONALINO - MARRAZZO SI PRESENTA, BRILLANTINATO E FIGLIE AL SEGUITO, ALLA FESTA DELL’IDV - LA COMPARSATA PRELUDIO AD UNA SCAPPATELLA (POLITICA) CON DI PIETRO? (TONINO SMENTISCE MA LA BASE MUGUGNA) - L’EX GOVERNATORE umile: “NON CERCO INCARICHI, HO PAGATO TROPPO” MA L’OSTILITÀ DEL PUBBLICO È TALE CHE DEVE INTERVENIRE STORACE (“SE ANDIAMO AVANTI COSì MI ALZO E ME NE VADO”)…

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Alessandro Ferrucci per "il Fatto quotidiano"
Umberto Pizzi da Zagarolo

Cravatta rossa ben accollata. Camicia a righe, la sua preferita. Niente barba lunga come ultimamente qualcuno lo aveva immortalato, o faccia smunta. Piero Marrazzo per il ritorno sulla scena politica dopo due anni dallo scandalo che l'ha investito sceglie la festa dell'Idv di Roma e sfoggia l'apparenza del miglior passato: rasato, un po' di brillantina nei capelli, testa alta.

Si sente talmente sicuro da spiazzare l'organizzazione: rifiuta l'entrata dal retropalco e decide di percorrere l'intera platea. Un disastro. Lo circondano giornalisti, fotografi, curiosi ed Enrico Lucci delle Iene che lo assale con la domanda: "Può un presidente andare a prostitute con l'auto blu?". Lui tenta una risposta, prende tempo, rivendica le sue dimissioni, prova ad andare avanti. Poi si difende: "Con i problemi morali ognuno fa i conti con se stesso. Ho riflettuto molto in questo periodo".

Niente da fare. Il caos. Spintoni, urla, gente schiacciata sulle transenne, gli occhi di Marrazzo persi nel vuoto, a momenti adirati, i vestiti stropicciati. E soprattutto Giulia e Diletta terrorizzate. Sono le sue figlie, hanno 23 e 18 anni, l'ex governatore del Lazio le ha volute accanto, erano due passi indietro. Non sono neanche riuscite a chiedere aiuto o a divincolarsi, tanto che la piccola è scoppiata in lacrime e lui a consolarla.

Poi sale sul palco. Qualche applauso, meno del previsto e altrettanti fischi. Prova a riprendere la sua aplomb e anticipa le domande sulle voci che lo vogliono prossimo candidato con l'Idv: "Chiarisco subito, i miei sono stati sbagli personali e quando un uomo pubblico lo fa deve dimettersi. Io l'ho fatto. Però non ti puoi dimettere dalla vita. E qui, questa sera, non c'è nessun ritorno, non cerco nessun incarico. Non penso di aderire a nessun partito, ma non intendo dimettermi da uomo pubblico".

E ancora: "Sto in pace con la mia coscienza: non ho mai subito ricatti, sono stato informato che sarei stato ricattato. E io sono un uomo libero perché ho detto quello che dovevo dire". Platea sempre fredda. Tanto da costringere l'altro invitato della serata, Francesco Storace, suo avversario alle regionali del Lazio nel 2005 a prendere il microfono e difendere Marrazzo: "Non intendo partecipare a una flagellazione, se andiamo avanti cosi mi alzo e me ne vado. Dobbiamo imparare a rispettarci anche perché ho conosciuto, poco fa, due figlie splendide".

Il protagonista ringrazia con gli occhi. Ma la serata è quasi finita. Perché a sollevare dall'imbarazzo ci pensa la pioggia, che inizia a cadere sempre più forte, tanto da scoraggiare la stragrande maggioranza della platea che si alza, delusa, e se ne va. Qualcuno sorride e interpreta un "chiaro segno divino". Chi è sul palco continua imperterrito, non rinuncia al microfono, nonostante la situazione surreale.

Dibatte, si confronta, alza la voce, ma con garbo. Marrazzo, in particolare, coinvolge gli assessori che hanno lavorato con lui e sono in platea, poi attacca la Polverini, in alcuni momenti si galvanizza. Qualcuno è rimasto. Silenzio sull'incidente precedente che ha coinvolto le figlie. Ogni tanto rispolvera anche i toni da comizio. Rivendica il suo operato da politico. Scherza.

Visto il clima amichevole, il leader de La Destra lancia la battuta: "Non vorrei leggere sui giornali di domani i titoli ‘bacini tra Storace e Marrazzo'". E l'anchorman: "Meglio di no, non ti conviene...". Ma non va oltre, non chiarisce cosa vuole fare da grande. Così resta l'interrogativo se realmente Piero Marrazzo farà parte del prossimo parlamento italiano come uomo dell'Idv. Antonio Di Pietro lo smentisce in diretta su La7, Leoluca Orlando nega, i responsabili locali glissano, rispondono con dei "se" e dei "ma", parlano di test per verificare la sua popolarità. Difficile dirlo, in così pochi minuti, soprattutto riguardo la presa che può avere sull'elettorato. Sicuro, l'Italia dei Valori, ha verificato quanto l'ex conduttore di "Mi manda rai tre" può solleticare l'attenzione dei media.

 

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