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IL DIVANO DEI GIUSTI – IL FILM DELLA SERATA È “IL TEMPO CHE CI VUOLE”, SORTA DI MELODRAMMA AUTOBIOGRAFICO PADRE-FIGLIA SCRITTO E DIRETTO DA FRANCESCA COMENCINI CON FABRIZIO GIFUNI NEI PANNI DI SUO PADRE – NELLA NOTTE PASSA IL RARISSIMO “GLI ITALIANI SONO MATTI” DI DUILIO COLETTI. SCRITTO DA SANDRO CONTINENZA E ENNIO DE CONCINI, VEDE UN GRUPPO I PRIGIONIERI ITALIANI IN UN CAMPO TEDESCO CHE SCOMMETTONO DI POTER COSTRUIRE UNA CHIESA IN DUE  ORE. VORREI SAPERE CHI L’HA VISTO…

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Il divano dei giusti 25 agosto 2026

Marco Giusti per Dagospia

 

il tempo che ci vuole di francesca comencini

Stasera che vediamo in chiaro? Il film che vi propongo è “Il tempo che ci vuole”, Rai5 alle 21, 20, sorta di melodramma autobiografico padre-figlia scritto e diretto da Francesca Comencini con Fabrizio Gifuni nei panni di suo padre e Romana Maggiora Vergano in quelli di sua figlia Francesca, Anna Mangiocavallo, Luca Donini.

 

E’ un film che è cresciuto nel tempo e ci ha stupito per il coraggio della regista nel confrontarsi con la sua storia di dipendenze e di sentimenti. Vediamo cosa ne scrissi quando venne presentato a Venezia.

 

il tempo che ci vuole di francesca comencini 3

“Prima la vita, poi il cinema”, spiega così la sua filosofia sul set di “Le avventure di Pinocchio”, riprendendo un organizzatore un po’ rude, il regista Luigi Comencini interpretato da un perfetto Fabrizio Gifuni nel bel “Il tempo che ci vuole”, ideato, scritto e. diretto da Francesca Comencini.

 

Un Gifuni così perfetto che riesce incredibilmente a cogliere i caratteri non così semplici del vecchio regista italiano così umano nell'essenza quanto burbero nei modi. “Prima la vita” era anche il primo titolo del film. Non so quanto dopo però venisse, per Comencini, il cinema, visto che cinema e vita hanno per lui e la sua famiglia un rapporto così stretto che sembra difficile dividerli.

 

romana maggiora vergano il tempo che ci vuole

Quando un Comencini già stanco e malato scopre che l’adorata figlia Francesca, interpretata da grande dalla bravissima Romana Maggiora Vergano, è tossica e gli urla che non sa fare nulla, lui si mette seduto per terra e la guarda, silenzioso. Adesso le dice di andare a fare il cinema con lui, ho pensato io, un po’ cinicamente. E grande è stata la sorpresa nel constatare che proprio quella, magari con toni più cauti, è la risposta paterna del vecchio regista. La prende alla lontana, però.

 

romana maggiora vergano fabrizio uni il tempo che ci vuole

Parlando di come lui si sentisse inadeguato alla fine del suo primo film (“Vietato rubare”). E poi le dice che da quel momento in poi non la lascerà più. E, dopo la morte del compagno tossico di lei, la porta a Parigi. A disintossicarsi. A iniziare la vita e il cinema.

 

Con un primo film, autobiografico, sui suoi anni bui e sulla morte di Carlo Rivolta. “Non lo vedrò”, le dice il padre. Non ama i film autobiografici. Certo. Io invece c’ero quell’anno a vedere l’opera prima di Francesca Comencini. Era un film su una generazione un po’ sbandata. Anche questo è un film autobiografico su quella generazione. Come il primo. Ma anche sul rapporto tra un padre celebre, e celebre regista di film con attori bambini, che porta la figlia sul set di “Le avventure di Pinocchio” e poi si ritrova una figlia tossica che deve salvare dalla bocca del Pescecane.

 

tom hanks angeli e demoni

Curiosamente non vediamo né madre né sorelle della regista, tutto vive solo e unicamente nella dimensione padre e figlia, perché è lì il problema da risolvere. E fra loro si instaura un rapporto di vita e cinema che li porterà avanti fino al tardissimo set di “Marcellino pane e vino” a Napoli, con Francesca che fa da aiuto al vecchio padre malfermo ma felice di stare ancora sul set.

