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    MATTARELLA E’ COME IL TRUCCO: C’E’ MA NON SI VEDE – IL PRESIDENTE NON HA APERTO BOCCA SULLA SCISSIONE GRILLINA MA HA FATTO PRESENTE AI SUOI INTERLOCUTORI LA DRAMMATICITÀ DI UN'EVENTUALE ROTTURA SULLA POLITICA ESTERA DELL'ITALIA, LE GRAVI RICADUTE CHE AVREBBE AVUTO SUL NOSTRO SISTEMA DI ALLEANZE INTERNAZIONALI – UGO MAGRI: “CHI FREQUENTA IL COLLE ESCLUDE CHE IL PRESIDENTE ABBIA DOVUTO MINACCIARE DI SCIOGLIERE IL PARLAMENTO IN CASO DI CRISI. A TUTTI È CHIARO CHE, SE PER EFFETTO DELLA SCISSIONE PENTASTELLATA DRAGHI DOVESSE CADERE, RICOMPORRE I COCCI SAREBBE IMPOSSIBILE. IL PAESE ROTOLEREBBE ALLE URNE, MAGARI IN AUTUNNO, E MOLTI APPRENDISTI STREGONI SAREBBERO I PRIMI A DOVERSENE PENTIRE…”


     
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    luigi di maio sergio mattarella luigi di maio sergio mattarella

    Ugo Magri per “la Stampa”

     

    Se esistono materie dove per principio un presidente non si intromette, anzi fa bene a tenersene il più lontano possibile, sono le dinamiche interne ai partiti. Figurarsi poi quando si tratta delle faide intestine al Movimento 5 stelle, terreno scivoloso come pochi. Per cui è totalmente certo che Sergio Mattarella abbia evitato di dare giudizi o di formulare pareri in merito alla scissione grillina. Nei molti colloqui che ha avuto in questi giorni, alcuni pubblici e più spesso riservati, ha speso gran parte del suo tempo ad ascoltare senza aprir bocca.

    alessandra locatelli con sergio mattarella e giuseppe conte alessandra locatelli con sergio mattarella e giuseppe conte

     

    Del resto, le sue preoccupazioni erano altre. L'interesse principale del Quirinale, come testimonia chi è stato in visita lassù, era essenzialmente quello di evitare una crisi della maggioranza e del governo guidato da Mario Draghi. Per giunta non una crisi qualunque, ma nel momento di gran lunga peggiore: con una guerra alle porte dell'Europa, con un quadro economico in netto peggioramento e con una pandemia ancora in grado di rialzare la testa.

     

    luigi di maio sergio mattarella 1 luigi di maio sergio mattarella 1

    Ciascuno dei protagonisti, a cominciare dal premier, si è assunto le proprie responsabilità. E pure stavolta Mattarella non ha fatto nulla per rubare la scena ai vari leader. Ma nel duro braccio di ferro sulla mozione parlamentare, il capo dello Stato ha doverosamente segnalato ai propri interlocutori la drammaticità di un'eventuale rottura sulla politica estera dell'Italia, le gravi ricadute che avrebbe avuto sul nostro sistema di alleanze internazionali. Quando si è trattato di smussare spigoli, di chiarire incomprensioni, di superare impuntature anche lessicali, Mattarella non ha esitato a metterci del suo.

    giuseppe conte sergio mattarella 1 giuseppe conte sergio mattarella 1

     

    Chi frequenta il Colle esclude che il presidente abbia dovuto ricorrere alle maniere forti, per esempio minacciando di sciogliere il Parlamento in caso di crisi. Non l'ha fatto, è la spiegazione più accreditata, in quanto sarebbe stato superfluo. A tutti è chiaro che, se per effetto della scissione pentastellata Draghi dovesse cadere, ricomporre i cocci dell'equilibrio politico diventerebbe una missione impossibile. Il Paese rotolerebbe disordinatamente alle urne, magari in autunno, e molti apprendisti stregoni sarebbero i primi a doversene pentire.

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