portobello

IL DIVANO DEI GIUSTI/1 COSA CONTRO-PROGRAMMIAMO NELLA PRIMA GIORNATA DI SANREMO? SE AVETE HBO MAX AVRETE GIÀ VISTO LE PRIME PUNTATE DELLA MIGLIORE SERIE DEL MOMENTO, “PORTOBELLO” DI MARCO BELLOCCHIO CON FABRIZIO GIFUNI COME ENZO TORTORA E UN CAST INCREDIBILE - COME HANNO NOTATO UN PO’ TUTTI È UNA ASSURDITÀ CHE UNA SERIE SIMILE NON SIA PRODOTTA DALLA RAI, ANCHE SE FORSE, COME MI DICE UN ESPERTO DELLA STORIA DELLA TV COME LUCA REA, BELLOCCHIO ALZA MOLTO IL LIVELLO DEL GROTTESCO, CON UNA MESSINSCENA DELLE PARTI TELEVISIVE CHE SFIORA IL BARACCONE CARNEVALESCO - TORTORA NON ERA COSÌ, PERÒ È VERO CHE LA PERCEZIONE DEL GROTTESCO IN TV, ALLORA, PRIMA DI FUNARI O DI DEL DEBBIO O DI GILETTI, ALLORA AVEVA ALTRI PARAMETRI… - VIDEO

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hbo max portobello fabrizio gifuni ph anna camerlingo

Marco Giusti per Dagospia

 

Cosa contro-programmiamo nella prima giornata di Sanremo? Certo, se avete HBO Max avrete già visto le prime puntate della migliore serie del momento, “Portobello” di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni come Enzo Tortora e un cast incredibile che va da Paolo Pierobon a Lino Musella, da Massimiliano Rossi a Robertino il parrucchiere, cioè Roberto D’Antonio, nel ruolo (certo, un po’ di fantasia…) di un parrucchiere, da Valeria Marini come Moira Orfei a una Romana Maggiore Vergano, da Alessandro Preziosi a Tommaso Ragno come Pannella.

fabrizio gifuni in portobello 2

 

Come hanno notato un po’ tutti è una assurdità che una serie simile non sia prodotta dalla Rai, ma che vada in onda su HBO Max, anche se forse, come mi dice un esperto della storia della tv come Luca Rea, Bellocchio alza molto il livello del grottesco, con una messinscena delle parti televisive che sfiora il baraccone carnevalesco. Tortora non era così, è vero. E personalmente trovo strano che Bellocchio vedesse a quel tempo Portobello.

portobello di marco bellocchio 1

 

Però è vero che la percezione del grottesco in tv, allora, prima di Funari o di Del Debbio o di Giletti, allora aveva altri parametri. Mi spiego. A noi, spettatori che uscivamo dalla tv in bianco e nero e dagli anni di piombo, Portobello sembrava un programma pacchiano, grottesco, e Tortora, proprio con la sua educazione genovese da Baistrocchi, le sue simpatie per i liberali, era decisamente antipatico. Certo, il Portobello di Bellocchio non è una serie sul nostro gusto, però, mi sembra che si senta un retrogusto snob e sussiegoso che mi riporta a quel che pensavano gli intellettuali e intellettualini del tempo rispetto alla tv e alla tv di Tortora.

 

Federico Umberto D'Amato

Ieri ho visto su Sky il documentario su il più celebre spione di casa nostra, Federico Umberto D’Amato, che fu anche celebre gastronomo e inventore della Guida culinaria dell’Espresso, “L’uomo che sapeva tutto”, prodotto da Ballandi e diretto da Francesco Di Giorgio per Hearst Networks Italia. Come pensavo il documentario non mi chiarisce perché un personaggio simile avesse avuto il potere che aveva nel dopoguerra dopo aver venduto ai servizi segreti americani i nomi degli uomini dei servizi italiani dell’Ovra.

 

Ovviamente lui stesso faceva parte dell’Ovra, ma questo non viene detto. E per questo riesce a tradire tutti e a rifarsi una verginità. Ma la parte sugli anni ’30 mi sembra troppo lacunosa. Del resto chi è rimasto in vita per raccontarla? Il documentario non mi chiarisce neppure perché fosse così legato all’Espresso, che era una rivista di sinistra. Ci sarò stato sicuramente qualche scambio di informazioni, qualche gioco di equilibrismo tra i non dico o forse dico, qualche conto da regolare, qualche favore fatto.

the life of chuck 3

Ecco, vorrei un film fatto da Bellocchio su D’Amato e su tutti i suoi segreti, legati ai servizi, alla P2 di Gelli, alle pagine più orrende della storia italiana. Questo documentario mi ricorda il personaggio, ma non mi dice molto. Ieri sera mi sono visto su Sky anche “The Life of Chuck”, misterioso film di Mike Flanagan tratto dal romanzo di Stephen King.

 

Non è un horror, anche se ha un inizio fantasy alla Pluribus, con la fine del mondo che si avvicina e la gente che è impreparata In questo terzo atto, che nel film è però il primo, abbiamo una strepitosa interpretazione di Chiwetel Ejiofor come professore d’inglese di una scuola mentre il mondo si sta sgretolando.

the life of chuck 2

 

Nella seconda parte, secondo atto, forse la più bella, ci viene presentato il personaggio di Chuck, interpretato da Tom Hiddleston, un contabile di 39 anni. Una voce off, di Nick Offerman, ci dice che morirà dopo 9 mesi.

 

Ma lo vediamo ballare per strada nella scena più accattivante del film. La terza parte, che è il primo atto, ci racconta la storia di Chuck, bambino orfano cresciuto dai nonni, una coppia meravigliosa formata da Mark Hamill e Mia Sara. I suoi genitori sono morti per un incidente, e con loro è morta la sorellina che doveva nascere.

the life of chuck 1

 

Il nonno ha una stanza, nella casa dove nel terzo atto, quello iniziale, vive Chiwetel Ejiofor, da dove si può vedere il futuro. “The Life of Chuck” è una sorta di elegia sul mondo, sulla vita e la morte e il senso della vita. Può non piacervi. A me è piaciuto molto.

portobellol’uomo che sapeva tuttofederico umberto d'amatofederico umberto d amatoPORTOBELLO - LA SERIE DI MARCO BELLOCCHIO SU ENZO TORTORAportobello di marco bellocchio 2fabrizio gifuni in portobello 8