 

Le parti più belle sono quelle legate al cinema, soprattutto la lavorazione di Pinocchio, con Lallo Circosta che fa il romanissimo Armando Nannuzzi, l’idea della “luce a cavallo”, tutti i recuperi dei film muti, che ci ricordano che proprio Comencini salvò dal macero e dall’oblio tanti film muti e aprì la Cineteca di Milano, Comencini che rivede “Paisà” di Rossellini, la musica di Fiorenzo Carpi per Pinocchio, Neil Young. Commovente.

 

 

taras il magnifico

Per un pubblico più popolare Rai2 alle 21, 20 presenta “Angeli e demoni”, diretto da Ron Howard, sceneggiato da David Koepp e Akiva Goldsman, tratto dal romanzone di Dan Brown, con Tom Hanks rifatto nel ruolo del professor Robert Langdon di Harvard, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Pierfrancesco Favino, Stellan Skarsgård, Armin Mueller-Stahl, Carmen Argenziano, Marc Fiorini. Se il romanzo è in realtà un prequel de “Il Codice da Vinci”, al cinema diventa un sequel.

 

special forces – liberate l'ostaggio

Se cercate un buon action su Rai4 alle 21 passa “Special Forces. Liberate l’ostaggio” diretto da Stéphane Rybojad con Diane Kruger, Djimon Hounsou, Benoît Magimel, Denis Menochet, Raphaël Personnaz. Rai Movie alle 21, 10 propone il kolossal “Taras il magnifico”, diretto da J. Lee Thompson, scritto da Waldo Salt e Karl Tunberg a partire dal racconto di Gogol del 1835, prodotto da Harold Hecht con Yul Brynner come Taras Bulba, perfetto cosacco a cavallo, Tony Curtis come figlio, Andrei Bulba, innamorato di Christine Kaufmann.

 

special forces liberate gli ostaggi

Leggo che venne girato al Disney Ranch, a Salta in Argentina e nella Jugoslavia di Tito per le scene dei cosacchi. Se non lo avete visto allora, nel pieno delle produzioni di peplum, biblici e avventurosi, con la grande fotografia di Joseph McDonald, la musica di Bernard Herrmann e Yul a cavallo con lo spadone non potete capire cosa erano per noi ragazzetti questi film.

 

g.i. joe la nascita dei cobra

Che avevano senso solo o quasi in quel momento. Il film era stato pensato dai fratelli Salkind per Orson Welles, regista e attore, “Farò Taras Bulba perché io sono TARAS BULBA!!”. Ma preferì fare “Il processo” coi Salkind. Mica scemo.

 

Poi si tentò con Burt Lancaster e infine con Yul Brynner. Che si impegnò profondamente nel film. Salvo poi scoprire che la produzione lo tagliò e scorciò malamente e da road show di tre ore con musicona e intermission divenne un qualsiasi film di cosacchi. Un po’ meglio di un film di Emimmo Salvi, certo… Ma qualcosa dello splendore originale rimane.

 

 

Jennifer Aniston in Come ammazzare il capo... e vivere felici (Horrible Bosses)

Canale 20 alle 21, 10 passa il giocattolone “G.I. Joe – La nascita dei Cobra”, diretto da Stephen Sommers con Adewale Akinnuoye-Agbaje, Christopher Eccleston, Joseph Gordon-Levitt, Byung-hun Lee. Su La5 alle 21, 10 abbiamo il drammone con amore contrastata dai genitori “Un amore senza fine” di Shana Feste con Gabriella Wilde, Alex Pettyfer, Bruce Greenwood, Joely Richardson, Robert Patrick. Sembra sia bruttissimo.

 

Canale 27 alle 21, 10 passa “Come ammazzare il capo… e vivere felici” , comemdia dark di Seth Gordon con Jennifer Aniston, Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis, Colin Farrell, Jamie Foxx, Kevin Spacey e Donald Sutherland. Niente di ché su La7 Cinema alle 21, 15 il giallo “Un colpo perfetto” diretto da Michael Radford con Michael Caine, Demi Moore, Lambert Wilson, Joss Ackland, Jonathan Aris, Simon Day.

 

 

un colpo perfetto 3

Iris alle 21, 15 presenta “I 4 del Texas”, commedia western diretta da Robert Aldrich con Frank Sinatra, Dean Martin, Anita Ekberg, Ursula Andress, Victor Buono e Charles Bronson. Malgrado il grande cast un mezzo disastro. Sinatra, anche produttore, odiava Aldrich, che però non gli fece passare niente. Anita Ekberg, racconta Ursula, era sempre mezza ubriaca sul set. Fu un inferno.

