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Claudia Casiraghi per “Libero Quotidiano”
Richard Roper pare affabile. Al fondo dei suoi grandi occhi chiari, forieri di un certo fascino, si intravede la scintilla della carità. Per tutti, lui, potente uomo d' affari interpretato da Hugh Laurie, è un' anima pia, la cui bontà si manifesta sotto forma di beneficenza.
Roper è devoto alla società civile, creatura astratta di cui si cura come di un essere di famiglia, dicono quanti - nel bel mezzo della primavera araba del Cairo - si trovano a incrociarne il cammino. Eppure l' apparenza inganna. Dietro quella generosità solo simulata, si nasconde un mostro d' indole mefistofelica.
Roper, trafficante inglese d' armi e di vite umane, è uno spietato criminale disposto a calpestare un mucchio di cadaveri pur di coltivare un interesse bieco. Che, nella realtà, ha la forma della sterlina.
In The Night Manager, serie Bbc presentata alla scorsa Berlinale e in onda su Sky Atlantic Hd (canale 110 della pay tv) dalle 22.10 di questa sera, Roper è il polo sordido di una relazione duale.
Ad opporsi al criminale, e a quella sua moralità totalmente falsata, è Jonathan Pine (il Tom Hiddleston degli Avengers). Ex militare e agente segreto, Pine lavora come revisore notturno in un hotel di lusso del Cairo. E lì, nell' atrio sontuosamente decorato da arabeschi e lampadari, incontra Sophie.
Una donna arabo-francese, che dell'aver fatto comunella con gente poco raccomandabile si è poi pentita. Sophie, per lavare via dalla propria coscienza lo sporco di una vita, decide così di regalare a Pine una pila di documenti compromettenti, nella speranza che lui, un tempo eroe, sia persuaso a combattere.
E così è. Pine, cui la serietà del momento non riesce a negare un fugace amore con la donna, entra in contatto con l' intelligence britannica e l' agente Angela Burr (Olivia Colman). Di soppiatto, si infiltra nella cricca di Roper, facendosi amici i nemici. Amanti le mogli. Di lì, comincia un gioco dai confini labili.
La linea che separa il bene dal male dovrebbe, infatti, essere netta, come netti sono il bianco e il nero. Tuttavia, la serie in sei episodi precipita in un' oscurità dalla quale è difficile emergere con un giudizio chiaro.
SUSANNE BIER THE NIGHT MANAGER
«Il pubblico di The Night Manager (adattamento di un omonimo romanzo di John Le Carré) è attratto in modo sinistro dal male», spiega a tal proposito la regista premio Oscar Susanne Bier, che nell' adattare il libro alle esigenze del piccolo schermo è riuscita a far suo un tono leggero, puntellato qua e là di un' ironia tipicamente britannica.
HUGH LAURIE THE NIGHT MANAGERELIZABETH DEBICKI THE NIGHT MANAGERJONATHAN PINE THE NIGHT MANAGER
«Il mondo di Roper - prosegue la danese che sola è riuscita a suscitare l' ammirazione di Le Carré - è fatto di un lusso sfrenato, di grandi feste e ancor più grandi privilegi. È un mondo meraviglioso. Lo spettatore non dovrebbe farsi abbindolare da quella vita fastosa, eppure ne è attratto. Come ne è attratto Pine, sempre in bilico tra il giusto e lo sbagliato».
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