DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO…
IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - E IN CHIARO CHE VEDIAMO STASERA? INTANTO IN PRIMA SERATA PASSA UN CAPOLAVORO COME “IL SECONDO TRAGICO FANTOZZI” - NUMERI MERAVIGLIOSI, CON FANTOZZI PORTAFORTUNA DEL SUPERIORE, POI DISASTRATO SPETTATORE AL VARO DI UNA NAVE, UOMO PROIETTILE AL CIRCO. QUINDI IN VACANZA IN MONTAGNA CON LA CONTESSA SERBELLONI MAZZANTI VIENDALMARE. E INFINE LA GRANDE PROIEZIONE DELLA CORAZZATA POTEMKIN – AVETE ANCHE L’OTTIMO “ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS” DI SYDNEY LUMET E “BATMAN V SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE” – NELLA NOTTE PASSA “UNA DONNA ALLO SPECCHIO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
E in chiaro che vediamo stasera? Intanto su Cine 23 alle 21 passa un capolavoro come “Il secondo tragico Fantozzi”, rapido sequel diretto, come il primo, da Luciano Salce con Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro, Gigi Reder, Ugo Bologna, Antonino Faà Di Bruno. Numeri meravigliosi, con Fantozzi portafortuna del superiore, poi disastrato spettatore al varo di una nave, uomo proiettile al circo.
Quindi in vacanza in montagna con la contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare. E infine la grande proiezione della Corazzata Potemkin alla presenza del critico Guidobaldo Maria Ricciardelli, Mauro Vestri, che porterà Fantozzi al grido libertario di “Per me la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!”. Al tempo questo grido portò a una serie discussione sulle pagine de “L’Unità”. Ricordo che lessi un fondamentale “gioca coi fanti ma lascia stare i santi…”.
assassinio sull orient express 3
Canale 27 alle 21, 10 propone l’ottimo “Assassinio sull’Orient Express” di Sidney Lumet con Albert Finney come Hercules Poirot, il celebre detective belga ideato da Agatha Christie, e un megacast capitanato da Lauren Bacall, Sean Connery, Richard Widmark, Martin Balsam, Jean-Pierre Cassel e Ingrid Bergman, che vinse pure l’Oscar.
Alla prima inglese del film nel 1974 era presente in sala proprio lei, la Regina del Crimine, Agatha Christie, che aveva scritto il romanzo, due miliardi di copie!, solo quarantanni prima e che in genere detestava gli adattamenti cinematografici delle sue opere. Agatha Christie, che aveva allora 86 anni e sarebbe morta quattordici mesi dopo, aveva però molto apprezzato il lavoro di Lumet.
assassinio sull orient express 2
Uno dei pochi registi in grado di sfidare la teatralità, quasi claustrofobica della situazione, un giallo, con tanto di omicidio, ambientato nel 1934 e legato al caso Lindbergh, tutto risolto all’interno dei vagoni dell’Orient Express, fermo per un problema di neve sulle alte montagne. La Christie aveva avuto da ridire solo sui baffi di Albert Finney, che non erano quelli da lei pensati per Poirot.
Iris alle 21, 10 propone invece “L’ultimo samurai” di Edward Zwick con Tom Cruise, Ken Watanabe, William Atherton, Chad Lindberg, Billy Connolly, dove Tom Cruise è un istruttore militare americano che addestra le truppe moderne dell’imperatore. Su Rai Movie alle 21, 10 passa invece “The Missing” di Ron Howard con Cate Blanchett, Tommy Lee Jones, Evan Rachel Wood, Jenna Boyd, Aaron Eckhart, Val Kilmer, , bel western con una madre, Cate Blanchett, e un padre sempre assente, Tommy Lee Jones, alla ricerca della figlia di lei, Evan Rachel Woods, rapita dagli indiani.
Su Canale 20 alle 21, 10 trovate “Batman v Superman: Dawn of Justice” di Zack Snyder con Ben Affleck, Henry Cavill, Gal Gadot, Amy Adams, Diane Lane, Jeremy Irons, Holly Hunter. Perché poi a Batman, l’umano, gli roda così tanto di Superman, nessuno ce lo spiega. Eppure Alfred gliela aveva detto che non c’era bisogno di tutte queste scene.
Magari è un conflitto di classe perché uno sta a Metropolis e l’altro a Gotham City, che poi sembrano in pratica la stessa città, tipo uno sta a Flaminio e l’altro a Prati. E per questo si vogliono menare. Comunque questo Batman di Ben Affleck è troppo coatto e troppo irrisolto, almeno il Superman di Henry Cavill ha una certa eleganza, che non perde nemmeno quando entra vestito nella vasca da bagno della Lois Lane di Amy Adams.
