tajani mule pier silvio marina berlusconi

FORZA ITALIA E’ UNA BOMBA A OROLOGERIA – DOPO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPOGRUPPO AZZURRO ALLA CAMERA ENRICO COSTA AL POSTO DI PAOLO BARELLI (CHE VERRÀ CONSOLATO CON UNA POLTRONA DA VICE-MINISTRO AI RAPPORTI CON IL PARLAMENTO), LA MINORANZA INTERNA CHIEDE ALTRO SPAZIO, VISTA LA DEBOLEZZA DI QUEL MERLUZZONE DI TAJANI (DI FATTO COMMISSARIATO DAI BERLUSCONI). NEL MIRINO CI SONO I RUOLI DI VICE-CAPOGRUPPO VICARIO E DI TESORIERE ALLA CAMERA. “SERVE UN RINNOVAMENTO PIENO” - GLI EREDI DEL CAV CHIEDONO ALLE DUE ANIME DEL PARTITO DI TROVARE SOLUZIONI UNITARIE. SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA I CONGRESSI REGIONALI...

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

Federico Capurso per lastampa.it - Estratti

 

antonio tajani vota per il referendum sulla giustizia

(...) si festeggia l'elezione del nuovo capogruppo azzurro alla Camera Enrico Costa al posto di Paolo Barelli, che verrà consolato con una poltrona da vice-ministro ai Rapporti con il Parlamento. Si chiude, così, il capitolo della sostituzione dei due capigruppo azzurri, i pretoriani di Antonio Tajani. La defenestrazione, imposta dalla famiglia Berlusconi dopo la sconfitta referendaria, ha rappresentato lo strappo più vistoso nel rapporto tra il leader e gli eredi del Cav. Adesso, quantomeno, si può provare a voltare pagina.

 

Il clima interno, pur tra i cin-cin, resta teso. E Costa sa perfettamente che dovrà lavorare in un ambiente difficile. Non è un caso che nel suo discorso si concentri soprattutto sull'importanza della «coesione» e sulla promessa di «valorizzare le competenze di tutti».

 

MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI

L'opera di ricucitura sarà complessa. Lo ha capito da subito visto che per evitare trappole e sgambetti, ieri sera, sia stata preferita la formula dell'elezione per acclamazione rispetto a quella con una conta dei voti. Il nuovo capogruppo si muove fin da subito cercando di non scontentare nessuno.

 

Ringrazia pubblicamente sia un fedelissimo di Tajani come Barelli, che «è sempre stato prodigo di consigli, la sua porta è stata sempre aperta», sia il deputato della minoranza anti-Tajani, Alessandro Cattaneo, «che qui ha "acceso il motore", perché è stato il primo capogruppo».

 

antonio tajani al telefono con paola amadei 2

Ecumenismo che si estende anche oltre i confini del gruppo parlamentare. A Tajani «mi lega un rapporto profondo», dice Costa. Che però si mostra altrettanto vicino alla famiglia, quando promette attenzione per i temi cari a Marina, a cominciare dai «diritti» e dal rilancio dei «valori liberali che sono il nostro faro». Ricorda quindi il suo "mentore", lo storico avvocato del Cav Niccolò Ghedini, scomparso quattro anni fa. Segue applauso, auguri e felicitazioni di tutti.

 

Il lavoro per ricompattare il partito sarà lungo. La minoranza interna chiede altro spazio, vista la debolezza del leader (di fatto commissariato dai Berlusconi). Nel mirino ci sono i ruoli di vice-capogruppo vicario e di tesoriere alla Camera. «Serve un rinnovamento pieno», insiste la minoranza. Chiede due ruoli, ma si accontenterebbe di portarne a casa uno.

 

Soprattutto quello del vice-presidente del gruppo, perché Costa - sottolineano i frondisti - è una soluzione «di compromesso, non di rottura». Il diretto interessato, il vicario Raffaele Nevi (uno dei più vicini al leader), allarga le braccia: «Tutti devono essere a disposizione della causa generale. Se devo fare altro, non c'è problema».

 

giorgio mule

Di questo e di altro parleranno oggi Tajani e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, uomo considerato tra i più vicini alla famiglia Berlusconi. Dovevano vedersi ieri ma l'incontro è saltato per i rispettivi impegni alla Farnesina e a Montecitorio.

 

Gli eredi del Cav hanno fatto capire alle due anime del partito che dovranno trovare soluzioni unitarie, senza accoltellamenti. Soprattutto per quanto riguarda i problemi più pesanti ancora sul tavolo, a partire dai congressi regionali. Tajani ha già ricevuto uno schiaffo da Marina e Pier Silvio su questo fronte: il leader voleva accelerarli per arrivare rapidamente al congresso nazionale, ma i due "proprietari" di Forza Italia hanno dato mandato di rinviarli laddove ci sono ancora divisioni troppo forti nei territori. Si parte da qui. Restano quindi in bilico in Sicilia, Puglia, Campania, Sardegna, Lombardia.

 

«Se però Tajani non farà rinviare alcuni congressi, daremo battaglia», minaccia uno dei big della fronda. La minoranza chiedeva anche i commissariamenti delle segreterie regionali in quelle Regioni, ma salvo casi eccezionali il leader dovrebbe riuscire a evitarli. Insomma, si apre ora una fase di trattative serrate. E tutti si presenteranno al tavolo ben armati.

antonio tajani e i suoi appelli per la pace meme 4FLAMINIA TAJANI - GIANPAOLO BARELLIENRICO COSTAenrico costa antonio tajanitajani barelli