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“LA RIESUMAZIONE DI 'CANZONISSIMA' POTREBBE ESSERE DERUBRICATA A ENNESIMO CASO DI TELEVISIONE-NOSTALGIA A USO DEL PUBBLICO GERIATRICO DI RAIUNO” – ALBERTO MATTIOLI TUMULA IL “NUOVO” PROGRAMMA DI MILLY CARLUCCI: “SEMBRA UN MINIFESTIVAL DI SANREMO PIENO DI SOLITI NOTI IN CUI LATITA LA COMICITÀ. LA TIVÙ MELONIANA APPARE ALLERGICA AL RISO COME IL BIBLIOTECARIO DELL'ABBAZIA DI MELK NEL NOME DELLA ROSA. È UNA SFILATA DI PERSONAGGI INSERITI IN UNA DRAMMATURGIA ELEMENTARE ED EMOLLIENTE, FRA LA CARRAMBATA E IL REALITY...”
Estratto dell’articolo di Alberto Mattioli per "la Stampa"
La riesumazione di Canzonissima potrebbe anche essere derubricata a ennesimo caso di televisione-nostalgia a uso del pubblico prevalentemente geriatrico di Raiuno.
Del resto, l'usato resta sicuro [...] le vicende televisive sono lo specchio di quelle della nostra società. La nuova Canzonissima merita quindi, più che una recensione, una riflessione. [...]
con la vecchia non ha molto in comune [...]
La nuova versione appare una blanda competizione fra dieci «canzoni» celebri del passato che si contendono il titolo, appunto, di canzonissima a colpi di televoto e di una giuria di sette membri, definiti magnifici con molto ottimismo, mentre Milly Carlucci celebra la messa cantata con l'abituale dispendio di superlativi e abuso di iperboli (fra parentesi: si è virgolettato «canzoni» perché una era Nessun dorma, che proprio una canzone non è. Ma Vittorio Grigolo l'ha sbraitata quando era ormai l'una di notte e quindi ormai dormivano proprio tutti, compreso chi scrive).
I giurati sono entusiasti a prescindere; resta solo da capire se il gessato di Claudio Cecchetto possa configurarsi come crimine contro l'umanità.
Quindi la Canzonissima 2 sembra piuttosto un minifestival di Sanremo pieno di soliti noti invece che di rapper sconosciuti a chiunque non sia under 14. Si sono rivisti addirittura i Jalisse, che ormai meriterebbero uno studio sociologico su una presenza costruita tutta [...]
Come già nel Sanremone vero, latita la comicità: niente comici, niente sketch, niente monologhi, niente risate, a parte quelle assicurate da Elettra Lamborghini come consueta parentesi svampita-surreale. La tivù meloniana appare allergica al riso come il bibliotecario dell'abbazia di Melk nel Nome della rosa. Per la cronaca, alla fine ha vinto Fabrizio Moro con Il mio canto libero di Lucio Battisti.
[...] Quella attuale si concentra piuttosto sul racconto delle vicende dei cantanti, tipo i casi umani proposti in contemporanea dalla concorrenza, raccontando vite di personaggi che non hanno ancora raggiunto quello status mitico che sarebbe indispensabile. [...]
La Canzonissima originale era uno spettacolo calibratissimo e raffinatissimo, tutto scritto, battuta per battuta, molto provato e servito da grandi personaggi. Il clone è una sfilata di personaggi molto meno grandi inseriti in una drammaturgia elementare ed emolliente, fra la carrambata e il reality.
Ma questa è appunto una caratteristica dell'Italia degli ultimi anni, la personalizzazione del discorso pubblico, l'individuo che prevale sull'istituzione fino a incarnarla, o a sostituirla.
Nell'epoca post-berlusconiana, il personaggio è più forte della storia, la narrazione di improbabili qualità più importante della qualità della narrazione.
Che, di conseguenza, è noiosa: e non poco.
fabrizio moro canzonissima
canzonissima 4
miilly carlucci canzonissima
canzonissima 7
canzonissima 6
canzonissima 2
canzonissima 5
canzonissima
canzonissima 7
canzonissima 1
miilly carlucci canzonissima
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