E non si capisce perché stiano così a sentire il Lex Luthor svitato di Jesse Eisenberg, costruito come un figlio di papà problematico che li manovra in un delirio da nerd giocattolaio. Così dopo due ore e mezzo di film, in mezzo a molte scene anche riuscite, come la battaglia centrale tra i due super-eroi, il grande inizio apocalittico alla 11 settembre che i fatti di Bruxelles rendono davvero più realistico, l’entrata di personaggi forti come Diane Lane mamma di Superman o la Wonder Woman di Gal Gadot, ti chiedi quale sia la storia di questo film.
Senza spoilerare nulla, anche perché non c’è granchè da spoilerare, mi dispiace per Zack Snyder, il film sembra davvero costruito per la sequenza delle botte da orbi fra i due e per i continui rimandi ai film successivi con Wonder Woman e i nuovi eroi che fanno capolino qui, cioè The Flash di Ezra Miller, l’Aquaman coattissimo di Jason Mamoa, il Cyborg di Ray Fisher.
Con questo, per carità, anche se il film non è così divertente, rimane un polpettone che ti vedi con piacere, grazie alla regia di Zack Snyder e alle musiche fenomenali di Hans Zimmer e Junkie XL, ma capisco perché i critici americani lo abbiano massacrato. “Sembra il remake farlocco della Strana coppia con Oscar e Felix che vogliono uccidersi l’uno con l’altro”.
“Un pizzico di Cavaliere oscuro qui, un pizzico di Batman begins qua, tutto mischiato con i momenti topici di X-Men, ma niente di tutto questo funzione”. “Se c’ qualche giustizia, all’alba o meno, nei multiplex il pubblico dovrebbe rifiutare questa melassa di super-eroi di Zack Snyder, che mette una pietra tombale da 250 milioni per un genere alla ricerca di una pausa di riflessione”. “Qualcuno fermi Zack Snyder, qualcuno salvi il mondo”.
Si piange parecchio nel film per cani e padroni di cani “Hachiko. Il tuo miglior amico” di Lasse Hallström con Richard Gere, Joan Allen, Sarah Roemer, Jason Alexander, Cary-Hiroyuki Tagawa. Ispirato a una storia vera come tutti sapete. Su La7 Cinema alle 21, 15 il bel thriller spionistico “The Manchurian Candidate” diretto da Jonathan Demme con Denzel Washington, Meryl Streep, Liev Schreiber, Jeffrey Wright, Jon Voight.
Cielo alle 21, 20 propone la commedia “Il fidanzato di mia sorella” di Tom Vaughan con Pierce Brosnan, Salma Hayek, Jessica Alba, Malcolm McDowell, Ben McKenzie, Marlee Matlin. Grazioso. Rai5 alle 21, 20 presenta la commedia più complessa del previsto “The Father – Nulla è come sembra” scritto e diretto dal drammaturgo Florian Zeller con Anthony Hopkins che vinse l’Oscar a 83 anni nel ruolo di un malato di Alzheimer curato dalla figlia, Olivia Colman, che cerca come può di stargli dietro.
Tutto è visto, però, non dall’ottica della figlia, ma da quello che lo spettatore vede seguendo la contorta e malata memoria del padre. Vinse anche un secondo oscar per la sceneggiatura non originale. Il primo e il migliore dei film teatrali di Zeller che lo avrebbe girato in inglese solo con Hopkins. A teatro, in Francia, nel 212, i protagonisti erano stati Robert Hirsch e Isabelle Gélinas, mentre nella versione americana del 2016 furono Frank Langella e Kathryn Erbe.
Su Rai4 alle 21, 20 il thriller giovanile “Your Lucky Day” diretto da Dan Brown con Angus Cloud, uno die protagonisti di “Euphoria” scomparso un paio d’anni fa, Jason O'Mara, Jason Wiles, Spencer Garrett, Sterling Beaumon, Elliot Knight. Disturbante, ma ha ottime critiche. Su Italia 1 alle 21, 30 l’action “The Transporter Legacy” di Camille Delamarre con Ed Skrein, Loan Chabanol, Lenn Kudrjawizki, Tatiana Pajkovic, Radivoje Bukvic.
