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Mirella Serri per ‘La Stampa’
O’ spread, lo chiamano i napoletani, e hanno battezzato così pure un fuoco d’artificio. Eppure, prima del fatidico 2011, quando l’Italia si addentrava nell’anticamera di un possibile default, quasi nessuno che non fosse un addetto ai lavori aveva mai sentito parlare della temibile forbice.
A meno che non avesse letto con attenzione il Falò delle vanità di Tom Wolfe. Nel dramma del 1987 il protagonista, Sherman McCoy, arrogante finanziere, primeggia grazie alla sua avidità. Il romanzo si addentra nei meandri del tasso di interesse pagato sui bond e del rischio che un intero sistema economico collassi se questi diventano carta straccia.
Proprio così. Se vogliamo capire cosa succede nei terreni vischiosi di banche e società d’affari, andiamoci a leggere o a riconsiderare i capolavori della letteratura e del cinema. Lo ha fatto Leonardo Martinelli, in Quasi un romanzo. L’economia raccontata a chi non la capisce (Longanesi), che ci conduce in una straordinaria cavalcata di libri e di film che hanno anticipato i guasti dei mutui subprime o l’esplosione dei distretti industriali.
Così, per esempio, se vogliamo approfondire lo scoppio di una bolla speculativa non dobbiamo confrontarci solo con Joseph Stiglitz e Paul Krugman, ma anche con Il denaro di Emile Zola che racconta la storia di una pazzesca speculazione finanziaria ideata da Aristide Saccard, lontano parente di Bernard Madoff ed esponente ante litteram della finanza creativa.
Nel suo bel pellegrinaggio Martinelli coniuga deflazione, crediti crunch e tanto altro con Se questo è un uomo di Primo Levi, Pinocchio, Il maestro di Vigevano di Lucio Mastronardi (portato sullo schermo da Elio Petri), Le uova d’oro di Bigas Luna, Il lupo di Wall Street di Martin Scorsese. Passando per Mary Poppins, dove il papà della famiglia che ospita la magica bambinaia si chiama Mr. Banks, è un bancario e fabbrica quattrini. Ma poi ogni tanto Mr. Banks di penny e sterline non ne produce più e dice «la banca è sbancata». Com’è sbancata la Lehman Brothers dopo la crisi del 2007. E così con la famosa tata volante arriviamo alla débâcle dei giorni nostri.
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