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I MISSILI NON LI VOGLIAMO, MA IL GELATINO (E LE BOMBE) SI’! LA RICONOSCETE? LA 28ENNE E’ MOLTO DETERMINATA IN CIO’ CHE DICE. HA SOLLEVATO UN POLVERONE PER ALCUNE DICHIARAZIONI NON PROPRIO PACIFICHE - NATA A PADOVA, SI E’ LAUREATA IN GIURISPRUDENZA - HA UN LUNGO PASSATO DA PICCOLA SCOUT - SUA MADRE E’ INSEGNANTE E SUO PADRE ARTIGIANO -  DI CHI SI TRATTA? - VIDEO 

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Estratto dall’articolo di Silvia Madiotto per www.corrieredelveneto.corriere.it 

 

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Giovane, determinata, coinvolgente sul palco delle grandi occasioni. E incaricata di presidiare uno spazio politico non marginale, qualcosa che può generare insoddisfazioni diffuse fra i militanti: le guerre, la pace. Portando la voce dell’antimilitarismo delle generazioni degli anni Sessanta e Settanta, ma soprattutto della sua generazione Z, quella dei giovani: «Noi organizzeremo i disertori». [...]

 

E allora arriva Virginia Libero. Padovana di Selvazzano, 28 anni, madre insegnante e padre artigiano, fresca di laurea in Giurisprudenza, è stata indicata come candidata unitaria dei Giovani Democratici l’anno scorso.

 

virginia libero

Passato da scout, attivismo nelle associazioni studentesche fin dal liceo (rappresentante d’istituto, consulta provinciale degli studenti, poi Senato accademico e Udu, unione degli universitari), volontariato, passione politica pro-Pal e “di strada” come ha ripetuto anche di recente, anima moderata, mai estremista.

 

Era stata candidata dal Pd alle Regionali in Veneto nella circoscrizione (molto complicata per l’alta competizione) di Padova: all’esordio sulla scheda elettorale ha preso 4.799 voti, concentrandosi su temi come diritto allo studio e alla casa, precariato, trasporti e femminismo.

 

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Domenica, durante la chiusura della festa dell’Unità, il suo intervento ha lasciato il segno: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori».

 

Un discorso pacifista: se non può farlo apertamente la segretaria, col rischio di essere considerata anti-Kiev e di contrariare una grossa fetta dell’elettorato e della militanza dem, arriva l’esponente dei Gd.

 

Ancora Libero da Reggio Emilia: «Per noi parlare di patria significa ripudiare la guerra, significa dare a tutti un salario dignitoso, garantire le cure, significa che nessuno deve sentirsi solo al punto da perdere ogni speranza, e per arrivare a questo ci servono scelte politiche coraggiose e la sinistra questo coraggio lo deve avere. Io ho speranza, perché so che Elly queste cose le crede davvero. Non saremo spettatori e arriveremo senza chiedere permesso». [...]

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