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    LA CHIAMAVANO “CAZZOLINA” - LA MINISTRA DELL'ISTRUZIONE, LUCIA AZZOLINA, SVELA AL “VENERDÌ” IL NOMIGNOLO CON CUI LA SFOTTEVANO AL LICEO - “LA VERITÀ” LA FULMINA: “PROBABILMENTE QUESTO FINTO AUTOBODYSHAMING FA PARTE DI UNA NUOVA STRATEGIA ACCHIAPPAVOTI, PER EVITARE DI ESSERE CONSEGNATA ALLA STORIA SOLO COME IL MINISTRO DEI BANCHI A ROTELLE. E COMUNQUE, NONOSTANTE FACCIA DI TUTTO PER PASSARE PER TIMIDA, SEMBRA ANCHE UN PO' CIVETTUOLA…”


     
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    Gustavo Bialetti per “la Verità”

     

    LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA

    Siccome viviamo da qualche tempo nella dittatura del politicamente corretto, e ogni parola va pesata e smussata, si deve essere profondamente grati a quelli che fanno tutto da soli. Ed è quello che ha combinato il ministro dell' Istruzione (a distanza) Lucia Azzolina, che parlando en amitié con Francesco Merlo sul Venerdì di Repubblica, forse in quanto entrambi siculi, ha raccontato la sua vita, ma anche che a scuola la chiamavano «Cazzolina» e che oggi si mette quei rossetti rosso fuoco perché «mi prendono in giro per le labbra».

    LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA

     

    Ora, è davvero misterioso il motivo per il quale una donna che comunque ha preso due lauree, già oggetto di meme a valanga e di imitazioni di Maurizio Crozza, oltre che di accostamenti (esagerati) alla compianta Moana Pozzi, della quale sarebbe la versione bruna, debba raccontare che al liceo la chiamavano «Cazzolina» e che le sue labbra carnose attirano complimenti audaci.

     

    lucia azzolina alla camera 2 lucia azzolina alla camera 2

    Probabilmente questo finto autobodyshaming fa parte di una nuova strategia acchiappavoti, per evitare di essere consegnata alla storia solo come il ministro dei banchi a rotelle. E comunque, nonostante faccia di tutto per passare per timida, sembra anche un po' civettuola. In ogni caso, va detto che nella lunga conversazione con il Merlo, la Cazzolina (adesso si può dire) racconta della sua infanzia «senza libri a casa» e dice una cosa da libro Cuore, che riportiamo con assoluto rispetto: «La scuola divenne il nascondiglio del mio disagio». Ok, ma oggi perché il nascondiglio del suo disagio è un ministero della Repubblica? E dobbiamo anche istituire la figura del «ministro di sostegno»?

    LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA AL MARE LUCIA AZZOLINA AL MARE LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA LUCIA AZZOLINA

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