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IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - ANCHE IL TERZO EPISODIO DELLA NUOVA STAGIONE DI “EUPHORIA” È UNO SPETTACOLO - SI COMINCIA CON LA CARRIERA DA ESCORT D’ALTO BORDO DI JULES, CIOÈ LA BELLISSIMA HUNTER SCHAEFER, CHE È FORSE L’ELEMENTO PIÙ HARD DELLA PUNTATA, ASSIEME AL NUMERO ULTRASEXY DI LAP DANCE DI ROSALIA. QUANTO A JULES, HA CAPITO CHE È PIÙ FACILE VIVERE SPENNANDO RICCHI IDIOTI DELL’ALTA SOCIETÀ - OVVIAMENTE COME CI SI AVVICINA A SESSO E DEPRAVAZIONE CI AVVICINIAMO ANCHE AI DISCORSI POLITICI SULLA SOCIETÀ AMERICANA E IL TRUMPISMO QUOTIDIANO DI OGGI LEGATO, LO VOGLIA O NO, AL MODELLO EPSTEIN… - VIDEO

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Rosalia nei panni di Magick nel terzo episodio di Euphoria 3

Marco Giusti per Dagospia

 

rosalia euphoria 1

“Va tutto bene?” – “Sì, certo, è il mio matrimonio”, risponde Cassie. Lo sappiamo tutti che non andrà tutto bene. Cassie tirerà anche il tappo di una bottiglia di champagne dritto nell’occhio di Nate. Ohi! Ma non ci fermeremo qui. Anche il terzo episodio della nuova stagione di “Euphoria” di Sam Levinson, anticipata da una marea di clip (cliccatissimo lo strip di Rosalia a ritmo di "Boom Boom") e messaggi sui social e dalle critiche sempre più negative, è uno spettacolo.

 

Si comincia con la carriera da escort d’alto bordo di Jules, cioè la bellissima Hunter Schaefer, che è forse l’elemento più hard della puntata, assieme al numero ultrasexy di lap dance di Rosalia con collare al collo nel locale di Ru. Quanto a Jules, ha capito che è più facile vivere spennando ricchi idioti dell’alta società. C’è il cliente che adora masturbarsi mentre le lecca le calze di nylon.

 

C’è quello che la impacchetta col cellophane. Ovviamente come ci si avvicina a sesso e depravazione ci avviciniamo anche ai discorsi politici sulla società americana. Mai stati così vicini sesso e  potere. “Il cuore del discorso è che nella storia americana chiunque può fare soldi dal niente” - “Quello che mi piace dei ricchi è che hanno qualcosa da perdere… i soldi”.

 

hunter schafer euphoria 2

Proprio attraverso il personaggio più tranquillo, Jules, che per poter dipingere in pace fa la escort per ricchi depravati, “Euphoria” mette in scena il trumpismo quotidiano di oggi legato, lo voglia o no, al modello Epstein.  Del resto assieme all’ultima stagione di “The Boys” si prende dei rischi. Lì il personaggio di Patriota, super eroe pazzo e sovranista, è diventato il Trump-God dei meme.

 

E ritroviamo anche messi in scena i delitti dell’Ice ripresi come fossero diretta tv con tanto di pubblicità. Qui ci si limita a demolire tutti i sogni americani. Il folle piano per fare soldi con un centro anziani di Nate, ad esempio, che lo metterà davvero in crisi visto che deve soldi a tutti. Ma anche il piano dei criminali per far soldi col gioco.

 

“Coi soldi delle lotterie statali”, dice il personaggio più cool della stagione, il Bishop di Daniel Britt- Gibson, il vice di Alamo, “dicono che ci finanzino il sistema scolastico” – “Eppure i ragazzi sono sempre più scemi”, gli risponde il suo boss, Alamo, “C’è qualcosa di strano, no?”. Anche il crimine ai tempi di Trump non è più quello che un tempo si vedeva al cinema.

chloe cherry euphoria

 

Ce lo mostrano sia “The Boys”, dove non capisci più chi sono i buoni e chi i cattivi, sia “Your Neighbors and Friends”, dove Jon Hamm seguita a rubare nelle case degli amici ricchi del suo quartiere perché tanto neanche se ne accorgono e è un lavoro più divertente di quello che faceva con gli investimenti. Alamo, il boss dei locali di striptease, spiega a Ru che la sola cosa che conta è il potere. E il potere lo ottieni solo coi soldi. Fine. Non esistono regole. Ah, ecco.

 

alexa demie euphoria

Ovunque, in serie anche completamente diversa, domina la nostalgia per il cinema e la tv del passato. UN mondo così lontano. Jon Hamm guarda solo vecchi film di gangster. Bishop, di fronte al pappagallo dei cattivi fascisti, che si chiama Paladin, si ricorda di una vecchia serie western con Richard Boone, pistolero su commissione, “Have Gun – Will Travel”, 225 episodi.

 

“Lo avete chiamato così per Richard Boone?”, chiede inutilmente. “E tu chi saresti, il buono o il cattivo?”, gli chiedono i più cattivi. “Che domande, io sono un cowboy”, risponde Bishop lanciando una mazzetta di bigliettoni.

 

La nostalgia è tale che Sam Levinson ci piazza “When I Fall in Love” di Nat King Cole sulla scena del matrimonio tra Jacob Elordi e Sydney Sweeney, prima che le cose prendano un a brutta piega, e la sigla di Paladin sul finale. Imperdibile. E pensare che non è mai arrivata in Italia…

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