Passiamo alla seconda serata con l’horror di padre e figlia chiusi nella baita col cattivo “Becky”, diretto da Jonathan Milott, Cary Murnion con Lulu Wilson, Kevin James, Joel McHale, Amanda Brugel, Robert Maillet. Ha buone critiche. Cielo alle 23, 10 propone il poliziesco “Revolver” di Guy Ritchie con il duro Jason Statham, Ray Liotta, Vincent Pastore, André Benjamin. Pessime critiche.
Rai5 alle 23, 25 passa un bel film di ken Loach, “Sweet Sixteen” con Martin Compston, William Ruane, Annmarie Fulton, Michelle Abercromby, con una madre in prigione, un padre delinquente, un ragazzo che vede il furto come unica risposta a costruirsi un futuro. Su Cine 34 alle 23, 30 la commedia di Sergio Corbucci “A tu per tu” con Johnny Dorelli, Paolo Villaggio, Marisa Laurito, Moana Pozzi, Marilda Donà, Lucio Rosato.
Su La7 Cinema alle 23, 35 la bella commedia “I segreti di Osage County” diretta da John Wells con Meryl Streep, Julia Roberts, Juliette Lewis, Julianne Nicholson, Ewan McGregor. Un po’ manuale della commedia alla Tennesse Willimas. Intanto deve fare caldo. Molto caldo. Diciamo un caldo soffocante. Poi si deve stare in un posto assurdo, a sud, ma va bene anche l’Oklahoma delle Grandi Pianure indiane, un paesaggio che entra prepotentemente nella storia.
Poi ci devono essere dei segreti di famiglia che tutti sanno benissimo, ma che si rivelano solo alla fine del film. Poi una serie di stronze, madri, figlie, zie, che ne hanno combinate di tutti i colori e che parlano in continuazione. I maschi, padri, zii, figli, amanti e fidanzati, sono nulli o quasi. Si limitano, quando e se possono, a scopare, ma solo nei flashback.
In questo “I segreti di Osage County” che John Wells ha tratto dalla celebre commedie premio Pulitzer di Tracy Letts, lo stesso autore del geniale “Killer Joe”, l’unico vero maschio della storia, il padre famiglia Beverly Weston, interpretato dal grande Sam Shepard, ha visto bene di togliersi la vita dopo neanche cinque minuti di film.
Ha regalato una copia delle poesie di T.S.Eliot all’indiana, Mistu Upham, che ha assunto per curare la moglie Violet, una scatenata Meryl Streep, malata di cancro alla bocca, ha dato qualche indicazione e si è tolto di mezzo con grazia. Le tre figlie dei due accorrono e si vivranno il funerale e la simpatica cena di famiglia successiva dove vengono a galla le grandi verità mai dette. Il dramma, e ovviamente il film, è tutto al femminile.
E vedrà protagonista Violet, forte, drogata, dilagante, insopportabile, sua sorella Mae, la notevole Margo Martindale, sposata col martire Charles, Chris Cooper, e madre del massacratissimo Little Charles, Benedict Cumberbatch, e poi le sue tre figlie, Barbara, Julia Roberts, la più simile a Violet, sposata ma separata con l’intellettuale Bill, Ewan McGregor, e madre della teenager Jean, Abigail Breslin, la svalvolata Karen, Juliette Lewis, che si presenta da Miami con un bel tomo in Ferrari, Steve, Dermot Mulroney, e la triste Ivy, Julianne Nicholson, che è rimasta a curare la mamma e sogna di scappare col cugino Little Charles.
Sceneggiato per lo schermo dallo stesso Tracy Letts, che aveva presentato con incredibile successo il dramma nel 2008 nel suo teatro di Chicago, lo Steppenwolf, il film non è molto di più che una buona versione cinematografica di una commedia che permette alle sue prime attrice di mettersi in gran luce. Ma sono brave tutte le attrici e anche gli attori maschi, pur se costretti a ruoli meno esplosivi.
kevin costner e graham greene in balla coi lupi
Rai Movie alle 23, 45 passa “Balla coi lupi” di Kevin Costner con Kevin Costner, Graham Greene, Mary McDonnell, Rodney A. Grant. Visto e stravisto. Cine 34 all’1, 25 presenta “Gli idoli delle donne” di Lillo, Greg e Eros Puglielli con Lillo, Greg, Ilaria Spada, Francesco Arca, Maryna e uno strepitoso Corrado Guzzanti.