E il film non funzionò, malgrado fosse girato in un periodo d’oro di Aldrich, tra i due meravigliosi thriller gotici “Che fine ha fatto Baby Jane” e “Piano piano dolce Carlotta”.

 

un colpo perfetto 1

Canale 5 alle 21, 20 lancia l’ottimo “Nata per te” di Fabio Mollo con Pierluigi Gigante, Teresa Saponangelo, Barbora Bobulova, Alessandro Piavani, Iaia Forte, ispirato alla vera storia di Luca Trapanese che adottò una figlia down.

 

Rai 1 alle 21, 30 punta tutto sul film di cani “Lassie torna a casa” diretto da Hanno Olderdissen con Nico Marischka, Sebastian Bezzel, Anna Maria Mühe, Bella Bading, Matthias Habich. Bau. Tv8 alle 21, 40 passa invece l’ultimo film di James Bond, “No Time to Die” di Cary Fukunaga con Daniel Craig, Rami Malek, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Rory Kinnear, Léa Seydoux.

 

007 no time to die

Vi giro la critica che mi fece Dago al film che aveva visto in anteprima a Roma. Intanto protestava per come erano mostrati gli italiani e una città spettacolare come Matera, con le donne vestite di nero come prefiche, gli uomini modello tagliagole da film di mafia anni ‘60, con l’Austin Martin di 007 che se la vede con un pericolosissimo gregge di pecore pilotate dalla Spectre, come fossimo in un film di Franco e Ciccio.

 

daniel craig no time to die

Non parliamo dei giamaicani, dei cubani: dei pittoreschi baluba che ruggiscono “Uh!”, come nell’orchestra di Perez Prado. Poi parlano di body shaming e di razzismo. Non gli è piaciuta neppure Léa Seydoux con la sua faccia da maritozzo con panna alle prese con una storia sdolcinata, da “Va dove ti porta la coratella”, tra lei e un Daniel Craig che non possiede nemmeno le due espressioni di Rod Cameron, con la pistola o senza. Ne ha una sola, quella detta “la paresi”.

 

ana de armas no time to die 1

Inoltre, è così mechato che sarebbe meglio chiamarlo “James Blond”. In una scena una bella figheria gli consegna uno smoking e Craig, prima di togliersi i pantaloni, chiede alla fanciulla: “Girati!”. Girati?!? Ma tu sei James Bond non Marco Giusti, mi dice Dago.

 

Ahi! Quando appare il nuovo 007 in modalità Metoo, un donnone nero a sei ante sormontato da un volto alla Mike Tyson, la prostata di Dago ha perso il controllo: ma è un invito all’omosessualità! Togliete subito il 7: è solo 00, un cesso!

 

BENEDETTA PORCAROLI 18 REGALI

Passiamo alla seconda serata con, Rai5 alle 23, 05, “18 regali” diretto da Francesco Amato, scritto da Massimo Gaudioso con Vittoria Puccini, Benedetta Porcaroli, Edoardo Leo, Sara Lazzaro, Marco Messeri, uno dei migliori film italiani di questi ultimi anni e un raro fantasy.

 

Ricorderete la storia di quella donna che, malata terminale ma incinta, fece 18 regali alla sua bambina non ancora nata, uno per ogni compleanno fino al diciottesimo anno di età. Grande storia, ma come metterla in scena mostrando insieme madre e figlia quando non si sono mai incontrate?

 

BENEDETTA PORCAROLI 18 REGALI

Così, per portarla sullo schermo, in questo ben costruito 18 regali, Francesco Amato, regista di film interessanti come Cosimo e Nicole, Lasciati andare e della fiction tv di successo Imma Tataranni, si inventa assieme ai suoi sceneggiatori, Massimo Gaudioso, Davide Lantieri, Alessio Vincenzotto, un meccanismo fantastico lacrimoso di una certa presa.

 

Diciamo che Anna, Benedetta Porcaroli con capelli neri, al suo diciottesimo anno, irrequieta e a stento domata dal padre, Edoardo Leo con i baffi, proprio la notte che precede il suo compleanno fa la pazza. Esce di casa, beve, e si getta sotto la pioggia contro una macchina.

