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Arriva "Il Salvatori 2014", dodicimila canzoni raccontate, sviscerate, magnificate, sputtanate e gossippate da Dario Salvatori, che stavolta ha dato fondo al suo storico archivio privato. Canzoni internazionali di tutti i tempi, dai trovatori a Lady Gaga, attraverso il repertorio americano, inglese, francese, latino, italiano e napoletano, con spazi di curiosità per tutto quel mondo che ruota intorno alle canzoni di Eurovision.
Di più. Canzoni sovietiche e boliviane, bengalesi, giapponesi, somale, ecc. Sembra incredibile ma per ogni canzone Dario Salvatori riesce a trovare un aneddoto, ad intercettare una storia, uno scandalo, un plagio, qualche puttanata di troppo. Da "Happy birthday to you" a "Perché è un bravo ragazzo", le quali pur non essendo propriamente canzoni maturano milioni di diritti d'autore e da anni sono al centro di diatribe di eredità , a "Yesterday", brano per il quale Paul Mc Cartney, armato di chitarra, rincorreva chiunque chiedendo che canzone fosse, visto che non era convinto che fosse farina del suo sacco.
C'è l'incredibile storia di "Candle in the wind" (45 milioni di dischi venduti) che il volpino Elton John riuscì a dedicare prima a Marilyn Monroe, poi a Lady Diana (e non è detto che finisca qui). Fra tanti dati, record, curiosità e citazioni arriva anche l'(a)morale, cioè che alla fine hanno vinto le canzoni.
Abbiamo trascorso anni di cambiamenti tecnologici, rivoluzioni mediatiche, cambi di supporti, pirateria, disaffezione, tracotanza della radiofonia, ma alla fine le canzoni, che c'erano già prima dei dischi, sopravvivranno agli stessi. Diciamo pure che i discografici (e anche gli appassionati di musica) se la sono cercata.
Per anni ci hanno appioppato dischi zeppi di riempitivi, raccogliticci, carichi di brani che nemmeno meritavano la pubblicazione, forzando meccanismi produttivi e distributivi e mettendo a dura prova la pazienza (e le tasche) dei sostenitori della musica registrata. Il risultato è stato che il pubblico è tornato a vivere le proprie scelte selezionando le canzoni preferite molto più liberamente.
A pensarci bene con un meccanismo non troppo dissimile da quello del juke-box: si sceglie una canzone alla volta, non esistono pacchi e confezioni e si rischia di meno.
DARIO SALVATORI
Dario Salvatori e Barbara Bacci
GIANNI BONCOMPAGNI DARIO SALVATORI
DARIO SALVATORI CON BARBARA BACCI FOTO ANDREA ARRIGA
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