La7 Cinema all’1, 50 propone la commedia matrimoniale “Il matrimonio che vorrei” di David Frankel con Meryl Streep, Steve Carell, Tommy Lee Jones, Jean Smart, Marin Ireland, Susan Misner. Rai Due alle 2, 30 presenta in prima visione “Altri padri”, opera prima e finora ultima di un critico, Mario Sesti, credo autobiografica, con Paolo Briguglia, Chiara Francini, Stefano Antonucci, Pino Calabrese, Antonio Catania. Come molti colleghi di Mario confesso poco eroicamente che ho avuto il terrore di vederlo. E invece andrebbe visto.
Iris alle 2, 35 passa “La neve cade sui cedri” opera seconda di Scott Hicks, che aveva esordito con “Shine”, qui alle prese con una storia sui rapporti tra pescatori americani e nippo-americani dopo la guerra, con tanto di omicidio inspiegabile. Gran bel cast, Ethan Hawke, Youki Kudoh, Max Von Sydow, Rick Yune, Sam Shepard.
Rai Movie alle 3 passa un raro spaghetti western, “I lunghi giorni della vendetta” diretto da Stan Vance, alias Florestano Vancini, con Giuliano Gemma, Francisco Rabal, Gabriella Giorgelli, Nieves Navarro. Primo spaghetti uscito col bollino di autorialità del regista, Florestano Vancini, allora molto considerato nel cinema alto, ma non perfetto per questo genere.
i lunghi giorni della vendetta
Ricordo che la voce si era sparsa prima che il film arrivasse in sala. E provai una profonda delusione di fronte a questo film, interessante ma non del tutto riuscito, un po’ comico un po’ serioso, troppo lungo, mai del tutto convincente. Malgrado la presenza dell’allora bellissima Nieves Navarro come ambigua Dolly e della Giorgelli. Curiosa, invece, l’idea di Vancini di girare solo scene sotto il sole rovente.
Dà al film un aspetto molto particolare. Perfino sui flani del tempo si giocava la carta del pistolero accecato dal sole. Vancini lo diresse per riprendersi del disastro al botteghino del suo film precedente, “Le stagioni del nostro amore”, che aveva coprodotto assieme a Mario Gallo. Ma non se ne è mai vantato come di un’opera personale. Il regista ha spesso dichiarato: “Del film non sapevo nulla, lessi il copione mentre mi recavo in Spagna dove le riprese sarebbero iniziate due giorni dopo, insomma fu un gioco”.
i lunghi giorni della vendetta
Il soggetto è basato, senza dirlo, su “Il conte di Montecristo” di Dumas. “Qualche riferimento di bassa cultura ottocentesca l’abbiamo sempre tenuto”, ha detto Fernando Di Leo, che ideò il soggetto e scrisse la sceneggiatura assieme al suo socio di allora Augusto Caminito, che aveva sposato la figlia di Colonna, proprietario della P.C.M., la società che produceva il film.
“Fu lei a presentarmi questi due gentiluomini, Ercoli e Pugliese e così entrai in contatto con il western. Partimmo con Fernando Di Leo e le nostre mogli per Barcellona in macchina, che poi si ruppe. Ricordo che in quell’occasione incontrai Dalì”. A un certo punto della lavorazione, infatti, Vancini si blocca e chiama Di Leo per chiudere il film.
i lunghi giorni della vendetta 4
Lo racconta lui stesso: “Vancini mi mandò a chiamare perché s’era incartato nella scena del barbiere. Io mi ero buttato la fondue bourguignon su una gamba e avevo un dolore medievale. Andai lo stesso... Vancini si prese dei tempi sbagliati, perché era il tipo che andava a sequenza. Vale a dire c’erano cinquanta comparse da eliminare e lui si faceva i primi piani dei protagonisti. I poveri Ercoli e Pugliese, disperati, mi telefonarono: “Vieni, vieni...” E io dovetti andare, ma ripeto con una gamba con tanto in meno di carne. E gli feci capire che il western era cosa diversa dal cinema che aveva fatto lui.”
Cine 34 alle 3, 20 passa il buffo western comico “Due contro tutti”, firmato da Alberto De Martino, Antonio Momplet con Walter Chiari, Raimondo Vianello, Aroldo Tieri, Licia Calderon, Maria Silva. Questo western comico del 1962 è già vicinissimo a ciò che sarà lo spaghetti europeo almeno come coproduzione. Emo Bistolfi si allea infatti con Norberto Solino e gira tutto il film in Spagna nel villaggio costruito per l’occasione da Eduardo Manzanos a Hoyo de Manzanares, che sarà il primo in assoluto del mondo del western europeo.