 

18 regali

Bum! Dopo il botto, con suo grande stupore, Anna si accorge di essere finita proprio 18 anni prima, nel 2001, e che è stata messa sotto proprio da sua mamma Elisa, Vittoria Puccini, che se la porta a casa per vedere come sta. Elisa è incinta, ovviamente di lei, ma nello stesso giorno, ahimé, ha saputo di avere un tumore al seno. Anna così sceglie di non rivelarle chi è, ma di osservarla da vicino.

 

Questo nel passato, perché nel presente, nel mondo reale, insomma, si scopre da subito che è in coma all’ospedale… Con un doppio meccanismo a sorpresa per i due piani temporali, quando svelerà Anna a Elisa chi è?, Anna se la caverà?, il film entra nel vivo solo con questa invenzione da fantasy lacrimoso. Ma funziona, perché le due ragazze, Porcaroli e Puccini, sono bravissime, e il rapporto fra le due, che sappiamo dover diventare di amore materno, è invece costruito come un rapporto di innamoramento.

 

the survivalist

Un innamoramento che, viziato dal fatto che le due sono madre e figlia, lo spettatore vede come naturale. Ma c’è molta malizia, anche non voluta nel rapporto fra le due ragazze, e questo rende il film molto più interessante del previsto.

 

Rai4 alle 23, 10 passa il thriller “The Survivalist” di Jon Keeyes con Jonathan Rhys Meyers, John Malkovich, Jenna Leigh Green, Ruby Modine, Jon Orsini. La7 alle 23, 15 propone il non fortunato “Amsterdam” di David O. Russell con Christian Bale, Anya Taylor-Joy, Margot Robbie, Mike Myers, Zoë Saldana, Robert De Niro. Un film che ci stiamo ormai scordando, ma che era costruito per un grande successo che mai arrivò.

 

 

il talento di MR. ripley

Kolossal anti-trumpiano e anti-fascista da 80 milioni di dollari di budget che ne incassò solo 11. Un flop insomma, malgrado sia un ottimo film con un cast assolutamente spettacolare. Christian Bale come medico reduce della Grande Guerra con un occhio solo, una bellissima Margot Robbie come infermiera e ereditiera newyorkese artista e svitata, John David Washington come avvocato amico di Christian Bale, Rami Malek e Anya Taylor Joy come miliardari di ultradestra, Zoe Saldana come dottoressa nera, Michael Shannon e Mike Meyers come agenti segreti e ornitologi, Matthias Schoenarts e Alessandro Nivoli come poliziotti e Robert De Niro come generale eroe di guerra che un gruppo di miliardari americani complottisti vogliono comprare.

 

Il tutto è ispirato a un vero complotto politico, il “Business Plot”, ideato da miliardari americani filo-nazisti che nel 1933 cercarono di comprare il generale dei marines Smedley Butler per far cadere il governo di Franklin D. Roosevelt e mettere al suo posto un dittatore alla Mussolini-Hitler. Ovvio che oggi tutto questo ci porta dritti a Capitol Hill e alla figura di Donald Trump.

 

il talento di MR. ripley

A parte il complotto e una trama gialla, la morte misteriosa di un generale dei marines che porta due dei suoi soldati, l’avvocato di John David Washington e il medico di Christian Bale, a sospettare che si tratti di omicidio, il film ci presenta una storia d’amore che nasce nell’ospedale militare in Francia nel 1918 tra Margot Robbie e John David Washington e che unisce a loro Christian Bale in un triangolo amoroso, tanto che i tre si rifugeranno a Amsterdam per vivere più liberamente la fine della guerra fuori dai codici classisti e razzisti della società americana.

 

Una volta tornati in patria, infatti, le cose si complicano e dieci anni dopo troveremo i tre protagonisti alle prese, appunto, col complotto neo-nazista. Stroncato dalla critica e non visto dal pubblico, è un film magari un po’ confuso, ma di alto livello tecnico e di grande spettacolo e politicamente pericoloso.

 

 

johnny depp transcendence

La7 Cinema alle 23, 20 ci porta invece un film ricco, parecchio riuscito e molto amato dal pubblico come “Il talento di Mr Ripley” di Anthony Minghella con Matt Damon prima di Ulisse, un Jude Law luminoso, Gwyneth Paltrow, Cate Blanchett, Philip Seymour Hoffman, Sergio Rubini e un piccolo cammeo di Fiorello. Ma vedo che c’è pure Evelina Manna, ve la ricordate? La storia la sapete, è sempre quella del romanzo di Patricia Highsmith, con Ripley che deve riportare a casa, dall’Italia anni ’50, il ricco viziato Dickie Greenleaf… Una storia già filmata da René Clement in “Delitto in pieno sole” con Alain Delon.

 

Rai1 alle 23, 20 risponde con un film di chef, “Zucchero di stelle” di Sébastien Tulard con Riadh Belaïche, Loubna Abidar, Patrick d'Assumçao, Christine Citti, Radostina Rogliano.

 

johnny depp transcendence

Rai Movie alle 23, 25 passa il poco riuscito “Transcendence” di Wally Pfister con Johnny Depp, Paul Bettany, Rebecca Hall, Kate Mara, Morgan Freeman, Cillian Murphy, Kate Mara, con uno scienziato che trasferisce il contenuto del proprio cervello in un computer. Vabbé. E’ stato Nolan a suggerire la regia di Wally Pfister, direttore della fotografia, che gira tutto in 35 mm. Leggo che a un certo punto compare anche Elon Musk.

 

Canale 5 alle 23, 40 passa “Puoi baciare lo sposo” di Alessandro Genovesi con Diego Abatantuono e Monica Guerritore alle prese con le nozze gay del figlio Salvatore Esposito con Cristiano Caccamo. Una delle prime commedie gay friendly. Rete 4 a mezzanotte propone il filmone di calcio e di guerra “Fuga per la vittoria” tra i più popolari film diretti da John Huston con Michael Caine, Max Von Sydow, Sylvester Stallone, Pelé, Bobby Moore, Arthur Brauss, Amidou, Osvaldo Ardiles e Carole Laure, dove la nazionale tedesca, nella Parigi occupata dai nazisti, affronta una squadra di prigionieri alleati.

 

fuga per la vittoria

Il film è tratto dalla vera storia della partita di calcio fra tedeschi e campioni ucraini della Dynamo Kiev, nella Kiev occupata, dove gli ucraini, per rimanere in vita, avrebbero dovuto perdere. Ma non persero, per un senso d’orgoglio. Strepitoso vedere Stallone e Caine che giocano con Pelé e Bobby Moore. Stallone non volle una controfigura e cercando di parare un tiro di Pelé si ruppe un dito. Huston odiava il film, che aveva fatto solo per soldi. Ma Caine lo fece per poter giocare assieme a Pelé, anche se a 47 anni, non aveva proprio fiato.

 

sylvester stallone fuga per la vittoria

Italia 1 alle 0, 25 passa l’horror “Abandoned - La fattoria maledetta” di Spencer Squire con Kate Arrington, Emma Roberts, John Gallagher Jr., Marie May, Michael Shannon. Critiche pessime. Tv8 alle 0, 40 vi propone “Venom: La furia di Carnage” diretto da Andy Serkis con Tom Hardy, Woody Harrelson, Naomie Harris, Michelle Williams, Stephen Graham, Reid Scott. Almeno vi tiene svegli.

 

Su Rai Due all’1, 40 trovate “Il segreto del Sahara”, grande fiction di avventure della Rai diretta da Alberto Negrin con Miguel Bosé, Diego Abatantuono, Daniel Olbrychski, Delia Boccardo. Il cast era tutto sbagliato…

 

 

Non ti presento i miei

La 7 Cinema all’1, 55 propone il tardo film di Sidney Lumet “Terzo grado” con Nick Nolte, Timothy Hutton, Armand Assante, Patrick O'Neal. Lumet non si riconobbe nel montaggio finale e chiese di firmare il film come Alan Smithee.

 

Rai Movie alle 3, 20 passa la commedia natalizia lesbo “Non ti presento i miei” diretta da Clea DuVall con Kristen Stewart, Mackenzie Davis, Aubrey Plaza, Alison Brie, Dan Levy, Mary Steenburgen, dove una coppia lesbo progetta di passare le vacanze di Natale coi genitori. Solo che i genitori della ragazza non sanno neanche che lei è omosessuale.

 

gli italiani sono matti

Chiudo col rarissimo “Gli italiani sono matti” di Duilio Coletti, Luis María Delgado con Gabriella Pallotta, Maurizio Arena, Folco Lulli, José Suarez, Marianne Koch, Memmo Carotenuto, Raffaele Pisu e il mitico Victor McLaglen, Rete 4 alle 3, 55. Scritto da Sandro Continenza e Ennio De Concini, vede un gruppo i prigionieri italiani in un campo tedesco che scommettono di poter costruire una chiesa in due  ore. Vorrei sapere chi l’ha visto…

gli italiani sono matti