Anche se in Spagna figura come regista il solo Antonio Momplet e in Italia compare Alberto De Martino, qui al suo primo western, come co-regista, il vero regista è solo l’italiano. “L’ho diretto tutto io”, ricordava De Martino. “Momplet era un vero regista spagnolo, ma firmava per la coproduzione. Con lui ne ho fatto così anche un altro in Spagna, Il gladiatore invincibile.” Antonio Momplet era allora un vecchio regista di oltre sessant’anni, che aveva vissuto in esilio in Argentina e Messico gli anni dopo la guerra civile. Questo è l’ultimo film che firma.
raimondo vianello walter chiari due contro tutti
“Ma il film”, ricorda De Martino, “doveva essere fatto da Giorgio Simonelli, che era lo specialista. Io ero sotto contratto con Bistolfi per fare Perseo l'invincibile, e così mi ha chiesto di fare prima questo e poi quello”. De Martino ricorda Bistolfi come un produttore molto intelligente. Orientato per i film comici, però.
“Il film era piuttosto brutto o, meglio, era come gli altri che facevano Chiari e Vianello. Però fu un successo. Devo dire che non era il mio genere”. De Martino ricorda bene che proprio per questo film, tutto girato in Spagna, venne costruito il villaggio western poi utilizzato in tanti film, a cominciare da Leone in Per un pugno di dollari. “Lo stavano costruendo proprio mentre giravo. Così poteva capitare che per fare un controcampo dovevo aspettare quindici giorni, il tempo insomma che lo costruissero.”
Su Iris alle 4, 50 passa invece un capolavoro western come “Lo sperone nudo” di Anthony Mann con James Stewart, Janet Leigh, Robert Ryan, Ralph Meeker. Cine 34 alle 4, 50 passa “Una donna allo specchio” diretto da Paolo Quaregna ma con dialoghi erotici di Barbara Alberti, che uscì subito dopo “La chiave” di Tinto Brass e riuscì a prendere un po’ di quel di successo grazie alle nudità della protagonista.
stefania sandrelli marzio honorato una donna allo specchio 1
Il film cuce assieme il modello di porno-letterario alla Brass e un documentario in 16 mm sulla Festa delle Arance del Carnevale di Ivrea (è così). Ma su tutto trionfano i dialoghi birichini di Barbara Alberti, “Da quanto tempo non scopo? Sarà un secolo?” – “Come lo chiami questo?” chiede il macho meridionale Marzio C. Honorato in quel di Ivrea alla Sandrelli indicando il suo coso.
“E questa?” fa lei indicando la cosa. Poi lui la sodomizza in bagno, davanti allo specchio (per dare un senso al titolo) afferrando con entrambe le mani i pomelli dell’acqua, mentre lei si attacca, per non cadere, al cannellone centrale scatenando i suoi fans, che ormai avranno un’età. Il tutto tra eccessi di documentario da Tg3 Piemonte sulla festa delle arance davvero insopportabili. Svelo il finale della storia dei due amanti. Lei prende il treno per tornare a casa e fa a lui “Abbi cura di te”. Lui le risponde con durissimo “Credo che domani pioverà” sotto un sole accecante. Fine.
Chiudo, Rai Movie 50, con il vecchio avventuroso “La scimitarra del saraceno” di Piero Pierotti con Lex Barker, Chelo Alonso, Massimo Serato, Graziella Granata.
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la scimitarra del saraceno. 2
la scimitarra del saraceno. 1
una donna allo specchio
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marzio honorato stefania sandrelli una donna allo specchio 2
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marzio honorato stefania sandrelli una donna allo specchio 2 1
stefania sandrelli marzio honorato una donna allo specchio
batman v superman 4
your lucky day
il secondo tragico fantozzi
tom cruise l’ultimo samurai
Lo sperone nudo
Lo sperone nudo
Lo sperone nudo
i lunghi giorni della vendetta
salma hayek jessica alba pierce brosnan il fidanzato di mia sorella
corrado guzzanti gli idoli delle donne
i segreti di osage county 3
il fidanzato di mia sorella 2
i segreti di osage county 2
il matrimonio che vorrei
corrado guzzanti gli idoli delle donne 2
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gli idoli delle donne.
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greg gli idoli delle donne
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altri padri
gli idoli delle donne.
gli idoli delle donne
lillo e greg gli idoli delle donne 5
gli idoli delle donne
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a tu per tu
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balla coi lupi
l'ira di becky
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revolver
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l’ultimo samurai
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